La
réaction des militaires italiens
aux accusations du "Times"
Voici
l'une parmi les nombreuses réponses
aux accusations du "Times",
vous pouvez la diffuser si vous le croyez.
Je
me demande ce qui cache cette démarche
du journal anglais.
Or,
si les militaires américains et
britanniques tués, dans ces guerres
préventives absurdes, sont plus
nombreux que dautres cest
parce que les Afghanes et les autres Pays
envahis et massacrés ( Irak, etcetera)
savent très bien qui sont les seigneurs
de la guerre et les vrais ennemis.
Cest,
peut être, pour rééquilibrer
le nombre de tués que les Américains
ont tiré sur Nicola Calipari, un
fonctionnaire des services secrets italiens
qui sétait rendu en Irak
à loccasion de lenlèvement
dune journaliste italienne, et lont
tué dans la voiture qui les ramenait
à laéroport.
Anna Maria Campogrande
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Anche
i militari denunciano il quotidiano "TIMES"
Roma - Le accuse infamanti del quotidiano
"TIMES" non possono essere
ignorate dai veri protagonisti della vicenda:
i militari impiegati in Afghanistan. Per
questo motivo l'Osservatorio Militare,
oltre ad associarsi alla denuncia del
Ministro della Difesa, raccoglierà
le numerose richieste giunte da molti
militari provenienti da missioni in Afghanistan
e, soprattutto, da alcuni famigliari di
vittime che, dall'Afghanistan, non sono
mai rientrate.
"Hanno offeso la memoria, l'etica
e la professionalità di uomini
che hanno saputo, in punta di piedi, trasformare
in realtà tutta l'umanità
e la sensibilità che gli italiani
avrebbero voluto esportare in quelle zone.
Se il sacrificio in termini di vite umane
è alto per l'Italia, è anche
importante evidenziare che il numero di
vittime è in proporzione inferiore
a quello delle altre compagini impegnate
proprio per la professionalità
con cui i nostri uomini hanno saputo cucire
un difficile dialogo con la gente del
posto" recita in una nota dell'Osservatorio
il Responsabile del Comparto Difesa Domenico
Leggiero.
Il sacrificio pagato "dai colleghi
francesi si pone sullo stesso piano dei
nostri morti dall'Iraq all'Afghanistan,
passando dalla Bosnia o dal Kosovo o dalla
Somalia.
Hanno ucciso i nostri colleghi un'altra
volta e non siamo disposti ad accettare
una cosa simile".
L'Osservatorio si fa carico ed affiancherà
il Ministero nella denuncia in corso costituendosi
parte civile nell'eventuale procedimento
a nome e per conto dei famigliari delle
vittime (a costo zero) che già
lo hanno chiesto.
"Davanti a queste offese verso i
nostri militari non si può rimanere
insensibili ed a prescindere da quelli
che possono essere i numerosi problemi
interni, ci sentiamo in dovere di agire
a difesa di quella moralità, professionalità
ed etica patrimonio dei nostri uomini
in divisa ed orgoglio dell'intera Nazione".
News ITALIA PRESS
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