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Benito Mussolini e la Massoneria Internazionale

(tratto da "La mia vita", l'unica autobiografia di Benito Mussolini)

"............Avevo gia detto in varie occasioni ai fascisti, che consideravo e considero sempre l'aristocrazia d'Italia, che il nostro ideale religioso aveva in se stesso attributi morali di primaria importanza. Avevo affermato di condannare la concezione sterile, assurda e artificiale dell'anticlericalismo vizioso o ostentato. Quella tendenza non  solo ci teneva in una situazione morale di inferiorità rispetto agli altri popoli, ma divideva anche gli italiani in campo religioso in diverse scuole di pensiero. Sopratutto ci sottometteva a un potere corruttore, sinistro e tortuoso come quello della massoneria politica internazionale, distinta dalla massoneria conosciuta nei paesi anglosassoni.

Avevo voluto mostrare come il problema dei rapporti tra Stato e Chiesa in Italia non doveva essere considerato insolubile e spiegare come fosse necessario creare, dopo un esame oggettivo, sereno e imparziale, un'atmosfera di comprensione, capace di dare al popolo italiano una fonte di vita e armonia tra fede religiosa e vita civile.

I fascisti, in quanto persone intelligenti degne dell'epoca in cui vivevano, mi seguirono in questo nuovo concetto della politica religiosa. A esso si aggiunse la nostra guerra contro la massoneria nella forma in cui questa era conosciuta in Italia. Era una guerra di fondamentale importanza e il fascismo fu quasi unanime nella decisione di combatterla fino alla fine.

Non dimentichiamoci che i massoni in Italia hanno sempre rappresentato una distorsione, non solo nella vita politica, ma nei concetti spirituali. Tutta la forza della massoneria era diretta contro le politiche papali, ma questa battaglia non rappresentava un ideale vero e profondo. Lo società segreta, da un punto di vista pratico, poggiava su un'associazione di mutua adulazione, di mutuo soccorso, di perniciosi nepotismi e favoritismi. Per diventare potente e per portare avanti i propri traffici clandestini, la massoneria si era servita della debolezza dei governi liberali che si erano susseguiti in Italia dal 1870 estendo le sue macchinazioni nella burocrazia, nella magistratura, nel campo dell'istruzione e anche nell'esercito, in modo da poter dominare i gangli vitali dell'intera Nazione. Il suo carattere segreto nel ventesimo secolo, i suoi incontri misteriosi, ripugnanti per le nostre meravigliose comunità con la loro luce del sole e il loro amore per la verità, dava alla setta il carattere di corruzione, un disonesto concetto di vita senza programma, senz'anima, senza valore morale.

L'antipatia che nutro per quella disgustosa forma di associazione risale alla mia gioventù. Molto tempo addietro al congresso socialista di Ancona del 1914, avevo posto ai miei compagni il dilemma: socialisti o massoni? Quel punto di vista aveva ottenuto un completo trionfo nonostante la forte opposizione dei socialisti massoni. Più tardi durante il fascismo, avevo fatto lo stesso atto di forza. Ci volle del coraggio. Obbedii all'imperativo categorico della mia coscienza e non ad alcuno opportunismo. Il mio atteggiamento non aveva niente in comune con lo spirito anti-massonico dei gesuiti. Loro agivano per difendersi.

Per la mia politica lineare, metodica e coerente, l'odio della setta massonica mi perseguita anche ora.

La massoneria di quel tipo è stata sconfitta in Italia, ma opera e cospira dietro la maschera dell'antifascismo internazionale. Fallisce profondamente nei suoi tentativi di sconfiggermi. Cerca di infangarmi, ma l'insulto non raggiunge il bersaglio. Macchine, complotti e crimini, gli assassini reclutati non decidono il mio destino. Va in giro a raccontare pettegolezzi sulla mia debolezza e sulle sofferte malattie organiche del mio corpo, ma io sono più vivo e più forte che mai.

Questa è una guerra senza quartiere, della quale sono un veterano. Ogni volta che ho voluto cauterizzare le situazioni difficili nella vita politica italiana, ogni volta che ho voluto dare una rettitudine morale sincera, franca e leale a chi lavora in politica, ho sempre avuto contro di me la nostra massoneria. Comunque quella associazione, che in altri tempi fu molto potente, è stata da me battuta. Contro me non ha vinto e non può vincere. Gli italiani hanno vinto questa battaglia per me. Loro hanno trovato la cura per questa lebbra."                                 Benito Mussolini

Come distinguere questi personaggi?

