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Notizie - ALLARME LINGUA ITALIANA
Comunicati di
Anna Maria Campogrande
Presidente di Athena, Associazione per la Difesa e la Promozione delle Lingue ufficiali degli Stati Membri della Comunità Europea

Da una parte difendono l' italiano e dall' altra preparano la desertificazione linguistica in Italia......

25.11.08 - Cosa possiamo fare ? L’Italia, governata per troppo tempo da politici superficiali e irresponsabili, è un Paese saccheggiato e, sostanzialmente, in una posizione di volontaria sudditanza e di spoliazione dei propri valori e interessi fondamentali.
Non si tratta di bordo politico, si tratta di una mentalità diffusa, trasversale e transpartitica.
La situazione è tragica, non sono gli altri, siamo noi stessi a prendere tutte le iniziative utili ad auto sabotarci. Se qualcuno non si sveglia, l’Italia è sulla strada di un declino inarrestabile, innanzitutto culturale, al quale seguiranno ineluttabilmente tutti gli altri.

Devo aggiungere, peraltro, che le raccomandazioni del Commissario Orban, non è vero che non servono a nulla, seguono puntualmente e rigorosamente le strategie del British Council per il dominio dell’inglese nel Mondo e servono a trasformare l’Europa in una colonia americana.

Anna Maria Campogrande
Presidente di Athena

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25.11.08 - Salve signora Campogrande.
Le invio in allegato le ipotesi di quadro orario della riforma delle superiori che il governo sta per varare....Leggi Bozza Istituti tecnici - Bozza Licei

Le lingue sono sostanzialmente ridotte ad un orpello! Inglese compreso che tuttavia continua ad essere obbligtorio e privilegiato ovunqne!

Mi chiedo come possa il nostro governo fare scelte demenziali come quelle che può leggere e poi difendere la propria lingua ( come giustamente fate voi ) in sede europea.

Credo che ci debba essere una certa reciprocità: se si annientano le lingue comunitarie nella propria scuola, poi, non si può pretendere che gli altri ci riconoscano il diritto di utilizzare la nostra nelle sedi pubbliche.

Non crede?

PS

Ah, mentre tutto ciò accade, il commissario Orban, interpellato dal un gruppo di insegnanti di lingua II, che stanno raccogliendo firme su una petizione, ha detto che non può farci sostanzialmente nulla, che è preoccupato ma che le politiche scolastiche le decidono i singoli Stati. Ma allora, io mi chiedo, cosa paghiamo a fare questo signore e il suo entourage? Per emettere raccomandazioni che non servono a nulla??

Renato,

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Un attento esame della sentenza, sulla quale, personalmente, sto ancora riflettendo, il contesto e in particolare l’argomentazione della Corte al punto 140, lasciano supporre che la Commissione non ha il diritto di fare i concorsi in sole tre lingue.
Se questa valutazione è esatta, comporterebbe che l’Italia restasse ben attenta al seguito che la Commissione darà alla sentenza stessa e non si lasciasse sfuggire la prima mossa sbagliata.
Tenuto conto del fatto che la sentenza è molto recente, stiamo aspettando anche il parere dei giuristi della Commissione, su questo punto, perché non è solo la lingua della pubblicazione che è importante ma anche, e ancor dipiù, la lingua nelle quale si svolgono le prove dei concorsi.
Lo statuto della lingua italiana, in seno alle istituzioni europee, resta molto compromesso perché l’Italia non è presente, si è lasciata sfuggire tante occasioni.
Senza un’azione politica sostenuta e costante, da parte dell’Italia, la questione dell’italiano non si risolverà mai.
Se l’Italia vuole sopravvivere dignitosamente e avere il ruolo che le spetta, deve far rimangiare alla Commissione, una ad una, una serie di misure interne, di ispirazione pragmatica, che la discriminano pesantemente, minacciando ritorsioni.
Non bisogna dimenticare che l’Italia è uno dei quatro grandi Paesi, Stato Membro fondatore e, per di più, terzo contributore netto.
Se il Governo italiano fosse determinato, potrebbe ottenere molto sulla questione linguistica che è regolata malissimo e in assenza di criteri obiettivi, equilibrati e espliciti, che si ispirino alle regole di funzionamento delle istituzioni europee (e quindi al principio di proporzionalità).
Ti mando la sentenza, in allegato, e anche il messaggio che Athena ha inviato al Commissario Orban. Dopo un accurato esame, da parte degli interessati, potremo scambiare le idee sulla sentenza e sulle sue implicazioni.

Ciao,

Anna Maria

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Envoyé : vendredi 21 novembre 2008 18:14
À : Leonard.ORBAN@ec.europa.eu
Cc : Jose-Manuel.BARROSO@ec.europa.eu
Objet : FW: Arrêt de la Court de Justice .

Veuillez trouver ci-joint l’Arrêt de la Court de Justice du 20 XI 2008, Affaire T-185 / 05, concernant le régime linguistique de la Commission.

Cet Arrêt, qui comporte des larges répercussions sur l’ensemble des dispositifs mis en place en matière d’utilisation des langues officielles, confirme la légitimité des actions menées par Athéna tout au long de ces dernières années qui n’ont trouvé aucun écho auprès de vous, en dépit des appels, des initiatives entreprises, de l’intérêt que nous avons manifesté à vous rencontrer et à mettre à votre disposition notre expérience et notre compétence de fonctionnaires européens formés et accoutumés a réfléchir en termes communautaires.

Dans le traitement de dossiers aussi sensibles et aussi intimement liés à la nature même de l’Europe communautaire la réflexion doit partir de l’intérieur et non pas être imposée de l’extérieur et, encore moins, influencée par les stratégies de domination linguistique d’une langue sur toutes les autres. Au même titre, les langues minoritaires, les dialectes et les langues des immigrés ne constituent, en aucun cas, matière communautaire et ne tombent nullement sous la responsabilité du Commissaire préposé au Multilinguisme. Le Commissaire au Multilinguisme doit concevoir des politiques linguistiques communautaires visant la protection et la diffusion des langues officielles, à l’exclusion de toute autre, sur tout le territoire de l’Europe communautaire, il doit s’atteler au rétablissement de Services linguistiques, conçus comme de centres d’excellence au service des citoyens, ravagés, à l’heure actuelle, par la privatisation et la déprofessionnalisation, mises en place par la Réforme adoptée par la Commission qui a précédée l’actuelle.

En vous réitérant la complète disposition d’Athena à mettre son expérience au service de la Commission, je vous prie d’agréer, Monsieur le Commissaire, l’expression de ma haute considération,

Anna Maria Campogrande

Président d’Athena

<<Arrêt de la Court Regime linguistique 20 XI 2008.doc>>

 



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