Guerra
Economica
04.09.06 - La Russia è
diventato il primo produttore
ed esportatore mondiale di petrolio,
superando l' Arabia Saudita.
Non solo ha anche stretto accordi
con Paesi petroliferi lontani,
Algeria, Venezuela, repubbliche
ex-sovietiche dell' Asia centrale,
e Iran; e li sta guidando come
un blocco unico a stabilire
contratti di fornitura a lunga
scadenza con il gigante economico
più assetato di stabili
forniture di petrolio: la Cina.
Ha creato attorno a sé
un nuovo cartello di Paesi petroliferi
uniti in un anti-OPEC, più
potente e temibile. Ha rotto
l' accerchiamento fatto da da
Washington, con stati filo-americani
e ostili, come Polonia, Ucraina,
Georgia e Moldaviai, finanziati
dagli USA per distanziare la
Russia dall' Europa.
Innaugurando
la più colossale impresa
del pianeta, dove lo Stato controlla
oltre il 51% e gli azionisti,
specie se stranieri, consente
a Vladimir di usare il petrolio
come un' arma politica. Lo stesso
ha fatto con i materiali strategici,
dal platino al titanio: via
tutti gli azionisti stranieri.
E secondo questo nuovo modello
russo, che valorizza le risorse
maggiormente richieste, si sono
allineati i regimi ricchi di
materie prime in tutto il mondo
come il Venezuela di Chavez,
e meta' Sudamerica. Usando questi
prodotti come scambi, e consolidando
relazioni permanenti d' interessi
tra stati, che tra l' altro
con affinita' politiche, come
autoritarieta' e lenta liberalizzazione
privata che li rende ancora
forti del domininio economico,
e soprattutto contrari al "dominio
ivadente unipolare americano".
L' accordo piu' privileggiato
Putin lo ha fatto con Schroeder,
Germania, dove insieme stanno
terminando il gasdotto del Baltico
che scavalca, Polonia e Ucraina,
passando sotto il mare. La Germania
battendo le piu' quotate, Shell
e Bp e' stata ammessa anche
allo sviluppo del futuro giacimento
vergine di Barents. Inoltre
Putin, con Pechino, sta unendo
con oleodotti strategici l'
Iran alla Cina e al Pakistan.
Creando una rete d' interessi
forti, fra due Club, chi ha
le risorse e chi le necessita,
dove l' Occidente troppo filo-americana
ne paghera' le conseguenze.
Putin inoltre pochi giorni fa
ha estinto in anticipo il debito,
capitali ed interessi, che scadeva
nel 2015, pronta cassa con 22
miliardi di dollari, che la
Russia di Eltsin aveva con le
banche europee, il cosiddetto
Club di Parigi. Rigranziando
Bush, che con la sua invasione
del' Iraq ha fatto lievitare
i prezzi del petrolio da 13
, al momento del debito, a 73
dollari al barile di oggi. E'
una notizia bomba, che l' Occidente
giocando ai soldatini, non ha
ancora sentito lo scoppio.
La Russia cosi' facendo, ha
rotto il cerchio americano e
ha rotto la dipendenza dall'
estero, e soprattutto il diritto
ad impicciarsi dei sui fatti
interni quale debitore, ridando
alla Russia quell' autorita'
internazionale come Stato, che
aveva perso con Eltsin. .
Mentre
l' Europa calza l'elmetto ed
entra in Libano in una guerra
imprevedibile e non sua, e l'America
è già impantanata
fino al collo grazie a Bush,
Putin ha vinto la «sua»
guerra. E tutto ciò,
senza sparare una cannonata
e senza calzare l' elmetto.