Un
tentativo di risposta a Carla Bruni e
all'assurda polemica sull"abbronzato".
18.11.08
- Premetto che se fossi cittadina americana
avrei votato per Barak Obama e
che, in quanto cittadina italiana, non
ho mai votato per Silvio Berlusconi.
Ciò detto con tutta la simpatia
e il rispetto per Carla Bruni,
per la sua grazia, il suo talento e la
sua qualità di « première
dame» di un Paese che amo come
se fosse il mio, non posso far a meno
di esprimere il mio dissenso per questassurda
polemica dell «abbronzato».
Forse Carla Bruni non ha avuto occasione
di vedere e ascoltare in diretta la frase
di Berlusconi ma, per me e per coloro
che hanno assistito in diretta alla battuta
diffusa dal TG1, non ci potevano essere
dubbi sulle sue intenzioni di eloggiare
Barak Obama. Come si può dire a
qualcuno che è «Giovane,
bello e abbronzato» con lintenzione
di offenderlo ? Che la battuta sia stata
un po troppo familiare e non in
riga con letichetta delle relazioni
internazionali ? Ammettiamolo, ma questo
è lo stile di Silvio Berlusconi,
goliardico, giocoso e irriverente, in
qualsiasi circostanza, e va anche sottolineato
che questo è un tratto comune a
molti uomini politici italiani di qualsiasi
bordo.
Gli Italiani, in genere, non si prendono
sul serio nel loro ruolo istituzionale
e agiscono sovente come se fossero in
un circolo di amici. Rari sono quelli
che, in sede internazionale, si sentono
investiti dalla responsabilità
di rappresentare il Paese nel suo insieme
e non loro stessi o, al massimo, il proprio
partito. Da quí a tacciare Silvio
Berlusconi da razzista negrofobo cè
unabisso.
Personalmente andrei molto più
in là ritenendo che, anche qualora
la frase fosse stata « Giovane,
bello e negro », non ci sarebbe
stata nessuna ragione di offendersi, perché
essere negro o bianco è un dato
di fatto e darne atto non può costituire
un insulto. A mio parere, sono le mentalità
che vanno cambiate non le parole. E
molto scorretto appropriarsi delle parole
nella loro neutralità, privarle
del loro vero signifiato e conferire loro
una valenza negativa e distorta. Questa
pratica, purtroppo abbastanza diffusa,
è indice di una mentalità
ristretta e settaria. I veri razzisti
a me sembrano coloro che considerano il
termine negro come un insulto allorché
la razza negra è una delle più
importanti sul nostro pianeta.
Come si fa a definirsi democratici allorché
si è prigionieri di schemi e pregiudizi
che non accordano la stessa dignità
a tutte le razze che poplano la Terra
? Peraltro, elevando appena un po
il livello della riflessione la frase
potrebbe anche essere interpretata nel
senso che: finalmente gli Stati Uniti,
dopo più di duecento anni di esistenza,
hanno un Presidente « abbronzato
» vale a dire uno che legittimamente
rappresenta le due grandi anime di questo
Paese, quella bianca e quella negra.
Devo dire che è molto penoso assistere
a questi giochi al massacro tra i nostri
politici che ci ridicolizzano di fronte
al mondo intero e rendono lItalia
un Paese inconistente sul piano internazionale.
Polemiche che, sul piano interno, non
apportano niente e che dovrebbero essere
evitate, se non altro, per la risonanza
deleteria che hanno sul piano europeo
e internazionale.
LItalia è afflitta da una
pletoria di politici faziosi che invece
di preoccuparsi dellinteresse generale
del Paese strumentalizzano tutto e sono
oltremisura occupati a cercare tutti gli
appigli per screditare gli avversari arrecando
grave danno allinsieme della politica
italiana e ai cittadini che li hanno eletti
perché, nellattuale contesto,
il nostro Paese ha solo bisogno di dialogo
tra tutte le forze politiche e del loro
contributo al fine di risolvere i numerosi,
gravi problemi ai quali siamo confrontati.
Anna
Maria Campogrande