Editoriali
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Editoriali | 60 secondi
Lettere al direttore

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Giovanni Garibaldi

A Fini gli hanno succhiato il cervello.

17.12.08 - L' ultime parole del ormai considerato "politico saltimbanco" Fini, che ci diletta, con una sua interpretazione storica delle ormai "cotte e stracotte, leggi razziali del 1938”. La bellezza della Politica e la faccia tosta del politico e' di affermare ieri quello che sucessivamente cambia oggi, a suo piacimento e convenienza.

Mi ripeto, io anagraficamente non c' ero, quindi non mi permetto di dare sentenze, affermo solo che "la storia e' storia", scritta da chi l' ha fatta, e' non romanzata, ai fini Holliwood.

Domani arrivera' un' altro "fighetta" a dirci che il nostro periodo e' stato il piu' nefasto e che Fini e compagni sono stati degli "inetti", che non hanno saputo analizzare e prevvedere e trovare soluzioni per il futuro, ai moltissimi problemi del nostro paese.

Non capisco perche, "zucche vuote" non sapendo valutare il presente e operare appropriatamente per il futuro, perdono il tempo a "sparlare e criticare" ill passato.
Per me bisogna cercare dov' e', "il loro interesse personale"?.

Il passato e' passato, la guerra e' guerra. Morte tua vita mea.
Chi non vuole la guerra e conseguentemente la morte, operi per pace, fermando le guerre americane, i buldozer israeliani (vedi video) e la mano ambigua e morta degli inglesi.

Volete la verita' sul passato? Lasciate liberamente esternare a chi sa' la verita' possa esprimere le propie opinioni, per poi confrontarle e capire.
Ma sappiamo che questo non si puo'.
Si e' cucito a tutti la bocca con una Legge, nell' attesa che, chi sa muoia di vecchiaia e chi rimane poi possa dire quello che vuole o raccontare quello che ha visto in qualche pellicola di "cassetta o propaganda" politica.

Perche' gli ebrei, possono fare e dire tutto, e noi no? Questa e' bella. Cosa hanno di diverso da noi? Le palle? Ebbene si !! A questo punto penso propio di si!!

Comunque e' di oggi che un Ebreo da 90, dal nome Bernie Madoff, ha tirato una bella fregatura anche a molti suoi connazzionali.

Ripeto, "creiamo il futuro e lasciamo stare il Passato".


Cosa scriveva il Corriere della Sera all' epoca dell' approvazione delle Leggi?
Eccolo qua!!.

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Corriere della Sera
APPROVATE LE LEGGI PER LA DIFESA DELLA RAZZA ITALIANA
I matrimoni misti sono proibiti. La definizione di "ebreo", le discriminazioni e l'annotazione allo Stato Civile. L'esclusione dagli impieghi statali, parastatali e di interesse pubblico. Le norme concernenti le scuole elementari e medie e gli insegnanti. Gli enti e le aziende da cui sono esclusi i giudei.

Roma, 11 Novembre 1938 - Anno XVII

Con lo schema di decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri, i provvedimenti annunciati in difesa della razza italiana cominciano a prendere veste giuridica e si avviano a diventare funzionanti. Dalle deliberazioni di massima del Gran Consiglio si viene pertanto alla fase esecutiva, con una sollecitudine che non ha tuttavia alcun carattere di precipitazione. I provvedimenti sono stati accuratamente elaborati, in modo che la sacrosanta opera di difesa materiale e spirituale della razza sia assicurata in pieno, senza esitazioni né attenuazioni, e al tempo stesso senza nessuna inutile vessazione verso gli appartenenti ad altre razze. Questi vengono semplicemente risospinti in un settore separato della vita nazionale, dove non possono nuocere. Si provvede ad escludere, cioè, dall'ambiente politico, familiare, scolastico, militare italiano quegli elementi estranei la cui promiscuità minacciava seriamente di guastare i caratteri secolari della nostra antica e forte razza. Si provvede a dare alla società italiana un carattere eminentemente omogeneo, come è necessario oggi in modo speciale, dati gli enormi problemi di affermazione e di consolidamento imperiale che l'Italia di Mussolini si appresta ad affrontare. Non si può naturalmente, in breve spazio, esaminare punto per punto questi storici articoli che costituiscono, per così dire, lo statuto razzista della Nazione italiana. Un commento affrettato sarebbe inutile, e per uno più minuzioso non mancherà, in seguito, il tempo. Dalla semplice lettura degli articoli emerge tosto la cura avuta dal legislatore di contemplare tutti gli aspetti possibili dell'ardua materia, dando alle risoluzioni un carattere giuridicamente inattaccabile e definitivo e, al tempo stesso, facendo proprie le eccezioni e discriminazioni proclamate a suo tempo dal Gran Consiglio Fascista. La situazione degli ebrei in Italia viene così da oggi definita e contemporaneamente, sopra un diverso piano, vengono chiariti i rapporti con gli stranieri in generale, per quanto riguarda i matrimoni: argomento delicato e per il quale il Governo fascista ha giustamente adottato misure limitative. Più che passerà il tempo e si delineeranno i molteplici aspetti della grandiosa contesa internazionale alla quale l'Italia è chiamata a partecipare dalle sue stesse ragioni di vita e di potenza, più appariranno necessarie e preziose le provvidenze adottate per la difesa della razza. Il popolo italiano, che per mezzo di esse avrà assicurata in pieno la propria salute morale, vi troverà un motivo in più per essere grato al Duce che, avendo già nel 1919 scultoriamente prospettato il problema alla coscienza degli uomini politici, ha voluto, dopo la conquista dell'Impero, fare della soluzione di quel problema uno dei capisaldi della nuova marcia in avanti dell'Italia fascista.

