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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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di Giovanni Garibaldi - REPUBBLICA DOMINICANA
Perche' il Tam-tam?

03.03.09 - Dopo l' articolo "LA NUOVAULTIMISSIMA: È nato un Tam-tam ! , del 01.03.2009" , ho ricevuto varie telefonate, rimarco fermamente che qualunque cosa desideriate dirmi, lo facciate con onesta', facendovi riconoscere e da persone sensate espressiate la vostra opinione a favore o contraria.

Non accetto che mi si taccia di difensore dell' Ambasciata, solo per il fatto di aver "svelato" l' esistenza di "voci" o "complotto". Non ho messo in allarme nussuno.
L' Ambasciata e l' Ambasciatore Enrico Guicciardi, e' al disopra di tutto, non ha bisogno dei miei avvisi per prepararsi e difendersi. Quindi non paragonatemi alle "Oche capitoline", che salvarono Roma dai Galli. (1).
Perche', oltre tutto, nemmeno l' Ambasciata sara' contententa dell' articolo, e quindi, io mi trovo tra l' incudine e il martello. Quindi sapete cosa vi dico.....

Forse e meglio spiegare a tutti i lettori, qual'è il problema che agita la Comunita' italiana della Repubblica Dominicana.

L' Assemblea del Comites di Santo Domingo, del 25.02.2009, aveva al Punto nr. 2 dell' O.d.G. "Esame riguardo la richiesta di cittadini italiani, in relazione alla tematica di un bene immobile consegnato dal Governo dominicano a quello italiano, sua destinazione d' uso e provvedimenti conseguenti."

E' letta in Assemblea, la lettera che alcuni cittadini italiani avevano inviata al Cav. Paolo Dussich, presidente del Comites, la firmano 38 cittadini con tanto di autentica dal Dr. Jose Mir, Abogado Notario Publico di Santo Domingo.

Analizzando la lettera si evince che l' immobile di cui si parla e' quello situato nella Calle Luperon esq. Hostos nella Citta' Colonial, e che fu si dice "donato" dal Governo dominicano al Governo italiano e che secondo la lettera e' gestito "in modo non corretto" dall' Associazione "Casa de Italia, Inc". La lettera afferma che "il dono" fu fatto dal Presidente Dr. Joaquin Balaquer, per un termine di "99 anni" e in base a questo si chiede al Comites di chiarire alcuni punti

1. La natura della donazione ed eventuali finalita'2. Con che atto legale l' immobile e' stato trasferito dal Governo italiano alla "Casa d' Italia, Inc", che adotta un Statuto antidemocratico nei confronti degli italiani con una conduzione familiare, conseguendo fini personali e pubbliche relazioni sfocianti sempre in fini personali.
3. Quali iniziative prendera' il Comites, per sanare questa situazione antidemocratica e trasformare gli immobili in una autentica Casa d' Italia aperta a tutti gli italiani residenti.
Si enunciano inoltre casi d' esclusione di connazionali e varie considerazioni ed infine l' impossibilita' ad ottenere direttamente spiegazioni in merito.

Fin qui in breve il riassunto della lettera letta in Assemblea, alla presenza di un numeroso pubblico e del rappresentante dell' Ambasciata nella persona del Funzionario delegato Gianfranco Del Pero, che sempre si dimostra disponibile e concialiatore nel trovare eventuali soluzioni.

Il segretario del Comites, porta a lettura del "ritrovato" Contratto stilato nel 1991, con il quale il Governo dominicano cedeva "in uso" e quindi "non donava" al Governo italiano, in forma gratuita, l' immobile per la durata di "30 anni" e non "99 anni", con "l' unico fine di fare dall' autorita' di turno, attivita' culturali, ricreative tendenti alla diffusione della cultura".

Nel contratto si specifica inoltre che il Goveno italiano s' impegna a non cambiarne l' uso e soprattutto nel punto, QUARTO, "...non essere ceduto gratuitamente ne sporadicamente, a ente fisico o morale......"

Si stabilisce che la manutenzione e' a carico del Governo italiano, e la possibilita' di disdire il contratto uniteralmente in qualsiasi momento.

Il punto DODICESIMO e ultimo, "chiarisce che L' Ambasciata d' Italia", non piu' il Governo italiano, "riconosciuta nel Paese, in rappresentazione del Governo italiano, si dichiara, e cosi lo fa constatare, di avere la CAPACITA' GIURIDICA di Amministrare detto Immobile".

