EUROPA
"Voragine
di discriminazioni nei confronti dell'Italia."
02.10.08
- Con l'esclusione dell'italiano dalle
lingue di procedura della Commissione
Europea, l'Italia ha perso il suo statuto
di Grande Paese, Stato Membro fondatore
della Comunità Europea, e si è
aperta una voragine di discriminazioni
nei suoi confronti perché non è
più considerata uno dei pilastri
del progetto europeo ma resta confusa
nella massa allo stesso livello dei Paesi
più piccoli come Slovenia, Lettonia,
Cipro e Malta.
E'
una questione di fondamentale importanza
che l'Italia ritrovi, in tutti i sensi,
il ruolo di grande Paese che le compete
in sede europea, cominciando proprio dalla
lingua che deve essere posta su un piano
di assoluta parità con le lingue
degli altri tre grandi Stati Membri: Francia,
Germania e Regno Unito.
Per
salvaguardare gli interessi dei cittadini
italiani nell'area dell'Europa comunitaria,
è necessario e urgente portare
presso le istituzioni europee la voce
degli Italiani che esigono che l'Italia,
in sede comunitaria, assuma, pienamente
e sotto ogni profilo, in questo caso quello
linguistico e culturale, il ruolo che
le compete e che gli stessi Trattati le
riconoscono.
In
sede di Consiglio di Ministri, europeo,
l'italiano è altrettanto bistrattato
che in seno alla Commissione ma, chissà
perché, nessuno ne parla. Mentre
i nostri politici di qualsiasi bordo si
fanno a pezzi tra di loro per questioni
interne di relativa importanza per le
sorti del Paese, le questioni fondamentali,
a livello europeo, passano sotto silenzio,
abbandonate al corso "naturale"
degli eventi, come se non condizionassero
pesantemente il futuro dell'Italia e degli
Italiani.
Anna Maria Campogrande
Presidente di Athena
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