Clima,
Wwf: futuro nero per Europa
Allarme da rapporto dell' associazione
Venti forti, tempeste di neve e temporali, l'Europa delle
stagioni che si alternano sembra sempre più il sud-est
asiatico. Il rapporto Wwf "Europa in tempesta",
lanciato il 2 marzo in tutto il mondo, evidenzia i gravi rischi
dei mutamenti climatici: possibile linversione di tendenza
solo riducendo drasticamente le emissioni di CO2, almeno del
50%. Dopo la prima fase del Protocollo di Kyoto, è
urgente il nuovo negoziato.
Il Vecchio Continente si allontana a gran velocità
dalla tradizionale rappresentazione dell'immaginario collettivo:
niente più climi miti e stagioni ben delineate. Al
loro posto, scenari estremi, con estati bollenti e inverni
assolutamente rigidi, caratterizzati da tempeste di neve,
temporali, venti minacciosi. Il nuovo rapporto del Wwf, "Europa
in tempesta", parla chiaro e lancia l'allarme. Per sperare
in un'inversione di tendenza l'unica possibile soluzione è
una drastica riduzione delle emissioni di anidride carbonica.
La prima fase del Protocollo di Kyoto è essenziale,
ma è urgente avviare il nuovo negoziato per ridurre
le emissioni di almeno il 50%.
I
risultati più eclatanti del rapporto riguardano Gran
Bretagna, Olanda e Francia. Nel Regno Unito, entro la fine
del secolo, si registrerebbe il 25% in più di tempeste
invernali per anno, con un incremento della velocità
massima dei venti dell8-16%. Un dato che comporta anche
un costo elevatissimo in termini finanziari: nel solo decennio
1987-98 le tempeste invernali sono costate al Paese tra i
200 milioni e i 2 miliardi di euro ciascuna.
In
Olanda la velocità massima dei venti potrebbe aumentare
del 2-15%: gli esperti hanno dimostrato che basterebbe un
incremento del 6% per far perdere alla nazione 100 milioni
di euro, con danni complessivi di 5 volte maggiori rispetto
a oggi. Tempeste in aumento anche in Francia, fino al 10-20%,
soprattutto nelle zone settentrionali dove la velocità
dei venti salirebbe del 16% e i giorni di vento fortissimo
aumenterebbero del 25-50%.
SullEuropa
soffiano venti minacciosi, dichiara Jennifer Morgan,
direttore del programma globale cambiamenti climatici, e
la minaccia va presa sul serio. Va fermato linquinamento
climatico per proteggere gli esseri umani e i beni da tempeste
sempre più devastanti. Se non prendiamo misure immediate
ed efficaci rischieremo di essere spazzati via.
Di
questo passo non avremo soltanto inverni estremamente rigidi,
ma anche estati torride. "Europa in tempesta", infatti,
fa seguito a un altro rapporto del Wwf, "Paradiso bollente"
diffuso la scorsa estate: "In 'Paradiso bollente' - dichiara
Gianfranco Bologna, direttore scientifico Wwf Italia - abbiamo
illustrato gli scenari probabili derivanti dellaumento
della temperatura globale di 2°C rispetto allepoca
preindustriale, con uno scenario di estati torride nel bacino
del Mediterraneo, aumento dellintensità delle
precipitazioni e della loro concentrazione nel tempo, e conseguenti
frane e alluvioni. Sembrano rapporti antitetici, contraddittori,
in realtà sono le due facce della stessa medaglia derivanti
entrambi dallinquinamento globale da gas serra, che
tende ad estremizzare gli eventi atmosferici".
Le
cause
Ma quali sono le cause di questo scenario decisamente nero
per l'Europa? Alla sbarra come imputati il settore energetico
e quello dei trasporti, responsabili di gran parte dell'inquinamento
globale da gas serra, alla base dei cambiamenti climatici.
Basti pensare che dal settore energetico mondiale dipende
il 37% delle emissioni di CO2 prodotte dalluomo e dovute
principalmente ai combustibili fossili, per esempio il carbone.
La
soluzione
L'unica strada percorribile secondo il rapporto è quella
della riduzione delle emissioni di anidride carbonica. "Proprio
ora i governi dellUe hanno lopportunità
di ridurre drasticamente le emissioni di CO2 - aggiunge Bologna
- E di questa settimana la notizia dellistituzione
di una task force Ue che lavorerà sui temi di energia,
industria e ambiente congiuntamente. E una opportunità
per tentare unarmonizzazione tra campi così diversi
e spesso in competizione. Della task force fa parte anche
James Leape, direttore generale WWF internazionale".
La parola dunque ai governi europei, per una "nuova rivoluzione
industriale" che salvi il Vecchio Continente.