COM.IT.ES.
Compiti, Funzioni e Poteri
Bruxelles/Roma,
7 luglio 2003 - Tutti ci chiediamo e credo
di non sbagliarmi includendo i neoeletti del Comites,
quali siano i compiti, funzioni e, soprattutto
poteri che hanno i nostri eletti.
Una domanda apparentemente difficile, ma che leggendo
attentamente la Legge e interpretandola da un
punto di vista giuridico - istituzionale, ha una
risposta più che ovvia.
Per primo vorrei analizzare quali erano i compiti
e funzioni dei Comites nelle vecchie normative
e dopo analizzare cosa è cambiato con la
nuova Legge del 2003, ripercorrendo parte della
discussione alla Camera dei Deputati.
PRIMA
I
COMITES, in collaborazione con l'autorità
consolare ed Enti, Associazioni e comitati operanti
nella circoscrizione, promuove idonee iniziative
nelle materie attinenti alla vita sociale e culturale,
all'assistenza sociale e scolastica, alla formazione
professionale, alla ricreazione, allo sport e
al tempo libero della comunità-italiana-residente-nella-circoscrizione.
Esso, inoltre, esprime
pareri, proposte e suggerimenti sulle
iniziative che l'autorità consolare intraprende
in favore della comunità.
Il COMITES deve costantemente cooperare con
l'autorità consolare nella tutela dei diritti
e degli interessi dei cittadini emigrati, nel
rispetto delle norme previste dall'ordinamento
locale e delle norme del diritto internazionale
e comunitario. Il Comitato è tenuto
inoltre a segnalare all'autorità
consolare le eventuali violazioni delle Convenzioni
e delle norme internazionali inerenti ai lavoratori
italiani.
Esso, inoltre, esprime pareri, proposte e suggerimenti
sulle iniziative che l'autorità consolare
intraprende in favore della comunità.
COMMENTI
AL PRIMA DELLA NUOVA LEGGE
Fin qui, è più che chiaro che i
Comites non avevano una vera identità e
i loro compiti e funzioni erano eterei e fumosi.
Vista l'assoluta mancanza nel specificare quale
poteri avesse per realizzare le suddette funzioni,
erano più dei Circoli Culturali e Ricreativi
che una Istituzione Pubblica con doveri e poteri.
Questa conclusione la si capisce anche e soprattutto
dalle parole usate nei testi di Legge precedenti
tali come, promuove, cooperare, segnalare,
pareri, proposte e suggerimenti.
Nel passato le lamentele degli italiani nel mondo
sono state numerose, sfociando in una sempre più
scarsa affluenza al voto, per capire che i
Comites non li rappresentavano, in quanto vuoti
di contenuti e poteri.
DURANTE
LA DISCUSSIONE DEL NUOVO PROGETTO DI LEGGE
Vediamo ciò che si prometteva fosse
una vera e propria riforma, che avrebbe dovuto
definire quello che, fino ad allora era assolutamente
un classico ''pasticciaccio' all'italiana.
Così esordisce l' On.Mirko Tremaglia
parlando del disegno di legge prima
che fosse votato in Parlamento:
"Riforma rivoluzionaria dei Comitati
per gli Italiani all'estero.
Aumentati i finanziamenti
per i Comites, che dovranno essere erogati entro
i primi 4 mesi dell'anno - Istituito il Comitato
dei Presidenti in ogni Paese con più Comitati
- Coinvolti i consiglieri CGIE come istanza superiore
- Sancita l'incompatibilità con gli enti
gestori - Stabilito il voto per corrispondenza
Tra le numerose novità introdotte
dalla legge, è da ricordare in primo luogo
la definizione dei COMITES dettata dall'articolo
1, comma 2: "Il Comitato è organo
di rappresentanza degli italiani all'estero nei
rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari".
Vengono definiti, all'articolo 2, compiti e funzioni,
prevedendo l'espressione di pareri obbligatori,
la redazione di una relazione annuale sulle attività
svolte, la formulazione di proposte e raccomandazioni.
Il rapporto con i consolati si configura come collaborazione
e scambio positivo. Come recita il medesimo
articolo 1, comma 4, il Comitato, previa intesa
con le autorità consolari, può
rappresentare istanze della collettività
italiana residente nella circoscrizione alle autorità
e alle istituzioni locali, con esclusione, ovviamente,
delle questioni che attengono ai rapporti tra gli
Stati. Se restano ferme, e non poteva essere
diversamente, le competenze specifiche che fanno
capo alle rappresentanze diplomatico-consolari,
incardinate nel diritto internazionale, il nuovo
testo ha cercato di proporre soluzioni equilibrate
nel rapporto tra Consoli e COMITES.