Sull'ormai famoso sito del Grande Oriente d'Italia, ho trovato numerosi articoli che si ispirano al neo-paganesimo iniziatico, gnostico, esoterista.
Come ho più volte ribadito, oscuri personaggi si infiltrano negli ambienti di destra, ma non solo, spacciandosi per "illuminati esoteristi, gnostici", e, facendo sfoggio di pseudo-cultura, si attivano per inculcare, nelle menti dei meno accorti, dottrine che nulla hanno a che fare con le vere tradizioni del nostro paese.
Qual'è lo scopo di costoro?
Perchè predicano dottrine gnostiche e neo-pagane?
Come riconoscere e distinguere questi personaggi?
Costoro, hanno tutti una caratteristica comune che li contraddistingue: ODIANO IL CRISTIANESIMO!
Di quest'odio ne fanno una bandiera sovvertitrice al servizio delle logge massoniche ebraiche!
Di seguito riporto un interessantissimo articolo nel quale un maestro massone spiega il vero significato recondito degli idoli pagani, che altri non sarebbero se non il Grande Architetto Dell'Universo. G.A.D.U. o per meglio dire, la bestia dell'Apocalisse 666.

 

Littoria, 18 dicembre 1932

Discorso di S.E. il Duce Benito Mussolini

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Oggi è una grande giornata per la rivoluzione delle camicie nere, è una giornata fausta per l'Agro pontino, è una giornata gloriosa nella storia della nazione.

Quello che fu invano tentato durante il passato di 25 secoli oggi noi stiamo traducendo in una realtà vivente, sarebbe questo il momento per essere orgogliosi, no noi siamo soltanto un poco commossi.

Coloro che hanno vissuto le grandi e tragiche giornate della guerra vittoriosa, passando davanti ai nomi che ricordano il Grappa, il Carso, l'Isonzo, il Piave, sentivano nel loro cuore tumultuare i vecchi ricordi e le grandi nostalgie.

Noi oggi con l'inaugurazione ufficiale del nuovo comune di Littoria, consideriamo compiuta la prima tappa del nostro cammino , abbiamo cioè vinto la nostra prima battaglia. Ma noi,

 noi siamo fascisti, quindi più che guardare al passato siamo sempre intenti verso il futuro. Finche tutte le battaglie non siano vinte non si può dire che tutta la guerra sia vittoriosa.

Solo quando, accanto alle 500 case oggi costruite, ne siano aggiuntr  le altre 4.500, quando accanto ai 10 mila abitatori attuali, si aggiungeranno i 50 mila che noi ci ripromettiamo di far vivere in quelle che furono le paludi pontine, solo allora potremo lanciare alla nazione il bollettino della vittoria definitiva.

Si noti la trasformazione di situazione opposta, dalle paludi pontine alle fertili pianure, come dalla biblica frase dei lutti trasformate in  danze, tutti ispirati alla radice dalla fede di ricercare il bene.

Ma noi non saremmo partiti se già sin da questo momento non precisassimo, con la esattezza che è nel nostro costume, con la energia fredda e spietata che è nel nostro temperamento, quelle che saranno le tappe future, e cioè: il 28 ottobre del 1933 si inaugureranno altre 981 case coloniche, il 21 aprile del 1934, si inaugurerà il nuovo comune di Sabaudia.

Vi prego di notare queste date: il 28 ottobre del 1935 si inaugurerà il terzo comune di Pontinia. A quell'epoca, per quella data, noi probabilmente avremo toccato la meta e realizzato tutto il nostro piano di lavoro. Sarà forse opportuno di ricordare che una volta per trovare della terra da lavoro occorreva valicare le Alpi e attraversare l'Oceano.

Oggi la terra è qui, a mezz'ora soltanto di distanza dalla capitale.

E qui che noi abbiamo conquistato nuove provincie, è qui che abbiamo condotto delle vere e proprie operazioni di guerra. E' questa la guerra che noi preferiamo. Ma occorre che tutti ci lascino intenti al nostro lavoro che non si vuole che noi applichiamo in altro campo quella stessa energia, quello stesso metodo. Ora la nuova vita di Littoria comincia, io sono sicuro che i coloni qui giunti saranno contenti di lavorare, anche perche hanno in vista, tra 10 o 15 o 20 anni, il possesso definitivo del loro podere.

Comunque io dico a questi contadini, a questi rurali che sono particolarmente vicini al mio spirito che essi non devono scoraggiarsi delle difficoltà che possono incontrare, devono guardare a questa torre che è un simbolo della potenza fascista, guardarla in tutti i momenti, perche convergendo a questa torre troveranno sempre un aiuto, un conforto e la giustizia.

 

IL TESTAMENTO di Benito Mussolini 

Nessuno che sia un vero italiano, qualunque sia la sua fede politica, disperi nell'avvenire. Le risorse del nostro popolo sono immense. Se saprà trovare un punto di saldatura, recupererà la sua forza prima ancora di qualche vincitore. Per questo punto di fusione io darei la vita anche ora, spontaneamente, qualunque sia purché improntata a vero spirito italiano.

