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Il settimanale del Corriere d' Italia

in questo

Si invia in allegato la replica del Presidente COMITES di Norimberga, Stefano Palombo, all'articolo:

Tenuta l' Assemblea del Comites di Norimberga: Idee poco chiare sul CGIE?
apparso su 'Webgiornale' della Germania.
di Stefano Palombo


28.03.07 - NORIMBERGA, Germania - Tra le mie proposte, approvate lo scorso 10/02/07 dall' assemblea Comites di Norimberga, vi era come punto principale il caso del sig. Tommaso Conte (membro CGIE/Comites), condannato da un Tribunale tedesco per abuso sessuale di una paziente tossico-dipendente durante l' esercizio della sua professione, il quale ha ancora oggi l' insensibilità e l' impudenza di presentarsi ad incontri istituzionali parlando a nome della nostra collettività. Dopo tanta omertà, era tempo che si prendesse posizione in merito, denunciando apertamente che un simile personaggio non è degno di rappresentare la nostra comunità.

Altro punto riguardava il CGIE, organo consultivo e rappresentativo per tutti gli italiani nel mondo, da tempo in agonia e immobile. All' ultima assemblea plenaria, in pieno stile da "prima Repubblica", la maggioranza ha occupato tutte le cariche disponibili: in questo modo si è snaturata la rappresentatività del CGIE, facendolo diventare un organo più simile al comitato centrale del vecchio PCUS, che un' istituzione rappresentativa di tutti gli italiani nel mondo.

Chiedo una riforma del CGIE che garantisca rappresentatività a tutti e che le modalità di lavoro siano più snelle ed efficaci. Se questo non dovesse subentrare, allora è inutile mantenere in vita questo organismo, è meglio abolirlo. Sottolineo che con l' elezione dei Parlamentari all' estero, il contesto rappresentativo nel mondo dell' emigrazione è mutato. Abbiamo come veri rappresentanti eletti dalle nostre collettività i Comites, i comitati dei presidenti Comites (Intercomites) e i Parlamentari eletti all' estero, non certo i membri CGIE che sono eletti in seconda battuta dai Comites e da "parte delle Associazioni". A proposito della scelta delle associazioni ci sarebbe anche molto da dire ....
Propongo un sistema di rappresentanza diretta, costituendo un sistema/comitato composto dai Comites, Intercomites e dai Parlamentari per ogni circoscrizione continentale, senza intermediari, nomine o altre alchimie. Per questo durante la penultima riunione dell' Intercomites-Germania a Berlino, alla quale erano presenti alcuni Parlamentari eletti all' estero, volentieri ho accettato la proposta di questi Onorevoli e Senatori (eletti in Europa) di farli partecipare ai nostri lavori, invitandoli a Norimberga alla riunione del 10/02/07.

Purtroppo, all' infuori delle scuse di un Deputato che non poteva partecipare, nessun altro si è fatto sentire o vedere. Ciò è grave; questo è il vero problema, non certo scaricabile sul singolo Comites e le sue proposte, in quanto mette in discussione la serietà e la volontà politica dei nostri Parlamentari di conoscere le diverse realtà in cui vive la nostra gente in Europa. Essi non devono curare solo il loro Paese di provenienza (Svizzera, Francia, Grecia), ma dal momento che i voti di lista sono stati presi in tutta la circoscrizione Europa, è loro dovere conoscere, interessarsi, rappresentare ed intervenire per tutti gli Italiani in Europa, tenendo presente che la Germania conta il maggior numero di votanti. Non fare questo è poco corretto e autolesivo.

Qui "si predica bene, ma si razzola male".

Su queste proposte abbiamo ricevuto plausi e critiche; in democrazia questo va bene ed è accettabile.

L' unica cosa che contesto è la critica faziosa e offensiva, apparsa sul "Webgiornale" di 'don' Tobia Bassanelli, dove prima soccorre al Viceministro Danieli sulla "probabile" chiusura del Consolato d' Italia a Norimberga , accontentandosi di una smentita dello stesso. In merito, gli consigliamo di leggersi con attenzione l' audizione del Sen. Danieli fatta al Senato il 23/11/06 per rendersi conto che non si tratta di "razionalizzazioni", ma di una strategia, per cui aspetto una dichiarazione /smentita ufficiale del MAE e non solo vane parole e promesse.

Secondo, sul "caso" Conte Bassanelli non ha perso una parola. Strano, da un uomo di chiesa mi sarei aspettato una posizione più netta e coerente alla sua fede! Dopotutto si tratta di abuso sessuale nei confronti di una donna sua paziente. Anche qui consiglio al giornalista prete di leggersi la sentenza del tribunale di Stoccarda e di riflettere sulle parole del giudice laico:

"Lei ha commesso il peccato mortale di un medico, ha associato i propri bisogni sessuali con la professione di medico. La paziente aveva problemi di salute, si è rivolta a Lei in una situazione di estremo bisogno chiedendo aiuto. Lei, pur sapendo che questi farmaci portano alla dipendenza, le ha consegnato Benzodiazepine in stragrande quantità, ha ignorato i segni d’ allarme della sua dipendenza - e questo lo ha fatto per poterla assoggettare sessualmente. In questo momento, Lei ha smesso di essere medico!"
e ricordo un detto popolare: "chi tace, acconsente".

Senza abbassarmi al livello della polemica con "Don Bassanelli" rispedisco la mittente le insinuazioni provocatorie e poco garbate, con le quali si autoclassifica da solo, dimostrando da quale scuola di pensiero proviene. Invece di fare il propagandista e l' agitatore di turno, gli consiglio di impegnare più tempo e interesse nel campo ecclesiastico e per le anime degli italiani di quella zona.

Personalmente ritengo che di tutto questo bisogna discutere senza preconcetti e dogmi, ricordando che in questa discussione (Conte, CGIE) non siamo noi i primi o gli unici a parlarne criticamente. Ora aspettiamo gli altri.

Presidente Comites Norimberga
Stefano Palombo