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Le verità di Stato

01.02.07- Lo storico inglese David Irving è stato condannato in Austria alla prigione per “negazionismo”. A nulla è valso, in tribunale, il suo atto di contrizione: il giudice non ha giudicato Irving abbastanza sincero. Anche Ernst Zundel, estradato dal Canada in Germania, è stato condannato alla prigione per le sue idee “negazioniste”. E non sono questi i soli casi… Oggigiorno, in diversi paesi, il far sapere ad altri che non si crede nell’ Olocausto è un crimine punito con la galera.

La tentazione è forte di stabilire un parallelo tra l’Inquisizione, che, in nome dei dogmi cattolici, colpiva duramente i devianti e gli scettici, e queste moderne legislazioni che impongono penalmente l’ ortodossia riguardo certe pagine di storia.

L’ entrata dei poliziotti e dei giudici, nella sfera della libera manifestazione del pensiero, nasce però da intenzioni lodevoli: la negazione di certi gravi fatti storici può costituire un’ incitazione all’ odio verso un certo popolo, una certa etnia. Ma non ci sono già leggi che puniscono l’ incitazione all’ odio o l’ apologia di reato? Secondo me, si dovrebbe ricorrere a queste e non a leggi che nei fatti creano delle “verità di Stato”. Inoltre, perché limitarsi solo a certe pagine di storia, cioè all’ Olocausto? E difatti la Francia ha fatto assurgere a verità storica, tutelata dalla polizia e dai tribunali, anche il genocidio subito dagli armeni. Ma perché fermarsi agli armeni? E come fare per tracciare la linea di demarcazione tra un normale revisionismo storico, conseguenza inevitabile dell’ attività libera di pensiero e di nuovi metodi di ricerca, e il negazionismo determinato da puri motivi d’odio?

Vi è poi il fatto che certi dogmi storici variano da uno Stato ad un altro, non diversamente da come i dogmi religiosi variano da una religione all’ altra. Ciò è avvenuto in Francia e in Turchia è una prova di questa non universalità delle “verità di Stato”. Da un lato, infatti, vi è la Francia che punisce ormai con la galera chi osa negare il genocidio armeno, dall’ altro vi è la Turchia che punisce penalmente chi invece sostiene che il genocidio armeno è realmente accaduto.

È proprio vero che le strade dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni…

Claudio Antonelli (Montréal, Canada)