A
Fini gli hanno succhiato il cervello.
17.12.08 - L' ultime parole del ormai
considerato "politico saltimbanco"
Fini, che ci diletta, con una sua interpretazione
storica delle ormai "cotte e stracotte,
“leggi
razziali del 1938”. La bellezza
della Politica e la faccia tosta del
politico e' di affermare ieri quello
che sucessivamente cambia oggi, a suo
piacimento e convenienza.
Mi ripeto, io anagraficamente non c'
ero, quindi non mi permetto di dare
sentenze, affermo solo che "la
storia e' storia", scritta
da chi l' ha fatta, e' non romanzata,
ai fini Holliwood.
Domani arrivera' un' altro "fighetta"
a dirci che il nostro periodo e' stato
il piu' nefasto e che Fini e compagni
sono stati degli "inetti",
che non hanno saputo analizzare e prevvedere
e trovare soluzioni per il futuro, ai
moltissimi problemi del nostro paese.
Non
capisco perche, "zucche vuote"
non sapendo valutare il presente e operare
appropriatamente per il futuro, perdono
il tempo a "sparlare e criticare"
ill passato.
Per me bisogna cercare dov' e', "il
loro interesse personale"?.
Il
passato e' passato, la guerra e' guerra.
Morte tua vita mea.
Chi non vuole la guerra e conseguentemente
la morte, operi per pace, fermando le
guerre americane, i
buldozer israeliani (vedi video) e
la mano ambigua e morta degli inglesi.
Volete la verita' sul passato? Lasciate
liberamente esternare a chi sa' la verita'
possa esprimere le propie opinioni,
per poi confrontarle e capire.
Ma sappiamo che questo non si puo'.
Si e' cucito a tutti la bocca con una
Legge, nell' attesa che, chi sa muoia
di vecchiaia e chi rimane poi possa
dire quello che vuole o raccontare quello
che ha visto in qualche pellicola di
"cassetta o propaganda"
politica.
Perche'
gli ebrei, possono fare e dire tutto,
e noi no? Questa e' bella. Cosa hanno
di diverso da noi? Le palle? Ebbene
si !! A questo punto penso propio di
si!!
Comunque e' di oggi che un Ebreo da
90, dal nome Bernie Madoff, ha tirato
una bella fregatura anche a molti suoi
connazzionali.
Ripeto, "creiamo il futuro e lasciamo
stare il Passato".
Cosa scriveva il Corriere della Sera
all' epoca dell' approvazione delle
Leggi?
Eccolo qua!!.
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Corriere della
Sera
APPROVATE LE LEGGI
PER LA DIFESA DELLA RAZZA ITALIANA
I matrimoni misti sono proibiti.
La definizione di "ebreo",
le discriminazioni e l'annotazione allo
Stato Civile. L'esclusione dagli impieghi
statali, parastatali e di interesse
pubblico. Le norme concernenti le scuole
elementari e medie e gli insegnanti.
Gli enti e le aziende da cui sono esclusi
i giudei.
Roma, 11 Novembre 1938 - Anno XVII
Con
lo schema di decreto-legge approvato
dal Consiglio dei ministri, i provvedimenti
annunciati in difesa della razza italiana
cominciano a prendere veste giuridica
e si avviano a diventare funzionanti.
Dalle deliberazioni di massima del Gran
Consiglio si viene pertanto alla fase
esecutiva, con una sollecitudine che
non ha tuttavia alcun carattere di precipitazione.
I provvedimenti sono stati accuratamente
elaborati, in modo che la sacrosanta
opera di difesa materiale e spirituale
della razza sia assicurata in pieno,
senza esitazioni né attenuazioni,
e al tempo stesso senza nessuna inutile
vessazione verso gli appartenenti ad
altre razze. Questi vengono semplicemente
risospinti in un settore separato della
vita nazionale, dove non possono nuocere.
Si provvede ad escludere, cioè,
dall'ambiente politico, familiare, scolastico,
militare italiano quegli elementi estranei
la cui promiscuità minacciava
seriamente di guastare i caratteri secolari
della nostra antica e forte razza. Si
provvede a dare alla società
italiana un carattere eminentemente
omogeneo, come è necessario oggi
in modo speciale, dati gli enormi problemi
di affermazione e di consolidamento
imperiale che l'Italia di Mussolini
si appresta ad affrontare. Non si può
naturalmente, in breve spazio, esaminare
punto per punto questi storici articoli
che costituiscono, per così dire,
lo statuto razzista della Nazione italiana.
Un commento affrettato sarebbe inutile,
e per uno più minuzioso non mancherà,
in seguito, il tempo. Dalla semplice
lettura degli articoli emerge tosto
la cura avuta dal legislatore di contemplare
tutti gli aspetti possibili dell'ardua
materia, dando alle risoluzioni un carattere
giuridicamente inattaccabile e definitivo
e, al tempo stesso, facendo proprie
le eccezioni e discriminazioni proclamate
a suo tempo dal Gran Consiglio Fascista.
