Attacco all'Italia: tutti quelli che rovinano il nostro paese ...
23.07.2011 - Amio parere, quelli che rovinano l’Italia sono tutti coloro, politici, giornalisti, funzionari dello Stato, responsabili della Pubblica Istruzione, di qualsiasi bordo politico che, ad opera degli occupanti, hanno subito il lavaggio del cervello ragion per cui non sanno più neanche immaginare un mondo senza l’inglese e non hanno la benché minima idea del ruolo che svolge la lingua in qualsiasi espressione dell’attività umana, prima fra tutte quella legata al pensiero, alla creatività, all’attività artistica e intellettuale nelle sue innumerevoli estrinsecazioni, non ultima quella che consiste a redigere testi normativi (vedere allegato).
L’Italia sta andando alla rovina, in tutti i sensi, perché ha accettato di adottare un modello economico e sociale in antitesi con i suoi valori e le sue specifiche, intrinseche, potenzialità e di promuovere, al di là di ogni buon senso, una sola lingua, l’inglese, matrice e veicolo di questo modello, e una sola cultura quella del pensiero unico dominante. Questo modello culturale, economico e sociale, non calza con le realtà del nostro Paese, con le nostre naturali inclinazioni, con i nostri talenti, con le nostre tradizioni e con le nostre innate, autentiche, capacità anche e soprattutto quelle strettamente legate al territorio, alla sua posizione geografica, al suo patrimonio artistico e culturale, che sono tante e molteplici e che stiamo sperperando irresponsabilmente.
L’assurdo mito della crescita che non tiene conto del prezzo da far pagare ai cittadini più vulnerabili, le politiche di privatizzazione che sottraggono allo Stato prerogative e responsabilità istituzionali, l’arroganza dell’industria, delle multinazionali della produzione, delle élites mondiali dell’economia e della finanza e di coloro che rappresentano i loro interessi mostrano molto chiaramente che la gestione dello Stato in Italia e in molti Paesi europei è sfuggito di mano a coloro che ci governano, senza alcuna distinzione tra destra e sinistra. Questa scelta fa sì che non è più il cittadino, l’essere umano, al centro dei programmi di Governo e dell’attività politica ma l’economia. Un’ economia dominata dalla finanza, dalle speculazioni e dai giochi di potere che non dovrebbe avere spazio alcuno in Paesi di antica civiltà come l’Italia, la Grecia e gli altri Paesi d’Europa. Abbiamo smantellato e distrutto il nostro modello di formazione del cittadino che, con la Pubblica Istruzione, e indipendentemente dall’estrazione sociale, puntava alla formazione delle élites, intellettuali, politiche e amministrative, a partire dall’insieme dei cittadini in età scolastica, élites delle quali qualsiasi Paese al Mondo ha bisogno per esistere. Sotto la pressione di organizzazioni internazionali incompetenti a nostro riguardo, quanto a genio e identità, e orientate su un modello unico, abbiamo lasciato snaturare il nostromo dello culturale, di educazione e di formazione, all’origine dell’immenso patrimonio artistico del nostro Paese, retaggio di millenni di convivenza su questo lembo di Terra benedetto da Dio che è l’Italia. Con lo smantellamento e l’appiattimento della Pubblica Istruzione sul modello unico promosso dalle organizzazioni internazionali, oggi le scuole di élites sono solo per i figli dei ricchi. Abbiamo sacrificato il nostro modello sociale creando insicurezza e instabilità, inquinando l’humus nel quale affondano le radici della famiglia, abbiamo sbaragliato l’agricultura e l’artigianato, stiamo privatizzando tutto, stiamo trasformando tutti i nostri spazi in luoghi dove il materialismo regna sovrano, un Mondo invivibile.
L’Italia e l’Europa sono in uno stato di urgenza, quello di ricollocare al centro delle loro attività di governo il cittadino, i suoi valori, i suoi ideali, le sue necessità, il suo sviluppo armonioso sul piano umano, intellettuale e spirituale. L’Italia, in particolare, deve tagliare i ponti con i colonizzatori del pianeta e con certe organizzazioni internazionali che, sebbene nate con nobili obiettivi, si sono trasformate in pericolosi marchingegni. L’Italia deve usare un’estrema prudenza e una grande oculatezza nell’accettare di partecipare alle costosissime (in termini economici ed umani) “missioni di pace”, l’Italia deve tornare a dei sistemi economici rigorosamente controllabili, dal volto umano, al servizio dello Stato e del cittadino.
