del
-
Europa
Il
vino italiano resta puro
La
battaglia dell'alcol contro il Nord Europa
e' persa.
20.12.2007,
BRUXELLES - I produttori di vino del Nord
Europa hanno vinto la battaglia contro
gli italiani, spagnoli, greci, ciprioti
e portoghesi, quindi potranno ricorrere
allo «zuccheraggio » per aumentare la
gradazione alcolica, hanno convinto il
Consiglio dei 27 ministri dell'Agricoltura
dell'Unione europea, dopo tre giorni di
trattative, hanno anche ottenuto di non
indicare sulle etichette le "correzioni".
Quindi i consumatori non avranno la garanzia
acquistando il vino francese, tedesco
o di altri Paesi del Nord Europa di gustare
un vino puro o "corretto" con
lo zucchero. Solo in Italia e nei Paesi
mediterranei questa pratica resterà esclusa
in quanto vietata dalle leggi nazionali
e tradizionalmente sostituita con l'uso
dei mosti.
Il
"nostro" ministro delle Politiche
Agricole, Paolo De Castro, ha giustificato
il suo voto favorevole per frenare l'avanzata
dei meno costosi vini extraeuropei,
ottenendo in cambio un sostegno alla
produzione italiana di fondi che passano
da 190 a 251,3 milioni di euro nel 2008-2009.
Insomma hanno vinto una ventina di Paesi
europei, dove le condizioni climatiche
rendono difficile raggiungere certi
standard senza il ricorso allo «zuccheraggio
», sono riusciti a far ribaltare la
situazione anche grazie all' appoggio
politico dell' Europarlamento, che la
settimana scorsa a Strasburgo si era
espresso a loro favore. Quindi invece
di comprare vini puri da noi ci venderanno
i loro a metà prezzo.
De
Castro ha considerato positivo essere
riuscitiad ottenere almeno una limitazione
del potenziamento alcolico. L' Unione
europea è stata divisa in tre zone.
In quella a Nord si potrà intervenire
fino a ottenere un aumento massimo del
3% della gradazione. In quella centrale
(che comprende la Germania e gran parte
della Francia) sarà consentito salire
del 2%. Nei Paesi mediterranei dell'1,5%.
Bloccata la possibilità di vinificare
sul territorio dell'Unione europea ricorrendo
ai mosti importati da Paesi extraeuropei.
La riforma entrerà in vigore il prossimo
anno. E ha sostenuto che la riforma
è assolutamente necessaria per mantenere
all'Europa il primato mondiale nella
produzione, nel consumo e nelle esportazioni
di vino.
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Cosa
scrivono i giornali EUROPEI
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