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Diffida
ad adempiere all´Ufficio Consolare e al Presidente del Com.It.Es.
Santo Domingo,
26/10/06
Una signora
italo/dominicana ha perso il suo lavoro in Italia, a causa del silenzio-inadempimento
dell' Ufficio Consolare presso l' Ambasciata d' Italia in Santo Domingo,
per non avere ricevuto risposte, ne' soluzioni, alla sua richiesta di
ritiro del certificato d' equipollenza al suo titolo di studi dominicano.
I documenti necessari, incluso, il diploma in originale, furono consegnati
dall'interessata il 23/09/2005, con tanto di ricevuta dell' Ambasciata.
Non ricevendo nessun riscontro, l' interessata spedí un sollecito
scritto all' U.C., dove avvisava che, in caso di ulteriori e forti ritardi,
rischiava fortemente di perdere il suo lavoro di bidella con contratto
precario. Aveva bisogno del titolo di equipollenza per passare da contratto
di precariato a contratto definitivo. Disperata per non sapere che fare,
mi nomina Procuratore Speciale per scrittura privata e, pur non essendo
necessario in quanto sufficiente allegare documento d' identitá,
con la sua firma autenticata, incaricandomi di risolvere la sua situazione.
Alle mie ripetute istanze, prima verbali, poi per iscritto via e-mail
normali, non ricevevo ancora nessuna risposta ne', tantomeno, soluzione.
Notifico, quindi, all' Ufficio Consolare, per mezzo PEC e firma digitale
personale, la richiesta al funzionario responsabile (da parte mia impostata
sempre con gentilezza e correttezza), di risoluzione attraverso la buona
volontá e collaborazione, nel rispetto dei sacrosanti diritti
dettati dalla Legge,. Alle richieste erano stati allegati, anche, la
mia Procura Speciale, il sollecito scritto dalla signora datato gennaio
2006 e la ricevuta rilasciata dell'Ambasciata. Con gli stessi mezzi
sopra descritti, feci anche una istanza formale al Presidente del Comites
(ex senatore), perché richiedesse per iscritto all'U.C., cosa
stava succedendo e perché non si risolvevano questo e altri casi
da me segnalati. Il tutto é terminato, fin'ora, con una diffida
ad adempiere della signora che ha perso il lavoro e, di conseguenza,
una mia diffida ad adempiere al Presidente del Comites.
Per chi di voi volesse approfondire e leggere le mie istanze e diffida
al Presidente del Comites, puó leggerle pubblicate nel sito del
''Il Corriere d'Italia'' http://www.corrierecaraibi.com/
con il titolo: Il Presidente del Comites ¨Diffidato a compiere¨''.
La pubblicazione, non é stata una mia richiesta, ma essendo il
Direttore/Editore, sig. Giovanni Garibaldi, anche Consigliere del
Comites e avendo ricevuto tutte le mie comunicazioni, é intervenuto
(per la seconda volta) in quest' ultima veste, facendo pubblica la sua
personale richiesta di adempiere al Presidente e, anche, le mie istanze
e conseguente diffida, firmandosi appunto, Giovanni Garibaldi, Consigliere
COMITES.
Grave la risposta pretestuosa del Presidente, che apparentemente, ha
mandato anche al sottoscritto, dove dichiara di avere chiesto verbalmente
e avuto risposta dal funzionario dell'U.C., anche questa verbale,
che debba rivolgermi alle Autoritá Consolari. Possibile che un
Presidente, ex Senatore della Repubblica, non conosca i suoi doveri
istituzionali di vigilare che i diritti degli italiani, compreso il
mio di non impedirmi di lavorare onestamente, siano rispettati? Che
si sia dimenticato che la L. 241/90 é valida anche per lui e
che quindi, debba chiedere per iscritto all' Ufficio Consolare e pretendere,
sempre ai sensi della giá nominata normativa, una risposta scritta
e motivata? A queste domande, che sicuramente si faranno in molti, rispondo
con un ??????????....NO COMMENT.
Dr. Guido
Baccoli
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