Malumore,
per il comunicato del Presidente del
COM.IT.ES.,
Cav. Paolo Dissich
27.06.08
- Il comunicato, Il Com.It.Es.
avvisa sui pericoli di associazioni
di italiani improvvisate e non riconosciute,
del presidente Dussich, che pone in
guardia gli italiani della Repubblica
Dominicana, ha suscitato come era prevedibile
alcuni malumori.
Personalmente, sono stato tempestato
da molte telefonate che ne dicevano
di "cotte e di crude", per
la pubblicazione del comunicato. Non
tralasciando i soliti aprezzamenti politici.
Ho pensato. Siamo alle solite.
Ripeto ancora una volta, il sottoscritto
pubblica tutto, meno che le telefonate,
scrivetemi con e-mail, quanto dettomi
telefonicamente ed io ben volenteri,
PUBBLICHERO'.
Come membro del COMITES, rispetto la
decisione, del Presidente di avvertire
che il paese e' ricco di "VIVI",
come si dice in Repubblica Dominicana,
che se la inventano per trovare sbocchi
di sopravvivenza. E molte volte per
utilizzare, con conoscenze, finanziamenti
che "galleggiano" nelle casse
Regionali italiane a favore degli italiani
nel mondo. Inventando. Promettendo.
Pero', il fatto secondo me ha aperto
un problema piu' ampio, che va oltre
la nostra isola, ma coinvolge tutte
le Associazioni italiane nel Mondo,
che non spetta a noi risolvere, ma alla
quale desidererei che qualcuno mi chiarisse
le idee.
Premesso che tutti i cittadini possono
costituirsi in Associazione, sempre
che rispettino le Leggi locali. In Repubblica
Dominicana, significa redattare un Atto
costitutivo e uno Statuto, e tradotto
si deposita negli uffici competenti
del Governo Dominicano, essere riconosciuti,
con Decreto, come organizzazione, (diciamo
senza fini di lucro). Altra alternativa
creare una Societa', per lucro, con
conseguenti, imposte, iva, ecc.
A questo punto trattasi di una associazione
o compagnia, dominicana o italo-dominicana,
o come volete definirla.
L' Ambasciata o il Consolato, e' un
pezzetto d' Italia in terra straniera,
e non ha secondo me nessun motivo di
RICONOSCERE, eventualmente PRENDE
NOTA ai fini statistici e informativi
che esiste questa associazione. Riconoscerla
significherebbe involucrarsi in doveri
e dititti, tra le parti. E in caso di
mancanze gravi, forse risponderne (anche
voi state pensando che non puo' essere).
Quindi penso che bisogna che si chiarisca
bene il termine RICONOSCIUTE.
Nei
compiti delle Amabasciate e Consolati,
non mi risulta esiste questo compito
o servizio, e vi allego uno stralcio
di quanto avevo preparato da pubblicare.
(Leggere)
E'
evidente che in ogni Paese esistono
Associazioni, consolidate e potenti
e blasonate da probabilmente oscurare
le Ambasciate stesse, come regolarle?.
La nascita del COMITES, ha scombussolato
i piani e nei compiti, esiste propio
un paragrafo che parla dei rapporti
Associazioni-COMITES-Ambasciata.
Leggendo l' elenco delle undici Associazioni,
Riconosciute ?????, non trovo il COMITES,
questo cosa significa che siamo in una
posizione "diversa", quale
e' il rapporto del COMITES?
Entrando nelle pagine Web dell' Ambasciata
di Santo Domingo, in nessuna pagina,
salvo mia svista, si trova menzionato
il COMITES. (Non attualizzato il Sitio???)
Pero' si trovano perfettamente dettagliati
i dati di come locabilizzare, la Camera
di Commercio Dominico Italiana e
l' Istituto italiano per il commercio
estero (sede México, D.F.).
Dunque, penso che sia vitale chiarire
bene il termine Riconosciuta,
o sostituirlo con altro, ai fini delle
responsabilita', e penso che il COMITES
debba aver chiaro questo, prima di riunire
le Associazioni, riconosciute o note
all' Ambasciata, onde evitare che
con questa riunione si si dia o non
si dia un imprimatum di "riconosciute
dal COMITES", dettandono le
regole del riconoscimento da parte del
COMITES.
In
fase di revisione dei regolamenti COMITES,
e' bene che si ponga all' ordine del
giorno la giusta collocazione di tutte
queste nobili associazioni nate nel
mondo, che come bene scrive Ricky Filosa
in www.Italiachiamaitalia.com "Insieme
ai Comites, e prima di questi, le associazioni
sono da sempre vicine ai connazionali:
li ascoltano, si fanno portavoce dei
loro desideri, delle loro necessità,
delle loro istanze"