Firmato, nel 1991, da JORGE AMAURY CESTARI CARBUCCIA in rappresentanza dell' Ufficio del Patrimonio Culturale e l' allora Ambasciatore Dr. ROBERTO ROSELLINI.

Dopo la lettura, e' nato il dibattito, in alcuni momenti accesi, quando si domandava al rappresentante dell ' Ambasciata spiegazioni, piu' precise e circonstanziate.
Non entro in merito.

In sede Assemblea ho espresso la mia opinione. Ora desidero ampliarla e mi domando. Che cosa si vuole ottenere con questo atto da parte della Comunita' italiana, la disponibilita' dell' immobile?, per poi essere gestito in modo piu' democratico di quanto si dice si stato' fatto sino ad ora?.

Io dico sono ormai passati 17 anni, che la Casa d' Italia, Inc, gestisce l' immobile, bene (per le Autorita' che contano) e male (per i cittadini italiani estromessi), restano 13 anni. Chi vorrebbe e potrebbe gestirla, per questi rimanenti anni?. C' e' qualcuno disponibile?

Io vedevo il problema affrontato in un modo diverso, piu' diplomatico, voi potete contradirmi, quando lo desiderate.

Retrocediamo nel tempo, non al 1991, anno del contratto, ....molto prima.
Tutte le Comunita' straniere piu' numerose o potenti , avevano gia' ottenuto dal Governo dominicano, un immobile, un pezzo di terra, un qualcosa cosa. Anche le Ong, le varie Organizzazioni di Cooperazione, ecc.
La Comunita' italiana non aveva nessun buco. Personalita' influenti italiane che avevano acquisito prestigio per lavoro e condotta, lavoravano giorno dopo giorno, rinfresco dopo rinfresco, per ottenere un immobile, mancava soltanto una forte motivazione per far decidere Balaguer.
La motivazione forte giunse con la ricorrenza de Cinquecento anni, 1992, dalla scoperta del Nuovo Mondo, Colombo, Italia, e della venuta del Santo Padre. E cosi' fu.
Bene, penso che bisogna dar merito al Sig. Vincenzo Mastrolilli e altri influenti italiani, di essere riusciti nell' intento. Quindi in quel momento bisognava creare una Istituzione che potesse onorevolmente gestire l' immobile, nasce la Casa d' Italia, Inc, Presidente Mastrolilli, presidente onorario l' Ambasciatore. Cosi', penso, potrebbe essere andata la Storia.

Ora capisco che, si possa essere stanchi di Mastrolilli, dei suoi metodi di conduzione forse antiquati, di non sentire parlare italiano in un luogo cosi' importante per la cultura italiana, si potrebbe non essere soddisfatti della manutenzione e sistemazione dell' immobile, ecc.

Io pero' andrei cauto a giudicare, gestire una Associazione per 17 anni in questo Paese non e' facile. Gia' in altra occasione ho difeso Mastrolilli, non per quello che fa, perche' chiunque puo' essere soggetto a critiche, ma per quello che ha fatto fino ad ora ed ho anche affermato in precedenti Assemble, che bisogna renderle Onori, per essere arrivato sino a qui, e chissa' quanti "bocconi amari avra' dovuto ingoiare", per tutto questo bisognerebbe garantizzarle una cessione trionfale.
Ora mi domando si e' convocata la Casa d' Italia, Inc, per difendersi dalle accuse che un gruppo di italiani formulano? Se e' no, siamo in difetto.
Per quanto ne so, potrebbe anche essere stanca la Casa d' Italia, Inc. , e non aspettare altro di essere sostituita. Nessuno glielo ha mai chiesto?

Ora per combattere e distruggere la Casa d' Italia, Inc., si vuole andare contro l' operato dell' Ambasciata, chiedendole se ha fatto questo o quello, io in Assemblea ho detto che,
"... se l' immobile e' in consegna d' uso al Governo italiano, dovrebbe essere menzionato nell' inventario dei beni immobili che normalmente si passano in consegna tra Ambasciatori al momento del cambio".
Se e' stato omesso, dimenticato o sottovalutato, bene in futuro lo si faccia.
Per quanto riguarda il Contratto tra Ambasciata e Casa d' Italia, Inc, c' e'? com' e'?
Si potra' eventualmente leggere e valutare. E' redatto male, in modo superficiale e sbagliato, bene, l' Ambasciata potra' prendere provvedimenti e lo potra' rifare, rivedere, ecc.
Non vedo necessari gli scontri duri e rigidi, quando tutte parti vogliono realizzare il meglio per la Comunita' italiana, quindi la miglior soluzione e' il dialogo. Si vuole percorrere questa strada? Non facciamo come quello che per far dispetto alla moglie si taglia le... ruote del cannone.

