Esiste
ancora l' Italia?.
16.03.07
- Santo Domingo (Repubblica Dominicana)
- Oggi che tristezza. Ogni giorno
mi domando se esiste ancora "una
Italia", quella che ho lasciato
e sogno di ritrovare, ma inizio a dubitare
che, ritrovero' la mia "vecchia
Italia".
Quello che mi preoccupa, mi sorprende
e che, frequentemente mi domando e':
ci sono ancora i veri italiani?
Leggo sui periodici: % di musulmani,
% di africani, % di persone dell' est,
...poi % di bulicci e lesbiche..%, %,
ecc.
I musulmani sono i piu´attivi,
si evidenziano di piu´ e dopo
aver tentato, nei tempi passati di conquistarci
con le armi, son passati a una guerra
lenta che e´ la immigrazione.
Dove si insediano, dettano regole orientate
ai loro usi e costumi e pian piano ci
abbituano e ci assopiscono, ci invischiano
e i giovani del 2050 saranno, italo-musulmani.
Insomma
dove sono finiti gli italiani? Hanno
perso identita' nazionale, educazione,
pudore, spirito patrio, siamo ormai
smembrati, da vecchi sistemi e politici
arteriosclerotici che giocano con le
nostre millenarie tradizioni, con le
nostre invenzioni, con le nostre arti
e con i nostri sentimenti, che svendono
tutto e tutti, utilizzando dove e come
vogliono i nostri soldi. I soldi non
ci importano, siamo italiani e sempre
un italiano sa fare soldi dovunque vada
nel mondo, con la propia cultura e intelligenza.
Dobbiamo
lasciare spazio ai giovani che difendino
la loro italianita', che sbaglino, almeno
la "gioventu´" e´
una giustificazione. Anche i vecchi
con tutta la loro esperienza, hanno
sbagliato tante volte, troppe volte,
e non hanno scuse. Sono ormai fusi,
cercano cavilli e li trasformano in
cavoli. Ci vuole un tetto all' eta',
come nella Chiesa. Siamo vecchi. I piu'
vecchi d' Europa. Non aspettiamo che
i giovani abili, vadano all' estero,
che i paesi piu' avanzati ci impoveriscano
ogni anni di piu', togliendoci "cervelli",
per la quale l' Italia ha lavorato ha
investito. Mandiamo i bulicci e le lesbiche
all' estero.
La
Chiesa anche Lei ha sbagliato, pero'
ora si e' accorta che, in nome di una
troppa democraticita', con le funzioni
liturgiche in multi idioma, ha perso
fedeli e "universalita'" e
quindi corre ai ripari, ri-introducendo
la liturgia e la lingua Latina che,
la contradistingua "universalmente"
nel mondo. Evviva.
Lo
Stato corre ai ripari?. NO. E' smembrato,
parla di tutto cio' che e' inutile,
ha aperto le porte a tutti, la maggior
parte delle volte a persone inutili
e delinquenti che, il Paese d' origine
ci spedisce con gran piacere per toglierseli
dai "maroni" e li mandano
da noi, per invadere, per seminare il
disordine e il .......cancro. Come se
non bastasse a questi invasori sommiamo
i "Deviati e/o Deviate" i
"Diversi e/o Diverse".
Abbiamo, o meglio, avete abassato i
pantaloni?.
E per questa ragione che, bisogna approvare
urgentemente questa legge, DICO? E poi
.......... bisognera' modificarne altre!!!
Diritti, eredita', regolamenti lavorali,
bagni, scuole, uffici, pari oportunita',
ecc., e DICO poco.
Abbiamo assistito a spettacoli indecenti,
da "vietato ai minori o accompagnati
da adulti", .... "Carlo vieni
a vedere l' Italia, il tuo Paese",.....
"Papa perche' si baciano quegli
uomini?" DICO, spegni quella televisione!!
Guarda che roba, potrebbero usare "la
lingua" anche per dirci cose sensate,
e non solo esibirla e usarla come.....
qui si dice, "suape", e in
Italia e'... "mocho Vileda".
Fanno schifo. In privato facciano quello
che vogliono.
Signori non invertiamo le parti, ricordatevi
che i normali siamo NOI, loro sono una
deviazione, non troviamole giustificazioni.
E' una malattia curabile, se avessero
il coraggio di ammetterlo tempestivamente.
In Repubblica Dominicana, c' e' una
Clinica, che al primo sintomo di deviazione,
cura in modo infallibile e risolve il
problema per sempre.
Forse
i veri italiani, sono ormai solo all'
estero, speravano in un aiuto dalla
Madre Patria, ma penso che sia giunto
il momento di fare a rovescio, creare
una forte e grande Italia all' estero,
e aiutare la Madre Patria. Forse bisognerebbe
spegnere anche RAI International che,
in questo modo, con le immagini che
ci invia, non ci unisce, ma ci allontana
e ci spaventa dell' Italia.
Oggi che tristezza.