Dopo
Francia e Gran Bretagna, ieri è stato reso pubblico anche
l'elenco belga: nove i vettori banditi
Ecco la lista nera italiana:
5 compagnie
Tre charter e due cargo, tutte dell'Est. In Belgio e Gb vietate
società che volano nei nostri cieli
MILANO
- Ci sono tre compagnie charter e due cargo. Ovvero tre che
portano passeggeri per lo più in vacanza e due che trasportano
merci. Come quella francese, anche la "lista nera"
dei vettori banditi dai cieli italiani conta cinque vettori.
Tutti dell' Est. Che salgono a otto solo se si prendono in considerazione
anche tre compagnie sospese lo scorso anno (due poi riabilitate)
e da allora mai più atterrate in Italia. Nomi e Paesi
di provenienza sono inseriti nella banca dati europea in cui
sono indicati in tutto 29 vettori sospesi.
Dopo la Francia e la Gran Bretagna, ieri il Belgio ha pubblicato
l' elenco di nove compagnie (tutte cargo, ha sottolineato il
portavoce del ministero Else Bruggeman) alle quali ha vietato
l' atterraggio.
Mentre il ministro dei Trasporti Lunardi ha ribadito
che non farà marcia indietro. E nel faccia a faccia parigino
in programma per oggi con il collega Perben ribadirà
la sua posizione: "Pubblicare la lista nera non serve.
Meglio la lista bianca, ovvero l' elenco delle compagnie considerate
sicure".
IN ITALIA - Probabilmente nè la prima nè
la seconda strada bastano a garantire la sicurezza dei voli:
nella "lista nera" figurano davvero pochi nomi di
compagnie di serie B anche per numero di collegamenti operati;
nella ben più ricca "lista bianca" (troppo
ricca) operatori di standard elevati sono elencati al fianco
di vettori in passato sospesi. Certo è che oggi i cieli
italiani restano chiusi alla Hemus Air (Bulgaria), alla
Kuban Airlines (Russia), alla Bgb Air, alla Gst
Aero, Aircompany e alla Ozu-Avia Air Company (tutte
e tre del Kazakistan). La Hemus Air - pluri-ispezionata dall'
inizio dell' anno fino al divieto assoluto di atterraggio -
organizza qualche volo in proprio, ma per lo più noleggia
i suoi aeromobili ad operatori di casa (bulgari) e dei Balcani.
Compagnia charter è la russa Kuban Airlines: già
sotto stretta sorveglianza nel 2004, da qualche mese non può
più volare in Italia ma continua a farlo in Germania.
Sempre charter, anche se più piccola, è la Ozu-Avia
Air Company che fa pure servizio taxi. Trasportano merci invece
la Bgb Air e la Gst Aero, Aircompany. Non volano più
in Italia dopo essere state sospese lo scorso anno anche la
Gee Bee Air (Grecia), la Jordan Aviation (Giordania)
e la Podillia (Ucraina). La prima collegava Palermo a
Lampedusa e Pantelleria. La seconda, con i suoi voli charter,
portava turisti in Tunisia e Medio Oriente: Francia e Italia
l' hanno fermata insieme ma poi riabilitata (in Francia è
tornata a volare, in Italia no). Stessa cosa per la russa Podillia
che, anche dopo aver ottenuto una nuova autorizzazione, in Italia
non è più atterrata. Mentre l' ucraina Lviv,
fermata lo scorso aprile, è tornata a volare su Napoli,
Rimini e Roma.
GRAN BRETAGNA E BELGIO - Resta il dubbio su altre due
compagnie che figurano nelle liste nere di altri Paesi Ue ma
continuano ad attraversare i cieli italiani. La Phoenix Aviation
(Kirghizistan): uno dei tre vettori sospesi nel Regno Unito
insieme a tutti quelli provenienti da sei Paesi in cui i controlli
delle autorità non sono ritenuti sufficienti. E la Air
Memphis: una delle nove compagnie bloccate dal Belgio. La
prima è una compagnia che vola per la Croce Rossa: "Anche
noi l' avevamo fermata perché i controlli vengono effettuati
dagli Emirati Arabi dove ha base. Poi abbiamo riconcesso l'
autorizzazione, ma solo ad alcuni aeromobili ", dicono
dall' Enac. E la Air Memphis? "In Belgio opera come cargo.
Ma in Italia, come nel resto d' Europa, trasporta passeggeri
e per questo servizio ha superato numerose ispezioni".
LA POLEMICA - Anche per evitare equivoci di questo tipo
il Codacons ha diffidato il ministro Lunardi e l' Enac a provvedere
entro 15 giorni alla pubblicazione della "lista nera".
E nell' attesa ha messo su Internet un suo elenco in cui figurano
21 compagnie considerate a rischio. Perché secondo un
sondaggio dell' Intesa consumatori 61 italiani su 100 hanno
oggi paura di volare (41 su 100 si sentono meno sicuri
di un mese fa). E per loro, al di là della pubblicazione
della lista nera e di quella bianca, chiedono "un bollino
blu da applicare sui biglietti delle compagnie affidabili".
"Liste incomplete" e "troppa confusione "
anche secondo le 78 compagnie aeree che fanno parte dell' Ibar:
nell' elenco dei vettori ispezionati, e quindi ritenuti sicuri,
pubblicato sul sito Internet dell' Enac "sono assenti
alcuni importanti vettori, come quelli nordamericani, per il
semplice motivo che non sono stati ancora controllati".
Risultato: la "lista nera" è poca cosa, la
pubblicazione ufficiale di quella francese ha già fatto
scoppiare la polemica. Ma anche "quella bianca" non
basta. Se non, come ha affermato il presidente Ibar Ignazio
Strano, "a creare allarmismo e confusione tra i
passeggeri ".
30 agosto 2005
Lista
nera anche in Belgio
Il Belgio ha reso nota la sua lista nera delle compagnie
aeree alle quali non ha concesso o ha ritirato, per motivi
di sicurezza, il permesso di operare.
Nove in totale:
Africa lines (Rep. centroafricana),
Air Memphis (Egitto),
Air Van airlines (Armenia),
Central air express (Congo),
Icttpw (Libia),
International air tour (Nigeria),
Johnsons air (Ghana),
Silverback cargo freighters (Ruanda),
Sourth airlines (Ucraina). |
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Francia: pubblicata lista nera