E' la rappresentanza diplomatico-consolare
italiana ad informare le autorità locali
dell'istituzione del Comitato e del tipo di attività
svolta (articolo 1, comma 4), a rendere partecipe
il Comitato degli incontri ufficiali con le autorità
locali sulle questioni di interesse della comunità
italiana (articolo 1, comma 5), a riferire
al Comitato la natura e l'esito degli interventi
esperiti a seguito delle segnalazioni di eventuali
violazioni di norme dell'ordinamento locale, internazionale
e comunitario che danneggino cittadini italiani.
Il legislatore ha insistito su concetti come "cooperazione",
"collaborazione", "assicurazione
di un regolare flusso di informazioni", "indizione
di riunioni congiunte" per definire il
nuovo rapporto, quasi di osmosi, tra l'autorità
consolare e il Comitato, nella tutela dei diritti
e degli interessi dei cittadini italiani
Questo tipo di rapporto con l'autorità consolare
non toglie nulla all'autonomia del Comitato che,
come recita l'articolo 2, comma 1, ultimo periodo,
opera per la realizzazione delle iniziative che
esso stesso ha assunte.''.
Sicuramente le intenzioni dell' On.Tremaglia erano
buone, ma devo amaramente osservare che anche qui,
i poteri e quindi anche la possibilità
di comunicare direttamente con le Istituzioni in
Italia senza un intermediario Consolato e Ministero
degli Affari Esteri, sono assolutamente nulli.
Analizzando tutta la discussione in aula, della
Camera dei Deputati e vista la mia ben conosciuta
fede politica di centro destra, rimango sconcertato
e amareggiato nel constatare che sono stati bocciati
emendamenti che il centro sinistra aveva presentato.
Questi emendamenti, se approvati, avrebbero dato
ai Comites veri poteri e la possibilità di
avere come interlocutori diretti il Governo Le Regioni,
i Comuni e tutti i Ministeri interessati, senza
l'obbligatorio filtrante passaggio ''ad imbuto''
del Console. Conclusione? L'attesa svolta decisiva
per la figura dei Comites, come vero portavoce e
rappresentante degli italiani all' Estero, si riduce
a una nuvola di fumo, perlomeno riguardo i poteri.
Vorrei
riportare alcuni pezzi riassunti, ma importanti
degli interventi alla Camera dei Deputati:
''Per quanto concerne le funzioni consultive
dei Comitati, queste si concretizzano nella formulazione
di proposte all'autorità consolare
e nell' espressione di
pareri, talvolta considerati per legge obbligatori,
ma mai vincolanti.
''
nell'ultima assemblea è stato votato uno
specifico ordine del giorno
che chiedeva al Parlamento di modificare il disegno
di legge del Governo rafforzando l'autonomia,
i poteri e le risorse dei Comites secondo le indicazioni
avanzate dal CGIE. Tuttavia, se non introduciamo
che i Comites hanno la funzione essenziale di istituire
relazioni con le istituzioni locali di quel consolato
rischiamo, laddove non vi siano buoni rapporti tra
consolati e Comites, una sostanziale inerzia
dell'attività di tali comitati. In tal
senso auspichiamo l'approvazione del nostro emendamento.''
''Gli emendamenti che abbiamo presentato non mi
sembravano affatto stravolgenti, anzi essi da un
lato avrebbero posto i Comites nelle condizioni
di istituire relazioni con le autorità e
le istituzioni locali per tutte le questioni
che non attengano al rapporto fra gli Stati, d'intesa
con le autorità consolari, dall'altro
avrebbero soppresso la necessità di tale
intesa nel caso di istanze
rivolte alle nostre istituzioni.
''L'originario disegno di legge del Governo,
concordato fra Ministero degli italiani nel
mondo e Ministero degli affari esteri, diceva: ciascun
comitato fa, individua, concorre. Il nuovo testo
dice: ciascun comitato contribuisce, può
presentare. Dunque,
ha una funzione eterea.''
''Forse è utile precisare a cosa servono.
È utile precisarlo,
se riteniamo che servano ancora. In caso contrario,
si sarebbe dovuta operare un'altra scelta: i
comitati non servono; ormai c'è il voto e
si eleggono i rappresentanti in Parlamento; i comitati
non servono più. Se, invece, riteniamo
che servano ancora - e noi pensiamo sia così
-, allora è bene precisare a cosa servono.''
''il ruolo e i poteri dei comitati vorremo
fossero comparati a quelli che ritroviamo nel nostro
paese, esercitata dai consigli comunali ed è
per questo che insisto sulla simmetria con i nostri
consigli comunali, altrimenti, vi saranno dei Comites
potenzialmente ridotti a malinconica
stampella.''
''...opporsi alla lettera di questo emendamento.
Esso recita: "L'autorità consolare
favorisce altresì la partecipazione del Comitato
alle manifestazioni e agli incontri ufficiali che
si svolgono nella circoscrizione con
le istituzioni centrali e locali italiane."
Se cioè una regione o il Governo o un municipio
italiani si recano in delegazione in quel paese
e tengono incontri ufficiali, il consolato favorisce
la partecipazione del Comites
a questo-incontro.''
