Editoriali
/
Editoriali | 60 secondi
Lettere al direttore

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Pubblicita'

Giovanni Garibaldi

Guerra Economica

04.09.06 - La Russia è diventato il primo produttore ed esportatore mondiale di petrolio, superando l' Arabia Saudita. Non solo ha anche stretto accordi con Paesi petroliferi lontani, Algeria, Venezuela, repubbliche ex-sovietiche dell' Asia centrale, e Iran; e li sta guidando come un blocco unico a stabilire contratti di fornitura a lunga scadenza con il gigante economico più assetato di stabili forniture di petrolio: la Cina.
Ha creato attorno a sé un nuovo cartello di Paesi petroliferi uniti in un anti-OPEC, più potente e temibile. Ha rotto l' accerchiamento fatto da da Washington, con stati filo-americani e ostili, come Polonia, Ucraina, Georgia e Moldaviai, finanziati dagli USA per distanziare la Russia dall' Europa.

Innaugurando la più colossale impresa del pianeta, dove lo Stato controlla oltre il 51% e gli azionisti, specie se stranieri, consente a Vladimir di usare il petrolio come un' arma politica. Lo stesso ha fatto con i materiali strategici, dal platino al titanio: via tutti gli azionisti stranieri. E secondo questo nuovo modello russo, che valorizza le risorse maggiormente richieste, si sono allineati i regimi ricchi di materie prime in tutto il mondo come il Venezuela di Chavez, e meta' Sudamerica. Usando questi prodotti come scambi, e consolidando relazioni permanenti d' interessi tra stati, che tra l' altro con affinita' politiche, come autoritarieta' e lenta liberalizzazione privata che li rende ancora forti del domininio economico, e soprattutto contrari al "dominio ivadente unipolare americano".

L' accordo piu' privileggiato Putin lo ha fatto con Schroeder, Germania, dove insieme stanno terminando il gasdotto del Baltico che scavalca, Polonia e Ucraina, passando sotto il mare. La Germania battendo le piu' quotate, Shell e Bp e' stata ammessa anche allo sviluppo del futuro giacimento vergine di Barents. Inoltre Putin, con Pechino, sta unendo con oleodotti strategici l' Iran alla Cina e al Pakistan.
Creando una rete d' interessi forti, fra due Club, chi ha le risorse e chi le necessita, dove l' Occidente troppo filo-americana ne paghera' le conseguenze.

Putin inoltre pochi giorni fa ha estinto in anticipo il debito, capitali ed interessi, che scadeva nel 2015, pronta cassa con 22 miliardi di dollari, che la Russia di Eltsin aveva con le banche europee, il cosiddetto Club di Parigi. Rigranziando Bush, che con la sua invasione del' Iraq ha fatto lievitare i prezzi del petrolio da 13 , al momento del debito, a 73 dollari al barile di oggi. E' una notizia bomba, che l' Occidente giocando ai soldatini, non ha ancora sentito lo scoppio.

La Russia cosi' facendo, ha rotto il cerchio americano e ha rotto la dipendenza dall' estero, e soprattutto il diritto ad impicciarsi dei sui fatti interni quale debitore, ridando alla Russia quell' autorita' internazionale come Stato, che aveva perso con Eltsin. .

Mentre l' Europa calza l'elmetto ed entra in Libano in una guerra imprevedibile e non sua, e l'America è già impantanata fino al collo grazie a Bush, Putin ha vinto la «sua» guerra. E tutto ciò, senza sparare una cannonata e senza calzare l' elmetto.

 

 



Pubblicita'
 
 


Giovanni GARIBALDI
garibaldi@corrierecaraibi.com







Aiutaci
Grazie !