In particolare per quanto concerne le cosiddette “missioni di pace”, che squilibrano i bilanci dello Stato e rubano il pane alle famiglie e ai cittadini più vulnerabili, va detto e affermato con forza che la democrazia non può essere esportata con le bombe, i carri armati e le straggi di civili, la democrazia deve essere conquistata, a furor di popolo, in prima persona e sotto la loro esclusiva responsabilità, da coloro che ne sono i destinatari, in caso contrario, la sua messa in opera è un’impostura e non fa che creare Stati fantocci al servizio dei colonizzatori.
I cittadini italiani sono stufi di essere presi per degli stupidi e degli incompetenti. L’Italia ha bisogno di una nuova e diversa classe politica, una classe politica non asservita allo straniero, alle sue scelte e ai suoi interessi, che prenda le distanze dalla cosiddetta “Comunità internazionale” e si occupi in priorità dei valori, delle risorse e degli interessi del nostro Paese e del popolo sovrano.
L’ Italia ha bisogno di un nuovo Risorgimento.
Anna Maria Campogrande
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Brevetto Ue, non di facile soluzione per l’Italia, ma per Raffaele Baldassare (PDL-PPE):
“Serve un brevetto che parli inglese e capisca le PMI”
Dopo l'avvio di una cooperazione rafforzata tra 25 Stati membri e il ricorso alla Corte di Giustizia da parte di Italia e Spagna, il dossier 'brevetto unico' approda al Parlamento europeo. La seconda camera politica dell'Ue ha cominciato l' iter legislativo il 21 giugno scorso - e lo proseguirà in settembre - con una prima discussione in commissione giuridica. Il pacchetto 'brevetti' comprende due proposte: una sulla protezione brevettuale unitaria e un'altra concernente le lingue di procedura. A seguito del parere negativo della Corte UE, la Commissione sta ancora lavorando su una soluzione alternativa per la creazione di un sistema unico per la risoluzione dei contenziosi.
"Sebbene la proposta attuale si basi sul trilinguismo (che l’Italia in ogni caso non può e non deve accettare), occorre orientarsi verso un sistema monolingua, basato sulla lingua inglese". Questa l'opinione dell ''On Raffaele Baldassarre, relatore della proposta di Regolamento sul regime linguistico per il Parlamento europeo. "Oltre a motivi legati alla riduzione dei costi e a una più facile tutela dei brevetti al di fuori del territorio dell'Unione, l'inglese è de facto la lingua che dominale relazioni commerciali internazionali e le attività di ricerca e sviluppo".
"Oltre alla questione linguistica, è necessario facilitare l'accesso almercato brevettuale da parte delle piccole e medie imprese". Secondo Baldassarre, infatti, nonostante alcuni progressi, le PMI europee continuano a soffrire di una produttività inferiore rispetto alle loro omologhe negli USA e in altre economie emergenti. "In questa situazione, le PMI affrontano gravi carenze di mercato in settori chiave come il credito, la ricerca e l’innovazione". "Per favorire l'accesso delle 'piccole' al mercato dei brevetti saranno necessarie modifiche sostanziali alle proposte in discussione", ha spiegato l'Onorevole salentino, "in particolare per quanto concerne i costi e le agevolazioni finanziarie".
"Rispetto, infine, la decisione del Governodi ricorrere alla Corte Ue", ha continuato Baldassarre."Ciò nonostante, come dichiarato dal direttore generale di Confindustria Galli, una mancata partecipazione dell'Italia ai negoziati sul brevetto può comportare seri rischi per le nostre imprese e per l'intero sistema produttivo". "In caso di mancata adesione alla cooperazione rafforzata, il governo in sede di Consiglio non avrà diritto di voto durante l'iter legislativo" ha precisato Baldassarre. "Se a ciò aggiungiamo che il Parlamento è solo 'consultato' sulla proposta concernente le lingue procedurali, il peso negoziale del nostro Paese sull'intero pacchetto legislativo rischia di essere pressoché nullo". "A prescindere da ciò, ritengo che la promozione della lingua italiana debba essere svolta in altre sedi", ha concluso l'eurodeputato PdL. "I dati d'altronde parlano chiaro: il novanta percento dei brevetti depositati da imprese italiane è già in lingua inglese!"
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ALLEGATO
Il diserbante più venduto al mondo causa malformazioni genetiche
di Andrea Bertaglio - 04/07/2011
Fonte: Movimento per la Decrescita Felice [scheda fonte]
L’industria agro-chimica e la Commissioneeuropea sanno da almeno trent’anni che Roundup, il diserbante dell’americana Monsanto più venduto al mondo, contiene il glifosato: un“erbicida totale” che, come dimostrato da ricerche condotte in mezzo mondo, causa malformazioni genetiche nei feti degli animali da laboratorio.
