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Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI -
1997 -
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Notizie
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ALLARME LINGUA
ITALIANA Comunicati diAnna
Maria Campogrande
Presidente
di Athena, Associazione per la Difesa e
la Promozione delle Lingue ufficiali degli
Stati Membri della Comunità Europea
Contro l'art 25 pari dignita alle lingue
straniere
09.11.08 - In Italia, nei programmi della
Pubblica Istruzione, si ripropone il problema
della lingua unica che induce il pensiero
unico.
Non
si riesce a capire come i nostri governanti,
di qualsiasi bordo, non si rendano conto
che stanno trasformando gli Italiani in
un popolo di colonizzati, privi di una
formazione di qualità, senza identità
e senza cultura.
Una
lingua come linglese, essenzialmente
permeata dalle valenze culturali del commercio
e dell'economia e priva delle fumature
necessarie alla strutturazione del pensiero
di una mente latina, si deve studiare
nei corsi universitari che la considerino
appropriata al loro indirizzo e, qualora
necessario, in corsi accelerati di un
paio danni dopo la fine degli studi.
Nei
diversi corsi scolastici si dovrebbe privilegiare
anzitutto una perfetta e approfondiata
conoscenza dellitaliano che è
la lingua materna, « condicio sine
qua non » per acquisire lindispensabile
chiarezza di pensiero e di espressione,
corredata da una buona conoscenza del
latino e del greco.
Quanto
alle lingue moderne, che dovrebbero essere
insegnate solo a partire dalle medie,
si dovrebbero privilegiare le grandi lingue
di cultura dellEuropa, il tedesco,
il francese, lo spagnolo, che sono lingue
formative perché al dilà
dellapprendimento della lingua stessa,
contribuiscono alla strutturazione del
pensiero, allacquisizione dellappartenenza
europea e ai valori che la sottendono.
Solo
cosí riusciremo a tornare a una
scuola di qualità che miri alla
formazione dei giovani e non alla messa
sul mercato di prototipi schematici, incolti
ed asettici per i bisogni delle multinazionali.
CONTRO L'ART.25: PARI DIGNITA' ALLE LINGUE
STRANIERE
Statuto della petizione
Al Ministro della Pubblica Istruzione
Alla VII Commissione Istruzione della
Camera
Alle Organizzazioni Sindacali
Ai Dirigenti Scolastici
Allassociazione ANILS
Alle associazioni ANIF ADILT - AISPI Scuola
Noi sottoscritti insegnanti di lingue
straniere della scuola secondaria di primo
e secondo grado dopo le dichiarazioni
del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi,
e del Ministro della Pubblica Istruzione
on. Gelmini, nella conferenza stampa in
data 22/10/2008 desideriamo esprimere
la nostra profonda indignazione e preoccupazione
per la possibile applicazione del contenuto
dell'art. 25, comma 2, del decreto attuativo
della riforma del secondo ciclo pubblicato
il 18/10/2005 dellallora Ministro
della Pubblica Istruzione Letizia Moratti.
Al fine di offrire agli studenti
lopportunità di conseguire
un livello di apprendimento della lingua
inglese analogo a quello della lingua
italiana è data facoltà,
nella scuola secondaria di primo grado,
alle famiglie che ne facciano richiesta,
di utilizzare, per lapprendimento
della predetta lingua, anche il monte
ore dedicato alla seconda lingua comunitaria.
Tale scelta è effettuata al primo
anno della scuola secondaria di primo
grado e si intende confermata per lintero
corso della scuola secondaria di primo
grado ed anche per i percorsi del secondo
ciclo di istruzione e formazione.
