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del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Diffida ad adempiere all´Ufficio Consolare e al Presidente del Com.It.Es.

Santo Domingo, 26/10/06

Una signora italo/dominicana ha perso il suo lavoro in Italia, a causa del silenzio-inadempimento dell' Ufficio Consolare presso l' Ambasciata d' Italia in Santo Domingo, per non avere ricevuto risposte, ne' soluzioni, alla sua richiesta di ritiro del certificato d' equipollenza al suo titolo di studi dominicano. I documenti necessari, incluso, il diploma in originale, furono consegnati dall'interessata il 23/09/2005, con tanto di ricevuta dell' Ambasciata.

Non ricevendo nessun riscontro, l' interessata spedí un sollecito scritto all' U.C., dove avvisava che, in caso di ulteriori e forti ritardi, rischiava fortemente di perdere il suo lavoro di bidella con contratto precario. Aveva bisogno del titolo di equipollenza per passare da contratto di precariato a contratto definitivo. Disperata per non sapere che fare, mi nomina Procuratore Speciale per scrittura privata e, pur non essendo necessario in quanto sufficiente allegare documento d' identitá, con la sua firma autenticata, incaricandomi di risolvere la sua situazione.
Alle mie ripetute istanze, prima verbali, poi per iscritto via e-mail normali, non ricevevo ancora nessuna risposta ne', tantomeno, soluzione. Notifico, quindi, all' Ufficio Consolare, per mezzo PEC e firma digitale personale, la richiesta al funzionario responsabile (da parte mia impostata sempre con gentilezza e correttezza), di risoluzione attraverso la buona volontá e collaborazione, nel rispetto dei sacrosanti diritti dettati dalla Legge,. Alle richieste erano stati allegati, anche, la mia Procura Speciale, il sollecito scritto dalla signora datato gennaio 2006 e la ricevuta rilasciata dell'Ambasciata. Con gli stessi mezzi sopra descritti, feci anche una istanza formale al Presidente del Comites (ex senatore), perché richiedesse per iscritto all'U.C., cosa stava succedendo e perché non si risolvevano questo e altri casi da me segnalati. Il tutto é terminato, fin'ora, con una diffida ad adempiere della signora che ha perso il lavoro e, di conseguenza, una mia diffida ad adempiere al Presidente del Comites.
Per chi di voi volesse approfondire e leggere le mie istanze e diffida al Presidente del Comites, puó leggerle pubblicate nel sito del ''Il Corriere d'Italia'' http://www.corrierecaraibi.com/ con il titolo: Il Presidente del Comites ¨Diffidato a compiere¨''. La pubblicazione, non é stata una mia richiesta, ma essendo il Direttore/Editore, sig. Giovanni Garibaldi, anche Consigliere del Comites e avendo ricevuto tutte le mie comunicazioni, é intervenuto (per la seconda volta) in quest' ultima veste, facendo pubblica la sua personale richiesta di adempiere al Presidente e, anche, le mie istanze e conseguente diffida, firmandosi appunto, Giovanni Garibaldi, Consigliere COMITES.
Grave la risposta pretestuosa del Presidente, che apparentemente, ha mandato anche al sottoscritto, dove dichiara di avere chiesto verbalmente e avuto risposta dal funzionario dell'U.C., anche questa verbale, che debba rivolgermi alle Autoritá Consolari. Possibile che un Presidente, ex Senatore della Repubblica, non conosca i suoi doveri istituzionali di vigilare che i diritti degli italiani, compreso il mio di non impedirmi di lavorare onestamente, siano rispettati? Che si sia dimenticato che la L. 241/90 é valida anche per lui e che quindi, debba chiedere per iscritto all' Ufficio Consolare e pretendere, sempre ai sensi della giá nominata normativa, una risposta scritta e motivata? A queste domande, che sicuramente si faranno in molti, rispondo con un ??????????....NO COMMENT.

Dr. Guido Baccoli