A
Cuba sviluppo ecologicamente sostenibile
30.01.07
- Cari Italians,
il quadro generale dei cambiamenti climatici non è
confortante.
Tanti «esperti» di quelli che fino a qualche anno
fa davano dei matti a coloro che avevano lanciato l' allarme,
si sono convertiti a un punto di vista meno consolatorio.
Certo, ne è rimasto ancora qualcuno di quelli che «nessun
problema, il globo può reggere a questo e a ben altri
urti»: che problema c' è se i mandorli sono in
fiore e gli orsi si risvegliano dal letargo in pieno gennaio?
Per loro, nessuno. Una trasmissione di qualche sera fa chiamava
i primi «catastrofisti» e i secondi «ottimisti».
Certo, l' ottimismo, il profumo della vita. Due definizioni
che contengono in sé un giudizio, anzi un pregiudizio.
Che il riscaldamento della Terra sia dovuto all' inquinamento
atmosferico è assodato. Che le grandi potenze industriali
inquinino più degli altri, lo è altrettanto.
Che i Paesi un po' più indietro con lo sviluppo si
sentano in diritto di poter inquinare a man bassa (dopo che
per decenni gli altri lo hanno fatto), è anche questo
un dato di fatto.
C' è un' eccezione però. Forse non ci crederete,
ma il 2006 a Cuba è stato l' anno della rivoluzione
energetica: impianti fotovoltaici, sostituzione di vecchi
elettrodomestici, implementazione di impianti di produzione
di energia rinnovabile, grande spazio all' eolico, e via dicendo.
Tutto questo è valso a Cuba l' apprezzamento del Wwf,
che in un resoconto ha dichiarato l' isola della «revolucion»
l' unico Paese del mondo ad aver realizzato uno sviluppo ecologicamente
sostenibile. Capito? L' unico Paese del mondo! E questo in
una nazione che ha visto crescere il pil di circa l' 11,5%.
Vuoi vedere che quella mummia di Fidel Castro è riuscito
a vedere più lontano dei nostri grandi leader democratici?
Mirko
Fabbri, pulcetto@libero.it
Inviato
dall'Agenzia Estera NIF di Parigi. Il nostro sito è
:
www.solechesorgi.com
Giancarlo
Gallani
Direttore del NOTIZIARIO DEGLI ITALIANI IN FRANCIA