Bisogna
investire almeno l'1% del Pil, in arrivo tasse ecologiche
«L'effetto serra porterà
alla crisi mondiale»
Rapporto del consigliere economico di Blair: una bancarotta
pkanetaria se non si lotterà contro i cambiamenti climatici
LONDRA (GRAN BRETAGNA), 29.10.06 - Ignorare i cambiamenti climatici
in atto può portare ad una crisi economica mondiale paragonabile
a quella del 1929. Lo afferma il rapporto elaborato da uno dei
più autorevoli consiglieri economici del governo britannico,
Nicholas Stern. Il rapporto di 700 pagine sarà pubblicato
lunedì, ma secondo quello che emerge dalle prime anticipazioni
il rapporto sottolinea l'urgenza di azioni per contrastare gli
effetti del riscaldamento del pianeta e afferma che i benefici
ricavabili da interventi globali supereranno largamente i relativi
costi.
CRISI AMBIENTALI - Contraddicendo il presidente americano George
W Bush, che ha respinto il Protocollo di Kyoto perchè
costerebbe posti di lavoro, il rapporto sostiene che il mondo
non deve scegliere fra impegno contro i mutamenti climatici
e crescita economica, perchè «le prove raccolte
portano ad una semplice conclusione: i benefici di forti e immediate
azioni saranno largamente superiori ai costi». Il rapporto,
preparato per il premier britannico Tony Blair e il ministro
delle finanze Gordon Brown, denuncia che «dalle decisioni
che verranno prese nelle prossime decadi può dipendere
il rischio di crisi economiche e sociali su una scala paragonabile
a quelle prodotte dalle guerre mondiali o dalla depressione
degli anni '30 del secolo scorso».
1% DEL PIL MONDIALE PER L'AMBIENTE - Secondo le raccomandazioni
del rapporto, riportate dalla stampa britannica, il pianeta
dovrebbe sacrificare sin da adesso circa l1% del suo Pil
complessivo annuo per evitare una catastrofe ambientale. Se
non si facesse niente, la percentuale potrebbe diventare anno
dopo anno progressivamente più alta, fino al 20% del
Pil globale, per contenere i danni climatici: «Il comportarsi
come se nulla stesse accadendo, non farà che soffocare
la crescita», avrebbe spiegato Stern ai Ministri britannici.
CONTROMISURE - Secondo alcuni quotidiani britannici il governo
di Blair si appresterebbe a varare alcune misure antiinquinamento
per porre riparo a quel consumo sfrenatio che fa della Gran
Bretagna, secondo una recente ricerca del Wwf, uno dei Paesi
che consuma più risorse naturali al mondo. Il domenicale
Mail on Sunday afferma in particolare di aver ottenuto copia
di una lettera scritta dal ministro britannico per lambiente,
David Miliband, al Cancelliere dello Scacchiere, Gordon Brown,
nella quale si chiede di alzare le imposte sui voli low-cost,
i carburanti e i veicoli ad alto tasso di emissioni. Secondo
la lettera, il governo britannico dovrebbe «aumentare
il ventaglio delle tassazioni esistenti, usare la leva fiscale
su settori nei quali gli incentivi per ridurre le emissioni
sono di debole efficacia e identificare nuovi strumenti per
portare avanti la lotta contro i gas-serra». La lettera
raccomanda in particolare «aumenti sostanziali»
delle tassazioni per i veicoli particolarmente inquinanti.