Dopo la sconfitta io sarò coperto furiosamente di sputi, ma poi verranno a mondarmi con venerazione. Allora sorriderò, perché il mio popolo sarà in pace con se stesso.

Il lavoratore che assolve il dovere sociale senz'altra speranza che un pezzo di pane e la salute della propria famiglia, ripete ogni giorno un atto di eroismo. La gente che lavora è infinitamente superiore a tutti i falsi profeti che pretendono di rappresentarla. I quali profeti hanno buon gioco per l'insensibilità di chi avrebbe il sacrosanto dovere di provvedere.

Per questo sono stato e sono socialista !!

L'accusa di incoerenza non ha fondamento. La mia condotta è sempre stata rettilinea nel senso di guardare alla sostanza delle cose e non alla forma. Mi sono adattato socialisticamente alla realtà. Man mano che l'evoluzione della società smentiva molte delle profezie di Marx, il vero socialismo ripiegava dal possibile al probabile. L'unico socialismo attuabile socialisticamente è il corporativismo, punto di confluenza, di equilibrio e di giustizia degli interessi rispetto all'interesse collettivo.

La politica è un'arte difficilissima tra le difficili perché lavora la materia inafferrabile, più oscillante, più incerta. La politica lavora sullo spirito degli uomini, che è un'entità assai difficile a definirsi, perché è mutevole. Mutevolissimo è lo spirito degli italiani. Quando io non sarò più, sono sicuro che gli storici e gli psicologi si chiederanno come un uomo abbia potuto trascinarsi per vent'anni un popolo come l'italiano. Se non avessi fatto altro basterebbe questo capolavoro per non essere seppellito nell'oblio.

Altri forse potra' dominare col ferro e col fuoco, non col consenso come ho fatto io.

La mia dittatura e' stata assai piu' lieve che non certe democrazie in cui imperano le plutocrazie. Il fascismo ha avuto più morti dei suoi avversari e il 25 Luglio al confino non c'erano più di trenta persone.

Quando si scrive che noi siamo la guardia bianca della borghesia, si afferma la più spudorata delle menzogne. Io ho difeso, e lo affermo con piena coscienza, il progresso dei lavoratori. Tra le cause principali del tracollo del fascismo io pongo la lotta sorda ed implacabile di taluni gruppi industriali e finanziari, che nel loro folle egoismo temevano ed odiano il fascismo come il peggior nemico dei loro inumani interessi. Devo dire, per ragioni di giustizia che, il capitale italiano, quello legittimo, che si regge con la capacità delle sue imprese, ha sempre compreso le esigenze sociali, anche quando doveva allungare il collo per far fronte ai nuovi patti di lavoro.

L'umile gente del lavoro mi ha sempre amato e mi ama ancora. Tutti i dittatori hanno fatto strage dei loro nemici. Io sono il solo passivo; tremila morti contro qualche centinaio. Credo di aver nobilitato la dittatura. Forse l'ho svirilizzata, ma le ho strappato gli strumenti di tortura.

Stalin è seduto sopra una montagna di ossa umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano contro la mia vita, sia con l'inviare loro dei sussidi che per la frequenza diventavano degli stipendi, sia strappandoli alla morte.

Ma se domani togliessero la vita ai miei uomini, quale responsabilità avrei assunto salvandoli? Stalin è in piedi e vince, io cado e perdo. La storia si occupa solamente dei vincitori e del volume delle loro conquiste ed il trionfo giustifica tutto. La rivoluzione francese è considerata per i suoi risultati, mentre i ghigliottinati sono confinati nella cronaca nera

Vent'anni di fascismo nessuno potrà cancellarli dalla storia d'Italia. Non ho nessuna illusione sul mio destino. Non mi processeranno, perché sanno che da accusato diverrei pubblico accusatore. Probabilmente mi uccideranno e poi diranno che mi sono suicidato, vinto dai rimorsi. Chi teme la morte non è mai vissuto, ed io sono vissuti anche troppo. La vita non è che un tratto di congiunzione tra due eternità: il passato ed il futuro.

Finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si spegne, tutti non basterebbero per
me. Io andrò dove il destino mi vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.

I fascisti che rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini esemplari.

Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorra' darsi e cooperare lealmente con le autorita' leggittimamente costituite per aiutarle a rimarginare, nel piu' breve tempo possibile, le ferite della patria.

Chi agisce diversamente dimostrerebbe di ritenere la patria non piu' patria quando si e' chiamati a servirla dal basso.

I Fascisti, insomma, dovranno agire per sentimento, non per risentimento.

Dal loro contegno dipendera' una piu' sollecita revisione storica del fascismo, perche' adesso e' notte, ma poi verra' il giorno.