premesso che
riteniamo
semplicemente risibile il dettato del
decreto che si dà lobiettivo
di offrire agli studenti lopportunità
di conseguire un livello di apprendimento
della lingua inglese analogo a quello
della lingua italiana, con ciò
auspicando, da parte nostra, che lapprendimento
della lingua nazionale, almeno nelle intenzioni
del legislatore, superi i limiti evidenziati
regolarmente dalle ricerche internazionali,
dando per acquisito che
il
raggiungimento del bilinguismo è
un processo molto impegnativo che richiede
ben altre risorse di quelle contemplate
dal dispositivo legislativo o che possono
essere previste negli interventi di competenza
delle istituzioni scolastiche,
ritenendo
imprescindibile
il
dettato del quarto Obiettivo Generale
del Libro bianco su istruzione e formazione
- Insegnare e apprendere - Verso la società
conoscitiva (1995): Conoscenza di tre
lingue comunitarie, laddove si dichiara
che la conoscenza di almeno due
lingue comunitarie [oltre quella materna]
è ormai una condizione indispensabile
per permettere ai cittadini dellUnione
Europea di beneficiare delle opportunità
professionali e personali offerte dal
grande mercato interno senza frontiere,
dichiariamo
che
non intendiamo accettare uno scenario
che dà come pressoché certo
e ineluttabile lasservimento delle
diverse lingue e culture (comprese quelle
nazionali) al monopolio esclusivo di una
lingua linglese- la quale,
per questo stesso processo, risulterebbe,
da una parte, la lingua dominante e dallaltra,
lespressione di una cultura necessariamente
impoverita e semplificata: al contrario,
riteniamo indispensabile educare i giovani
alla pluralità linguistica e culturale,
in un'ottica di apertura, in grado, contemporaneamente,
di valorizzare l'insieme del patrimonio
storico, culturale e linguistico del nostro
continente e di accogliere la ricchezza
che viene dai grandi spostamenti di popolazioni
che interessano la realtà contemporanea.
E' solo dal confronto tra e con modelli
culturali diversi, e non dalla loro omologazione,
che la scuola può concorrere a
formare persone che, consapevoli della
propria identità e appartenenza,
sappiano riconoscere e apprezzare il dialogo
con "l'altro da sé",
diventando con ciò cittadini in
una società sempre più vasta
e multietnica, dove fondamentali devono
essere i valori del rispetto e della tolleranza
reciproca.
Per finire, ci si chiede quale investimento
il legislatore conti di realizzare con
i migliaia di docenti di "seconde
lingue comunitarie" che vedranno
inevitabilmente diminuire o addirittura
scomparire le loro cattedre, senza nemmeno
conoscere se e in quali forme si intenda
continuare a garantire loro un futuro
professionale, dopo aver garantito in
questi cinque anni la coperture delle
cattedre e relativa continuità,
professionalità didattica ( è
importante ricordare come gli insegnanti
di seconda lingua siano, a causa delle
sole due ore settimanali, sobbarcati di
doppio lavoro rispetto ai colleghi di
lingua inglese che avendo tre ore settimanali
hanno meno classi, noi ne abbiamo nove,
e quindi meno verifiche e compiti da correggere,
noi abbiamo sia verifiche orali che scritte)
, investendovi soldi (vedi SSIS, master
e corsi di perfezionamento), energie,
speranze e progetti di vita. Noi siamo
a chiederVi cosa dovrebbero fare tutti
questi docenti, oggi che lItalia,
è in netta controtendenza con il
resto dEuropa, visto che in tutti
i paesi europei si studiano obbligatoriamente
due lingue comunitarie.
Agendo in questa direzione, il nostro
paese sacrifica il plurilinguismo a favore
di qualche ora in più per linglese,
con la falsa convinzione che queste possano
portare la conoscenza di questa lingua
pari a quella materna. Così facendo,
però, si rischia di interrompere
quel processo di integrazione veicolato
dallapprendimento delle lingue comunitarie
che tanto sostiene il Trattato di Lisbona
e la Commissione europea.
Per tutti questi motivi, chiediamo l'abrogazione
del succitato articolo al fine di assicurare
a tutte, nessuna esclusa, pari importanza
e dignità. Se questo non avverrà,
si procederà ad un ulteriore ricorso
alla Commissione europea con la richiesta
esplicita di intervenire per risolvere
definitivamente questa questione incresciosa.
Gli insegnanti di seconda lingua comunitaria
della scuola secondaria di I grado (ex
scuola media).