Roma
e il gay pride - Uno spazio di confronto quotidiano
con Beppe Severgnini - Venerdi' 30 Maggio
2008 - Dal NIF di Parigi
Roma e il
gay pride
01.06.08
- Caro Beppe,
i sinistrorsi di casa nostra fanno a gara
ad accusare di omofobia la ministra Carfagna,
rea di aver negato il patrocinio del suo ministero
al prossimo gay-pride che si svolgerà
a Roma, capitale del cristianesimo, e sotto
il naso del Papa, che non può non condannare
la sodomia come peccato. Ma non spiegano perché
queste squallide, provocatorie, carnevalesche
esibizioni amano farle nei paesi occidentali
" capitalisti, borghesi, guerrafondai
e affamatori dei poveri del terzo e quarto
mondo" (e chi più ne ha più
metta) ma non hanno mai pensato, e non pensano,
di andare a farle a l'Avana o a Teheran o
a Riad o a Pechino o in qualsiasi altra città
del mondo comunista e islamico. Perché
in questi paesi "culturalmente arretrati,
privi dei valori della solidarietà,
della comprensione e dell'amore verso il diverso"
( l' ha detto ieri Leo Gullotta ) i gay li
mettono in galera oppure li fucilano. Sarebbe
il caso che Rai3 rimandasse in onda un filmato
che mostra il mitico Che Guevara che comanda
i plotoni di esecuzione.
Gerardo
Mazziotti, g_mazziotti@yahoo.it
http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-05-30/06.spm