"Dobbiamo
gioire di vivere in Continente che ha segnato sorti dell'Uomo"
Il Papa: Europa non rinunci a
radici cristiane
Prima intervista del Pontefice: tutto il mondo vive delle radici
europee, non sarebbe possibile se non fossero molto profonde
ROMA,
14.08.05 - Un richiamo all' Europa perchè non rinunci
ai valori cristiani. E' questo il nocciolo della prima intervista
rilasciata da Papa Benedetto XVI, alla vigilia delle
Giornate mondiali della gioventù di Colonia
(16-19 agosto). Per l'occasione è stato scelto l'interlocutore
istituzionale per eccellenza vale a dire la radio Vaticana.
RADICI
CRISTIANE - "Mi auguro che la prossima Giornata Mondiale
della Gioventù, un grande incontro di persone che vengono
da ogni continente, sia in grado di dare un nuovo impulso al
continente vecchio che lo ospita. Mi auguro, altresì,
che ci aiuti a non guardare solo a quanto vi è di malato,
di stanco, di mancato nella storia europea" spiega il Papa.
Il Pontefice, raccomandando di non dimenticare "che ci
troviamo in una fase di auto-commiserazione e auto-condanna",
sottolinea che "in tutte le storie c' è stato qualcosa
di malato, anche se nella nostra, che pure ha sviluppato possibilità
tecniche così grandi, questo assume un significato ancora
più drammatico". "Dobbiamo però guardare
anche alle cose grandi che sono nate in Europa. Diversamente
- osserva Benedetto XVI - non sarebbe possibile, oggi, che tutto
il mondo vivesse in qualche modo della civiltà che in
Europa si è sviluppata, se questa civiltà non
avesse radici molto profonde! Oggi noi abbiamo solo queste da
offrire - aggiunge il Pontefice - succede invece che raccogliendo
questa civiltà, ma cercando altre radici, alla fine si
cade in contraddizione e si rinuncia...
RISCOPRIRE GRANDEZZA DEI VALORI CRISTIANI - Il Pontefice
auspica poi di "Riuscire di nuovo a vedere quella grandezza,
in modo da poter restituire - spiega - l' orientamento e l'
importanza alla possibilità di essere Uomo, così
minacciata; se riusciremo di nuovo a gioire del fatto di vivere
in questo continente che ha determinato le sorti del mondo,
nel bene e nel male. Proprio per questo - continua il Papa -
noi abbiamo il dovere costante di riscoprire la verità,
la purezza, la grandezza e di determinarne il futuro, per porci
quindi in maniera nuova e magari migliore al servizio dell'
umanità intera".
"Date forza alla vecchia Europa"
Prima intervista del Papa: essere cristiani non è un
fardello
Lo aveva detto fin dalla messa di inizio pontificato, il 24
aprile a San Pietro, "la Chiesa è viva, la Chiesa
è giovane!". Ora Benedetto XVI lo ripete e insiste
sulla gioia della fede, "è bello essere cristiani!",
come un viatico alla XX Giornata mondiale della Gioventù
che si apre dopodomani a Colonia: con l' auspicio che il raduno
dei ragazzi possa dare "un impulso nuovo al Vecchio Continente".
Parole importanti, anche perché Papa Ratzinger le ha
pronunciate nella prima intervista concessa da Papa, uno scoop
ambito da giornali e televisioni di tutto il mondo. Si racconta
che sul suo tavolo si fossero già accumulate 121 richieste
ufficiali dai quattro angoli del pianeta. E così, per
non far torto a nessuno, il pontefice ha scelto la via istituzionale:
un colloquio su Radio Vaticana con il padre gesuita Eberhard
von Gemmingen, responsabile del programma tedesco dell'
emittente. L' intervista sarà trasmessa alle 16 di oggi
nel notiziario tedesco, quindi il testo sarà riproposto
in francese, inglese e italiano e verrà inoltrato a tutte
le 40 redazioni linguistiche di Radio Vaticana, con traduzione
pure in cinese, hindi, russo e arabo. Del resto l' attenzione
mediatica alla Gmg è senza precedenti, l' unico confronto
possibile è con i giorni della morte di Giovanni Paolo
II e del conclave: in Germania si sono già accreditati
settemila giornalisti di 3.800 testate internazionali,
compresi i network arabi Al Arabiya e Al Jazeera
e la televisione di Stato cinese.
È
il primo viaggio internazionale del pontefice, la prima Gmg,
il primo incontro di massa con almeno ottocentomila figli di
una generazione nata con Giovanni Paolo II. E così, al
mondo che lo aspetta al varco, Benedetto XVI consegna anzitutto
un messaggio di fiducia sulla "saggezza" e la gioia
della fede: "L' idea diffusa è che i cristiani debbano
osservare un' immensità di comandamenti, divieti e che
si è più liberi senza tutti questi fardelli",
dice. "Io invece vorrei mettere in chiaro che essere sostenuti
da un grande Amore non è un fardello e che è bello
essere cristiani". Nell' intervista il Papa ritorna sui
temi che hanno segnato fin dall' inizio il suo pontificato,
dall' impegno ecumenico alla crisi dei valori e la "giovinezza"
della Chiesa che anche dopo duemila anni "porta in sé
il futuro del mondo e perciò mostra anche a ciascuno
di noi la via verso il futuro".
In particolare il Papa si sofferma sulle radici cristiane dell'
Europa, sulla speranza che questa Gmg possa dare "un impulso
nuovo anche al Vecchio Continente". Ne aveva parlato poco
tempo fa, il 25 luglio, ai preti della diocesi di Aosta: "Le
cosiddette grandi Chiese appaiono morenti. Così in Australia,
soprattutto (non a caso la prossima Gmg sarà a Sydney
) e anche in Europa. La Chiesa cattolica non sta così
male come le grandi Chiese protestanti, ma condivide il problema
del nostro momento storico". Perché "alla gente,
specie ai responsabili del mondo, la Chiesa appare una cosa
antiquata, le nostre proposte non necessarie. Pensano di non
aver bisogno di noi". Anche allora il Papa aveva invitato
alla fiducia: "La prima risposta è la pazienza,
nella certezza che senza Dio il mondo non può vivere,
il Dio che ha mostrato in Gesù Cristo il suo volto: questo
volto di amore che ha sofferto per noi e trasforma il mondo
nel modo del chicco di grano caduto in terra".