Ma si può...?
13.05.2011 - Secondo me non si può, anche perché la creatività è strettamente legata e indissociabile dalla madre lingua.
Ma, se non ci liberiamo del giogo straniero andrà sempre peggio. Quí si tratta di prendere coscienza del fatto che, dopo aver riunificato l’Italia ed esserci affrancati dal giogo dell’Austria, della Francia e della Spagna, poco dopo, siamo caduti dalla padella sulla brace ed oggi siamo messi molto peggio che nel 1848. Anche perché il dominio è sotterraneo, strisciante , capillare e non dichiarato a chiare lettere.
In mancanza di una presa di coscienza del nostro stato di schiavitù, questa situazione non può che peggiorare e eternizzarsi nelle peggiori condizioni: immigrazioni di massa, guerre con i nostri vicini, terrorismo, perdita di coesione e di identità, smantellamento del nostro modello culturale che è la nostra unica vera ricchezza.
Anna Maria Campogrande
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De :comitato-allarme-lingua@googlegroups.com[mailto:comitato-allarme-lingua@googlegroups.com] De la part de Ugo Gianluigi
Envoyé : samedi 14 mai 201114:41
À : GRUPPO COMITATO ALLARME LINGUA
Objet : (allarme lingua) Ma sipuò...?
Questa sera all'Eurofestival di Dusseldorf torna in scena l'Italia con "Follia d'Amore" interpretata da Raphael Gualazzi(Urbino, 1981), vincitore a San Remo 2011 per la categoria giovani con il medesimo brano di cui presenterà stasera la versione "internazionale" (così l'ha definita RAI-1) in inglese.
Già, perché lo "Zio Sam, che vuol si contar più di Dominedio, non si abbassa ad apprendere altre lingue, sicché qualsiasi cosa vuol essere "internazionale" dev'essere a lui conforme, altrimenti nulla.
Una volta i nostri cantanti erano orgogliosi di far sentire la nostra bella lingua ovunque nel mondo, e il successo era garantito. Oggi si vuol far credere il contrario. Quanto a me, non ho parole, né mi meraviglierei in avvenire se qualcuno affermasse di essere giunto persino a detestare lo stesso concetto di "internazionale"...
Per ora è tutto
Gianluigi Ugo