Ricordo che per sostituire una Associazione ce ne vuole un' altra, regolarmente costituita, disposta a sacrificarsi, per ottenere i risultati positivi. Non immaginatevi, tavolini, ombrelloni, gelati, musica, balli e ragazzine con mini gonna. Perche' se pensate questo, non si arriva ai 30 anni. Si chiude prima. Quando avviene un cambio di gestione si e' sottoposti a continui esami e comparazioni, siete pronti a sostenere questo?

Insomma la proposta migliore e' mantenere armonia, cercare di capire cosa e' successo e cosa sta' succedendo e come si puo migliorare.
Bella, anche la proposta avanzata, di farsi dare in uso un terreno e incominciare Blocco dopo Blocco, a creare qualcosa di piu' di quanto sino ad ora ha potuto fare Casa d' Italia, inc., nell' immobile dove opera.
Se ci sono proposte, concrete, forze nuove disponibili, ben vengano, sicuramente il Comites si fara' portavoce e collaborera' alla realizzazione.

Qualche lamentela e' arrivata anche su la Organizzazione della Festa del 2 giugno, io ho proposto, che in contrapposizione alla festa che realizza dell' Amabsciatore nella sua residenza, per le Autorita' VIP, dominicane e italiane che, si organizzi per tutti gli italiani, belli e brutti, una festa tutta italiana nell' immobile in questione, dove tutti possano gridare, VIVA L'ITALIA!

Sono certo che l' Ambasciatore Enrico Guicciardi, lo pensera' e dovete ammettere che di Lui non ci si possa completamente lamentare, perche' basta affacciarsi all' Ambasciata e il cambio lo nota.

Foto e Video di Fortunato Castagna

VIDEO



Del Pero vs Filosa - Del Pero Casa d' Italia - Del Pero contro Tutti - Intervento Cons. Garibaldi - Del Pero documenta Casa d' Italia - Del Pero Pres. Dussich - Intervento Vice Pres. Dr. Filosa - Intervento Cons. Gesualdo


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(1) Marco Manlio e le oche capitoline

I galli, durante il sacco del 390 a.c. avevano fortunosamente scoperto un passaggio segreto che dal tempio di Carmenta portava direttamente alla rocca del Campidoglio. Alcuni di loro lo percorsero carponi con cautela eludendo la vigilanza dei soldati di guardia e il fiuto dei cani. Ma ci fu chi si avvide della intrusione che si profilava fatale per Roma. Erano le oche. Sacre a Giunone esse erano state risparmiate dai romani pur fra tanta fame.
Le oche si misero a starnazzare. Il loro schiamazzo fu tanto forte da svegliare un ex console, Marco Manlio, famoso proprio per il suo sonno profondo. Ma per fortuna dei romani, al sonno di Manlio era corrisposto l'udito finissimo delle oche. Sicché l'ex console poté organizzare una prima resistenza e respingere i galli che gli si paravano davanti. Sopraggiungevano altri romani, e tutti insieme salvavano l'ultimo lembo di Roma libera. Nel pieno di tante ristrettezze, Manlio fu ricompensato con mezza libbra di farina e un quarto di vino rosso che ogni concittadino gli portò a casa l'indomani. Era poca cosa, ma la gravità della situazione conferiva grande rilevanza a un piccolo gesto. Per onorare la sua impresa Marco Manlio fu soprannominato Capitolino, e questo era il più invidiabile riconoscimento del suo eroismo. Ma lui, montandosi la testa, cominciò a brigare per assurgere alla carica di dittatore. Fu infatti tempo dopo condannato a morte in quanto si mise a capeggiare le protesta della plebe per invidia verso Furio Camillo; fu così gettato dalla rupe Tarpea, paradossalmente la medesima sorte che toccò ad una sentinella che non aveva saputo fare buona guardia sul Campidoglio.
Alla dea Giunone si conferì l'appellativo di moneta - "colei che avverte", da moneo - in segno di ringraziamento. Le oche a lei dedicate e che avevano salvato Roma venivano allevate in un recinto sacro a essa. Il tempio di Giunone Moneta divenne stranamente anche la sede della Zecca dello Stato, per cui si designò il denaro con il termine di moneta.

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