La situazione degli ebrei in Italia
viene così da oggi definita e
contemporaneamente, sopra un diverso
piano, vengono chiariti i rapporti con
gli stranieri in generale, per quanto
riguarda i matrimoni: argomento delicato
e per il quale il Governo fascista ha
giustamente adottato misure limitative.
Più che passerà il tempo
e si delineeranno i molteplici aspetti
della grandiosa contesa internazionale
alla quale l'Italia è chiamata
a partecipare dalle sue stesse ragioni
di vita e di potenza, più appariranno
necessarie e preziose le provvidenze
adottate per la difesa della razza.
Il popolo italiano, che per mezzo di
esse avrà assicurata in pieno
la propria salute morale, vi troverà
un motivo in più per essere grato
al Duce che, avendo già nel 1919
scultoriamente prospettato il problema
alla coscienza degli uomini politici,
ha voluto, dopo la conquista dell'Impero,
fare della soluzione di quel problema
uno dei capisaldi della nuova marcia
in avanti dell'Italia fascista.
Archivio Emeroteca.
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Il
testo del Manifesto della Razza
Il 5 agosto 1938 sulla rivista
La difesa della razza viene pubblicato
il seguente manifesto:
«
Il ministro segretario del partito ha
ricevuto, il 26 luglio XVI, un gruppo
di studiosi fascisti, docenti nelle
università italiane, che hanno,
sotto legida del Ministero della
Cultura Popolare, redatto o aderito,
alle proposizioni che fissano le basi
del razzismo fascista.
LE RAZZE UMANE ESISTONO. La esistenza
delle razze umane non è già
una astrazione del nostro spirito, ma
corrisponde a una realtà fenomenica,
materiale, percepibile con i nostri
sensi. Questa realtà è
rappresentata da masse, quasi sempre
imponenti di milioni di uomini simili
per caratteri fisici e psicologici che
furono ereditati e che continuano ad
ereditarsi. Dire che esistono le razze
umane non vuol dire a priori che esistono
razze umane superiori o inferiori, ma
soltanto che esistono razze umane differenti.
ESISTONO GRANDI RAZZE E PICCOLE RAZZE.
Non bisogna soltanto ammettere che esistano
i gruppi sistematici maggiori, che comunemente
sono chiamati razze e che sono individualizzati
solo da alcuni caratteri, ma bisogna
anche ammettere che esistano gruppi
sistematici minori (come per es. i nordici,
i mediterranei, ecc.) individualizzati
da un maggior numero di caratteri comuni.
Questi gruppi costituiscono dal punto
di vista biologico le vere razze, la
esistenza delle quali è una verità
evidente.
IL CONCETTO DI RAZZA È CONCETTO
PURAMENTE BIOLOGICO. Esso quindi
è basato su altre considerazioni
che non i concetti di popolo e di nazione,
fondati essenzialmente su considerazioni
storiche, linguistiche, religiose. Però
alla base delle differenze di popolo
e di nazione stanno delle differenze
di razza. Se gli Italiani sono differenti
dai Francesi, dai Tedeschi, dai Turchi,
dai Greci, ecc., non è solo perché
essi hanno una lingua diversa e una
storia diversa, ma perché la
costituzione razziale di questi popoli
è diversa. Sono state proporzioni
diverse di razze differenti, che da
tempo molto antico costituiscono i diversi
popoli, sia che una razza abbia il dominio
assoluto sulle altre, sia che tutte
risultino fuse armonicamente, sia, infine,
che persistano ancora inassimilate una
alle altre le diverse razze.
LA POPOLAZIONE DELL'ITALIA ATTUALE È
NELLA MAGGIORANZA DI ORIGINE ARIANA
E LA SUA CIVILTÀ ARIANA.
Questa popolazione a civiltà
ariana abita da diversi millenni la
nostra penisola; ben poco è rimasto
della civiltà delle genti preariane.
L'origine degli Italiani attuali parte
essenzialmente da elementi di quelle
stesse razze che costituiscono e costituirono
il tessuto perennemente vivo dell'Europa.
È UNA LEGGENDA L'APPORTO DI MASSE
INGENTI DI UOMINI IN TEMPI STORICI.
Dopo l'invasione dei Longobardi non
ci sono stati in Italia altri notevoli
movimenti di popoli capaci di influenzare
la fisionomia razziale della nazione.
Da ciò deriva che, mentre per
altre nazioni europee la composizione
razziale è variata notevolmente
in tempi anche moderni, per l'Italia,
nelle sue grandi linee, la composizione
razziale di oggi è la stessa
di quella che era mille anni fa: i quarantaquattro
milioni d'Italiani di oggi rimontano
quindi nella assoluta maggioranza a
famiglie che abitano l'Italia da almeno
un millennio.
