Unione
Europea
L'italiano
in Europa e nel Mondo.
02.08.08
- La ringrazio di segnalarmi questo articolo,
"Lettera
di Berlusconi ai ministri «L'
italiano all' Ue. o andatevene»,
Corriere della Sera, (1(
(allegata in calce per comodita' di lettura,
ndr) avevo già letto la
notizia su unaltra Agenzia e trovo
la cosa interessante ma un po pasticciata.
Sono
felice che gli Italiani comincino a muoversi
ma devono capire bene « come
» muoversi. A mio parere, non hanno
ancora capito con chiarezza i termini
del problema e fanno un errore a non fare
una netta distinzione tra il livello europeo
e quello mondiale.
Questa
distinzione è fondamentale poiché
in seno all'Europa istituzionale, se agiamo
con le dovute precauzioni e usiamo gli
argomenti appropriati, possiamo esigere
un cambiamento a favore dellitaliano
dal momento che esiste una regolamentazione
chiara e disattesa e che né la
Commissione Europea, né il Consiglio
hanno mai dato una giustificazione «
istituzionale » seria e fondata,
quanto ai criteri applicati per luso
esclusivo dellinglese o delle cosiddette
« lingue di lavoro »,
inglese francese e tedesco, la cui definizione
è, di per sé, in aperta
contraddizione con la regolamentazione
vigente.
Tuttaltra
cosa è quello che si può
fare a livello mondiale dove l'italiano
può vantarsi delle sue qualità,
del suo splendore culturale e del fatto
che è una lingua plebiscitata dai
cittadini del mondo intero ma non è
sostenuto da alcuna regolamentazione specifica
e quindi si deve battere attraverso politiche
di charme e mettere in evidenza il suo
spessore culturale, le sue qualità
di bellezza, di armonia, di logica e di
rigore intellettuale.
Ovviamente,
le eventuali politiche di diffusione dellitaliano
a livello mondiale sono opportune e necessarie
e costituiscono un pilastro importante
a sostegno della collocazione dellitaliano
allinterno della Comunità
Europea ma non la determinano direttamente.
Anna
Maria Campogrande
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De
: rosario cambiano [mailto:rosariocambiano@alice-dsl.de]
À : anna maria campogrande
Objet : Cambiano
Buongiorno
signora Campogrande.. Come sta ?
Signora,
oggi ho letto una bella notizia e ho pensato
di informarla.
Il
sito si chiama: www.newsitaliapress.it
Buona
lettura. Con simpatia
Rosario
Cambiano
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La
battaglia del Cavaliere in favore dell'Italiano
Il
premier italiano chiede che nell'Unione
europea venga dato più spazio alla
lingua italiana e lamenta l' eccessiva
preminenza di Inglese, Francese e Tedesco.
Accolta positivamente la richiesta da
chi si occupa della diffusione dell'Italiano
nel mondo
18.07.2008
19:07:43
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1)
Tolleranza zero Contro il trilinguismo
(inglese, francese e tedesco) della Commissione
Lettera di Berlusconi
ai ministri «L' italiano all' Ue.
O andatevene»
Il premier: difendete la nostra lingua
in tutte le riunioni
DAL
NOSTRO INVIATO BRUXELLES - Il premier
Silvio Berlusconi lancia la «battaglia
a difesa dell' italiano» nell'
Unione Europea chiedendo ai suoi ministri
di attuare una linea da tolleranza zero
davanti al mancato rispetto del principio
europeista della pari dignità di
tutte le lingue ufficiali. Berlusconi
l' ha annunciato con una lettera in cui
sollecita «comportamenti omogenei
e rigorosi da parte di tutti»
per contrastare principalmente la tendenza
della Commissione europea a privilegiare
il trilinguismo (inglese, francese e tedesco).
Il premier sottolinea che l' Italia sta
sviluppando questa strategia in accordo
con la Spagna del socialista José
Luis Zapatero, creando così il
presupposto per ottenere l' appoggio bipartisan
del centrosinistra italiano. Berlusconi
considera fondamentale nella costruzione
dell' Europa garantire «pari
dignità» anche alle lingue
meno parlate e pretende dall' Ue «il
rispetto della loro dignità linguistica
e culturale». Aggiunge che «occorre
contrastare la prassi avviata dalla Commissione
europea di discostarsi in modo crescente
da tali principi, introducendo l' ambigua
nozione di "lingue di lavoro"
o "di procedura" con l' effetto
di creare una gerarchia tra lingue a vantaggio
di inglese, francese e tedesco».
In pratica l' Italia ribadisce che la
prassi dell' istituzione guidata dal portoghese
José Manuel Barroso non è
prevista dai Trattati (che mettono sullo
stesso piano tutte le lingue dell' Ue),
come aveva rivelato il Corriere informando
sui danni politici, economici e culturali
provocati dalle penalizzazioni dell' italiano
a Bruxelles. Il premier chiede di opporsi
all' azione della Commissione a favore
del trilinguismo con «il costante
monitoraggio del regime applicato agli
incontri in ambito Ue» e
con «l' impugnazione davanti
alla Corte di Giustizia di specifici atti
della Commissione». Esorta
i suoi ministri a controllare che «i
comportamenti delle rispettive Amministrazioni
siano pienamente coerenti con tale strategia».
Li invita a non trascurare le riunioni
informali dei ministri dei 27 Stati membri,
che si tengono nel Paese della presidenza
di turno dell' Ue, «per le
quali si dovrà vigilare che venga
garantito l' interpretariato attivo e
passivo per l' italiano, fino a contemplare
la concreta possibilità di non
partecipare alla riunione nel caso che
tale soluzione non venga garantita o qualora
vengano utilizzati regimi linguistici
ristretti discriminatori per l' italiano».
Ai ministri e ai dirigenti dei dicasteri
chiede anche di «evitare di
partecipare a discussioni o votazioni
ogni volta non si disponga dei documenti
di lavoro nella nostra lingua».
Berlusconi ha assegnato al ministro degli
Esteri, Franco Frattini, la guida sul
campo della «battaglia a difesa
dell' italiano». Ma il primo
a trovarsi in sintonia è risultato
il nuovo membro della Commissione, Antonio
Tajani del Pdl, vicepresidente e responsabile
Ue per i Trasporti, che ha imposto l'
italiano come lingua di lavoro del suo
gabinetto di Bruxelles. E ha chiesto di
sostituire la sua auto di servizio tedesca
con una italiana.
* * * «Pari dignità»
«Contro la Commissione»
La lettera spedita dal premier ai ministri
(nel tondo, la firma). «Occorre
- scrive Berlusconi - contrastare
la prassi della Commissione di discostarsi
in modo crescente dai principi»
della parità linguistica. «Introducendo
l' ambigua nozione di "lingue di
lavoro" o "di procedura"
- continua il premier - si ottiene
l' effetto di creare una gerarchia a vantaggio
di inglese, francese e tedesco».
Nell' Ue ci sono 27 Paesi e gli idiomi
ufficiali sono 23
Caizzi
Ivo
Pagina 14
(13 luglio 2008) - Corriere della Sera