Dopo
la gioia, la resa dei conti
In un precedente editoriale scrivevo:
IRAQ
- Tu chiamale se vuoi, emozioni.
09.06.04
- Tutto inizió con l' agenzia
di stampa Reuters 4 che per dava la
noticia dei quattro ostaggi italiani,
nei particolari, riferisce che dei quattro
due piangevano e anche che erano
ben armati.
Le
fonti italiane sono all' oscuro dell'
esistenza di questi italiani, in Iraq.
Si cerca o si prende tempo. Dopo alcuni
giorni, emergono quattro nomi, con ricchi
di dettagli.
Salvatore
Stefio, Umberto Cupertino,
Fabrizio Quattrocchi e Maurizio
Agliana. Si dice siano solo vigilantes,
di una compagnia americana.
Mi domandavo come e' possibile che gli
americani abbiano necesita' di "vigilantes"
italiani, dove sono i Rambo americani
?
E
quindi cosa facevano realmente gli italiani
?, e al servizio di chi ?, perché
nel messaggio di morte, vengono definiti
"osservatori", assasinarono
Quattrocchi ?, perché lui,
dicevo sempre c' e' una spiegazione
a tutto, in effetti lui teneva un tesserino,
delle Forze di Liberazione, ecco perche'
lui ?
Non
credo che gli italiani cercavano
EMOZIONI, come non credo
al mensile di 10 milioni, per rischiare
la pelle. Sicuramente stavano svolgendo
un lavoro nel quale credevano, pronti
a sacrificare la vita, all' oscuro delle
propie famiglie.
Esortavo
il silenzio stampa, per non dare troppa
importanza ai tre ostaggi agli occhi
dei sequestratori, mantenere una linea
dura cercando di trattare, e cosí
avvenne da parte delle autorita'.
Concludevo
con, forse lo sapremo a giorni. La veritá
stá solo in Iraq e indagando
nelle amicizie e nel passato dei sequestrati.
Dunque
dopo quasi due mesi nelle mani dei rapitori
il caso si é risolto felicemente,
ora dovranno pero' fare i conti con
la giustizia e raccontare nei minimi
particolari quei 56 giorni, faccia a
faccia con i Pm romani Ionta,
Saviotti e Amelio titolari
dell' inchiesta sul sequestro e l' omicidio
di Fabrizio Quattrocchi.
Dovranno
chiarire le circostanze della loro presenza
in Iraq, del sequestro, della prigionia
e del blitz che li ha liberati.
LA
LEGGE E' LEGGE. ORA SI MUOVE LA GIUSTIZIA.
Tutto
era bloccato, giustamente dal governo
(sulla scorta degli articoli 727 del
codice di procedura penale e 313 del
codice penale), per non rischiare la
vita degli ostaggi, pero' ora ci sara'
il via a procedere, del ministro della
Giustizia, Roberto Castelli,
per aprire i fascicoli nelle procure
di Roma, Brescia e Genova che devono
chiarire i fatti sul rapimento dei tre
italiani in Iraq e sull' uccisione di
Fabrizio Quattrocchi. Si tratta di acquisire
prove all' estero e di una autorizzazione
alle indagini sull' ipotesi che i quattro
italiani stessero svolgendo in Iraq
attivita' mercenaria.
Nulla
osta, quindi, alla richiesta della procura
di Roma per l' acquisizione del video
sull' uccisione di Quattrocchi all'
emittente araba Al Jazira, in Qatar.
Via
libera anche alla richiesta fatta in
origine dalla procura di Brescia (ma
ora confluita nell' inchiesta romana)
di ottenere negli Stati Uniti informazioni
relative a una richiesta di mediazione
per la liberazione degli ostaggi intercettata
dalla polizia postale su Internet, su
un server americano.
La
terza inchiesta riguarda invece l' attivita'
dei quattro italiani rapiti in Iraq:
la procura di Genova ha ipotizzato
che potessero essere mercenari, arruolati
o armati senza autorizzazione al servizio
di uno stato estero. Per procedere
con questa ipotesi di reato (art. 288
del codice penale), serve necessariamente
l' autorizzazione del ministro della
giustizia.
Come
vedete, la mia esperienza, non mi ingannava,
avevo pieta' per l' accaduto, ma
ero freddo per dire che c' era puzza
di bruciato, troverranno dove c'ara
il fuoco. (9.6.2004)