ESISTE ORMAI UNA PURA "RAZZA ITALIANA".
Questo enunciato non è basato
sulla confusione del concetto biologico
di razza con il concetto storico-linguistico
di popolo e di nazione ma sulla purissima
parentela di sangue che unisce gli Italiani
di oggi alle generazioni che da millenni
popolano l'Italia. Questa antica purezza
di sangue è il più grande
titolo di nobiltà della Nazione
italiana.
È TEMPO CHE GLI ITALIANI SI PROCLAMINO
FRANCAMENTE RAZZISTI. Tutta l'opera
che finora ha fatto il Regime in Italia
è in fondo del razzismo. Frequentissimo
è stato sempre nei discorsi del
Capo il richiamo ai concetti di razza.
La questione del razzismo in Italia
deve essere trattata da un punto di
vista puramente biologico, senza intenzioni
filosofiche o religiose. La concezione
del razzismo in Italia deve essere essenzialmente
italiana e l'indirizzo ariano-nordico.
Questo non vuole dire però introdurre
in Italia le teorie del razzismo tedesco
come sono o affermare che gli Italiani
e gli Scandinavi sono la stessa cosa.
Ma vuole soltanto additare agli Italiani
un modello fisico e soprattutto psicologico
di razza umana che per i suoi caratteri
puramente europei si stacca completamente
da tutte le razze extra-europee, questo
vuol dire elevare l'italiano ad un ideale
di superiore coscienza di se stesso
e di maggiore responsabilità.
È NECESSARIO FARE UNA NETTA DISTINZIONE
FRA I MEDITERRANEI D'EUROPA (OCCIDENTALI)
DA UNA PARTE E GLI ORIENTALI E GLI AFRICANI
DALL'ALTRA. Sono perciò da
considerarsi pericolose le teorie che
sostengono l'origine africana di alcuni
popoli europei e comprendono in una
comune razza mediterranea anche le popolazioni
semitiche e camitiche stabilendo relazioni
e simpatie ideologiche assolutamente
inammissibili.
GLI EBREI NON APPARTENGONO ALLA RAZZA
ITALIANA. Dei semiti che nel corso
dei secoli sono approdati sul sacro
suolo della nostra Patria nulla in generale
è rimasto. Anche l'occupazione
araba della Sicilia nulla ha lasciato
all'infuori del ricordo di qualche nome;
e del resto il processo di assimilazione
fu sempre rapidissimo in Italia. Gli
ebrei rappresentano l'unica popolazione
che non si è mai assimilata in
Italia perché essa è costituita
da elementi razziali non europei, diversi
in modo assoluto dagli elementi che
hanno dato origine agli Italiani.
I CARATTERI FISICI E PSICOLOGICI PURAMENTE
EUROPEI DEGLI ITALIANI NON DEVONO ESSERE
ALTERATI IN NESSUN MODO. L'unione
è ammissibile solo nell'ambito
delle razze europee, nel quale caso
non si deve parlare di vero e proprio
ibridismo, dato che queste razze appartengono
ad un ceppo comune e differiscono solo
per alcuni caratteri, mentre sono uguali
per moltissimi altri. Il carattere puramente
europeo degli Italiani viene alterato
dall'incrocio con qualsiasi razza extra-europea
e portatrice di una civiltà diversa
dalla millenaria civiltà degli
ariani. »
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Elenco
dei 10 scienziati italiani firmatari
del manifesto della razza
Lino Businco,
Assistente alla cattedra di Patologia
Generale all'Università di Roma
Lidio Cipriani, Professore incaricato
di Antropologia all'Università
di Firenze
Arturo Donaggio, Direttore della
Clinica Neuropsichiatrica dell'Università
di Bologna, Presidente della Società
Italiana di Psichiatria
Leone Franzi, Assistente nella
Clinica Pediatrica dell'Università
di Milano
Guido Landra, Assistente alla
cattedra di Antropologia all'Università
di Roma
Nicola Pende, Direttore dell'Istituto
di Patologia Speciale Medica
dell'Università di Roma
Marcello Ricci, Assistente alla
cattedra di Zoologia all'Università
di Roma
Franco Savorgnan, Professore
Ordinario di Demografia all'Università
di Roma, Presidente dell'Istituto Centrale
di Statistica
Sabato Visco, Direttore dell'Istituto
di Fisiologia Generale dell'Università
di Roma, Direttore dell'Istituto Nazionale
di Biologia presso il Consiglio Nazionale
delle Ricerche
Edoardo Zavattari, Direttore
dell'Istituto di Zoologia dell'Università
di Roma.
Fonte
http://it.wikipedia.org/wiki/Leggi_razziali_fasciste
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