E’ questa la denuncia di un nuovo rapporto realizzato da un gruppo internazionale di scienziati dell’Earth Open Source (Ong britannica che mira alla condivisione di informazioni con lo scopo di “assicurare la sicurezza alimentare preservando la Terra”), che accusa le istituzioni europee di avere colpevolmente tenuto nascosto alla popolazione i potenziali rischi legati al diserbante Monsanto, largamente utilizzato anche nei giardini delle scuole o ai lati delle strade pubbliche già dagli anni ’90.
Il dossier degli scienzati ha un titolo esplicito: “Roundup and birth defects: Is the public being kept in the dark?”. Chiarissimo il contenuto: l’industria agro-chimica (capeggiata da Monsanto), già dai primi anni ’80 sapeva, grazie a ricerche di laboratorio, che il glifosato causa malformazioni negli animali utilizzati pergli esperimenti; nel 1993 è stato scoperto che questi effetti sono provocati anche dall’esposizione a dosi medie o basse di questa sostanza; tra il 1998 e il ’99, gli esperti della Commissione Europea vengono a conoscenza di tutto ciò, ma nel 2002, invece di avvertire la popolazione sui potenziali effetti della sostanza, ne nascondono le caratteristiche scomode, permettendo la commercializzazione in Europa del diserbante Monsanto.
Per Claire Robinson, portavoce di Earth Open Sourcee co-autrice del rapporto, “sembra che ci sia stata una deliberata volontà di coprire la verità da parte dell’industria chimica (spiegabile ma non giustificabile) e di chi doveva controllare (inspiegabile e ingiustificabile)”. “Tutto ciò sulla pelle della sicurezza pubblica– accusa la dottoressa Robinson -. Perché il Roundup non viene utilizzato solo in agricoltura, ma anche nel giardinaggio, nei parchi e nelle aree verdi delle scuole, grazie alla falsa informazione che sia sicuro”.
I ricercatori hanno analizzato per diversi mesi le colture geneticamente modificate in cui si usa il Roundup, riscontrando grandi quantità di un agente patogeno che può causare aborti e malformazioni alla nascita negli animali. Un problema che era stato sollevato già lo scorso autunno da uno studio indipendente di scienziati argentini, che dimostrava come il glifosato, l’erbicida appunto più usato in agricoltura e ingrediente attivo del Roundup, provochi malformazioni cranio-facciali negli embrioni di rane e polli, anche a dosi inferiori al livello di residuo massimo autorizzato in Europa.
Queste ricerche, partite da studi effettuati sull’alto tasso di malformazioni genetiche e cancro nella popolazione sudamericana, una delle aree al mondo in cui si usa maggiormente la soia Ogm Roundup (nata proprio per tollerare elevate quantità del diserbante omonimo), una volta diffuse vennero prontamente smentite dalle istituzioni europee. L’ufficio federale per la tutela del consumatore e sicurezza alimentare tedesco, ad esempio, in seguito alla pubblicazione dello studio argentino dichiarò che non c’erano “evidenze di teratogenesi” (lo sviluppo anormale dialcune regioni del feto) a causa del glifosato.
Per Monsanto, che dal suo blog ha risposto agli scienziati autori del rapporto, la Commissione europea ha già deciso inprecedenza che “il glifosato rientra in una categoria di pesticidi che non richiede un’immediata attenzione”. Non solo: ”Le autorità regolatrici ed esperti indipendenti di tutto il mondo concordano sul fatto che il glifosato non causi effetti negativi al sistema riproduttivo negli animali adulti esposti alla sostanza, né difetti alla nascita nella loro progenie”, anche a dosi di molto superiori a quelle consentite. Ma Robinson non ci sta: “Queste conclusioni – dice a il fattoquotidiano.it – sono contraddette dagli studi che proprio compagnie come Monsanto hanno condotto dagli anni ’80. Esperimenti che, a differenza di quanto viene affermato oggi, hanno dimostrato gli effetti orribili dell’esposizione anchea dosi medie o basse di glifosato”.
L’autorizzazione di questo erbicida doveva essere rivista nel 2012, ma la Commissione ha deciso, con una nuova direttiva, di fissare la revisione al 2015. Cio nonostante, entro il prossimo mese l’Ue dovrebbe approvare una più rigorosa regolamentazione sui diserbanti. La speranza degli scienziati di Earth Open Source è quella di vedere il glifosato bandito definitivamente. Visto che questa volta verranno presi inconsiderazione anche gli studi indipendenti. Ma, conclude Robinson, “non siamo sicuri che ci sarà la forza e il volere politico di fronteggiare il colosso Monsanto”.
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