UnioneEuropea
Articolo
di Alessandro Masi, Segretario Generale
della Dante Alighieri.
16.07.08
- A seguito dellannuncio di un convolgimento
della Dante Alighieri nella strategia
per la difesa dellitaliano, diffuso
recentemente dalla Farnesina, invio, in
allegato, il legame elettronico per un
articolo, apparso su Italia Oggi, scritto
da Alessandro Masi, Segretario Generale
della Dante Alighieri, che mi lascia sorpresa
e preoccupata. Lasciando da parte le citazioni
di Articoli e Regolamenti, imprecise e
confuse, il Segretario Generale della
Dante Alighieri comincia con il fare commenti
scortesi nei confronti del Mediatore europeo,
che è un potenziale alleato, che
ha mostrato di ben comprendere il problema
del plurilinguismo europeo e ha già
dato pareri in favore dei cittadini a
condanna della Commissione e del Consiglio
di Ministri. Come se non bastasse, Alessandro
Masi conclude con linneggiare al
Rapporto Maalouf, che discrimina pesantemente
litaliano in sede europea, e al
Commissario Leonard Orban, il quale non
riempie il compito che gli è stato
istituzionalmente assegnato, quello del
Multilinguismo delle istituzioni europee
e dellEuropa, che non è nientaltro
che la messa in pratica del Regolamento
N°1/58. Regolamento che concerne le
lingue ufficiali degli Stati Membri dellUnione
e nessunaltra.
Il
Regolamento N° 1/58, ai fini del funzionamento
dellEuropa istituzionale, mette
le lingue ufficiali degli Stati Membri
su un piano di parità, non contempla,
tra queste, quali sono internazionali
e quali no. Semmai si dovesse accordare
una priorità tra le lingue ufficiali
dellEuropa, questa non potrebbe
essere definita che a partire dai criteri
di funzionamento istituzionale dell
Europa comuniataria, tra i quali il peso
demografico, allinterno delle frontiere
dellEuropa, è fondamentale.
Peraltro,
quanto alla qualità di lingua internazionale,
litaliano lo è a pieno titolo
ed è semplicemente inaccettabile
che questa qualità sia riconosciuta
solo allinglese, a causa del colonialismo
e delle conquiste militari, litaliano
è molto di più di questo:
è una lingua « culturalmente
» internazionale.
Cè
da chiedersi se, prima di scrivere larticolo,
il Segretario Generale della Dante Alighieri
abbia letto il Rapporto Maalouf, in che
lingua, e se ne abbia compreso il contenuto,
le derive e la confusione che questo Rapporto
instaura tra lingue ufficiali, lingue
minoritarie, dialetti e lingue degli immigrati,
lingue internazionali e lingue di lavoro.
Cè da chiedersi anche se
Alessandro Masi abbia unidea delle
basi del funzionamento istituzionale della
Comunità Europea, del contenuto
del Regolamento N° 1/58 e del pensiero
che lo sottende. Se pensiamo di poter
difendere litaliano, senza conoscere
i termini del problema, in sede europea,
e se non riusciamo a fare una distinzione
netta tra quello che si deve fare in questa
sede e quello che si può fare a
livello internazionale mondiale, non arriveremo
a nessun risultato.
I
veri nemici dellitaliano non sono
gli altri, siamo noi stessi, con il nostro
provincialismo e la nostra superficialità.
Ci vergogniamo di esigere i documenti
nella nostra lingua perché siamo
stupidi e snob, pensando che faccia «
fico » conoscere le lingue
degli altri Paesi e non abbiamo ancora
capito che le lingue si devono conoscere
per comprendere a fondo le posizioni degli
altri Stati Membri dellUnione e
le motivazioni che le determinano, per
inter-agire con gli altri cittadini europei
ma non certo per lapprendimento
di base delle materie e delle problematiche
in gioco, che devono necessariamente essere
acquisite e assimilate nella sola lingua
che ci permette di accquisirle e assimilarle
senza ombre, nella loro complessità.
Spero
che qualcuno, prima o poi, riesca a riprendere
il treno in corsa.
Anna
Maria Campogrande
Raccourci
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