DOPO
L' APPROVAZIONE DELL' ATTUALE LEGGE
Credo che quegli emendamenti avrebbero dovuto essere
appoggiati e approvati perché i nostri
Comites, avessero davvero voce e vera rappresentatività
delle Comunità Italiane all'estero, ma
non è stato così. Concordo pienamente
con il pensiero espresso da Remo Boccia che prima
dell'approvazione della nuova legge affermava:
''I Comites, pensati come utili istanze
di base ed aggregazione di interventi, limitati
dagli incerti poteri e disponibilità finanziarie,
sono stati degradati a fori di chiassosa e litigiosa
inutilità. Hanno scoraggiato le collettività,
l'associazionismo ed il volontariato sociale.
Per il CGIE, come per i Comites che hanno poteri
di non potere, si attende la modifica delle
rispettive leggi.''
Purtroppo le cose non sono cambiate granché.
L'esame presso il Parlamento
di un disegno di legge che definisse meglio compiti
e funzioni dei Comites, e il testo approvato,
hanno partorito un ''mostro'' senza artigli ne
denti ne unghie, un mostro che definirei più
simile a un mollusco che a un mammifero.
L' approvazione finale del testo di legge, che non
permette ai Comites poteri di interlocutoria
diretta con le altre Istituzioni Italiane (Ministeri,
Governo, Regioni e Comuni) si è rivelata
più che un contraddittorio politico e legislativo
per il bene di noi italiani all'estero, un braccio
di ferro tra gli intoccabili poteri dei Consoli,
Consolati, Autorità Diplomatica e Ministero
degli Esteri al fine che i Comites non potessero
mettere il naso anche li dove ipoteticamente si
potessero presentare mal funzionamenti, irregolarità
se non addirittura violazioni alle leggi.
"Tuttavia, ritengo importante ricordare che,
all'articolo 26, è prevista l' emanazione
di un regolamento di attuazione della normativa
in esame; infatti, molti aspetti non chiaramente
definiti nel presente provvedimento sono demandati
alla stesura di questo regolamento.''
RELATORE
Dr. Guido Baccoli
Legge
Comites: un "Grazie" a Calzolaio e Bianchi
È stata approvata la nuova legge di riforma
dei Comites, il cui unico elemento significativo
è costituito dall'introduzione del voto per
corrispondenza.
Essendo questa la prima legge di riorganizzazione
della rappresentanza dopo il voto all'estero, era
auspicabile che una legittimazione diretta comportasse
un rafforzamento del ruolo e dei poteri di questo
organismo di base. Al contrario, prima il Governo
e successivamente la maggioranza parlamentare, hanno
fortemente deluso le richieste espresse in tal senso
dalle nostre comunità all'estero e ribadite
nei pronunciamenti di rappresentanti sia dei Comites
stessi che del CGIE. Quest'ultimo organismo in particolare
- da sempre unanimemente considerato il Parlamento
degli italiani all'estero - non solo aveva proposto
un suo disegno di legge, ma aveva sottolineato le
divergenze esistenti tra le sue indicazioni, riconfermate
anche nell'ultima Assemblea Plenaria, e quelle contenute
nel disegno di legge governativo.
I parlamentari del centrosinistra hanno riproposto
fedelmente le richieste del CGIE relativamente,
in particolare, all'accreditamento dei Comites presso
le autorità locali, ai poteri consultivi
dei Comites nei confronti delle autorità
diplomatico-consolari, all'accorciamento dei tempi
necessari per poter votare entro l'anno con la nuova
legge e, soprattutto, a una maggiore dotazione finanziaria
di questi organismi, per consentire il superamento
degli attuali limiti della ordinaria amministrazione.
La maggioranza, però, chiudendosi a riccio,
non ha accolto nessuna di queste richieste da tempo
avanzate dai rappresentanti delle comunità
italiane, attestandosi su una posizione di prendere
o lasciare e facendo in modo che, coerentemente,
tutto il centrosinistra si schierasse contro questa
falsa riforma.
Facciamo quindi appello al senso di responsabilità
di maggioranza e opposizione perché in Senato
sia modificata questa insoddisfacente e inadeguata
riforma, rafforzando poteri e capacità operativa
dei Comites.
Accorciando i tempi di preparazione delle elezioni,
inoltre, si può avere una buona legge e allo
stesso tempo votare entro le scadenze previste.
Ringraziamo i parlamentari del centrosinistra, in
particolare gli onorevoli Calzolaio e Bianchi, per
la coerenza con la quale hanno raccolto e riproposto
le esigenze avanzate dai Comites e dal CGIE.
Gianni Pittella
Responsabile nazionale DS per gli Italiani all'Estero
Norberto Lombardi
Coordinatore del Forum per gli Italiani nel
Mondo
Bruxelles/Roma, 7 luglio 2003