Archivio Emeroteca.

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Il testo del Manifesto della Razza

Il 5 agosto 1938 sulla rivista La difesa della razza viene pubblicato il seguente manifesto:

« Il ministro segretario del partito ha ricevuto, il 26 luglio XVI, un gruppo di studiosi fascisti, docenti nelle università italiane, che hanno, sotto l’egida del Ministero della Cultura Popolare, redatto o aderito, alle proposizioni che fissano le basi del razzismo fascista.

LE RAZZE UMANE ESISTONO. La esistenza delle razze umane non è già una astrazione del nostro spirito, ma corrisponde a una realtà fenomenica, materiale, percepibile con i nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da masse, quasi sempre imponenti di milioni di uomini simili per caratteri fisici e psicologici che furono ereditati e che continuano ad ereditarsi. Dire che esistono le razze umane non vuol dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori, ma soltanto che esistono razze umane differenti.

ESISTONO GRANDI RAZZE E PICCOLE RAZZE
. Non bisogna soltanto ammettere che esistano i gruppi sistematici maggiori, che comunemente sono chiamati razze e che sono individualizzati solo da alcuni caratteri, ma bisogna anche ammettere che esistano gruppi sistematici minori (come per es. i nordici, i mediterranei, ecc.) individualizzati da un maggior numero di caratteri comuni. Questi gruppi costituiscono dal punto di vista biologico le vere razze, la esistenza delle quali è una verità evidente.

IL CONCETTO DI RAZZA È CONCETTO PURAMENTE BIOLOGICO.
Esso quindi è basato su altre considerazioni che non i concetti di popolo e di nazione, fondati essenzialmente su considerazioni storiche, linguistiche, religiose. Però alla base delle differenze di popolo e di nazione stanno delle differenze di razza. Se gli Italiani sono differenti dai Francesi, dai Tedeschi, dai Turchi, dai Greci, ecc., non è solo perché essi hanno una lingua diversa e una storia diversa, ma perché la costituzione razziale di questi popoli è diversa. Sono state proporzioni diverse di razze differenti, che da tempo molto antico costituiscono i diversi popoli, sia che una razza abbia il dominio assoluto sulle altre, sia che tutte risultino fuse armonicamente, sia, infine, che persistano ancora inassimilate una alle altre le diverse razze.

LA POPOLAZIONE DELL'ITALIA ATTUALE È NELLA MAGGIORANZA DI ORIGINE ARIANA E LA SUA CIVILTÀ ARIANA
. Questa popolazione a civiltà ariana abita da diversi millenni la nostra penisola; ben poco è rimasto della civiltà delle genti preariane. L'origine degli Italiani attuali parte essenzialmente da elementi di quelle stesse razze che costituiscono e costituirono il tessuto perennemente vivo dell'Europa.

È UNA LEGGENDA L'APPORTO DI MASSE INGENTI DI UOMINI IN TEMPI STORICI.
Dopo l'invasione dei Longobardi non ci sono stati in Italia altri notevoli movimenti di popoli capaci di influenzare la fisionomia razziale della nazione. Da ciò deriva che, mentre per altre nazioni europee la composizione razziale è variata notevolmente in tempi anche moderni, per l'Italia, nelle sue grandi linee, la composizione razziale di oggi è la stessa di quella che era mille anni fa: i quarantaquattro milioni d'Italiani di oggi rimontano quindi nella assoluta maggioranza a famiglie che abitano l'Italia da almeno un millennio.

ESISTE ORMAI UNA PURA "RAZZA ITALIANA"
. Questo enunciato non è basato sulla confusione del concetto biologico di razza con il concetto storico-linguistico di popolo e di nazione ma sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l'Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della Nazione italiana.

È TEMPO CHE GLI ITALIANI SI PROCLAMINO FRANCAMENTE RAZZISTI.
Tutta l'opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del Capo il richiamo ai concetti di razza. La questione del razzismo in Italia deve essere trattata da un punto di vista puramente biologico, senza intenzioni filosofiche o religiose. La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l'indirizzo ariano-nordico. Questo non vuole dire però introdurre in Italia le teorie del razzismo tedesco come sono o affermare che gli Italiani e gli Scandinavi sono la stessa cosa. Ma vuole soltanto additare agli Italiani un modello fisico e soprattutto psicologico di razza umana che per i suoi caratteri puramente europei si stacca completamente da tutte le razze extra-europee, questo vuol dire elevare l'italiano ad un ideale di superiore coscienza di se stesso e di maggiore responsabilità.

È NECESSARIO FARE UNA NETTA DISTINZIONE FRA I MEDITERRANEI D'EUROPA (OCCIDENTALI) DA UNA PARTE E GLI ORIENTALI E GLI AFRICANI DALL'ALTRA.
Sono perciò da considerarsi pericolose le teorie che sostengono l'origine africana di alcuni popoli europei e comprendono in una comune razza mediterranea anche le popolazioni semitiche e camitiche stabilendo relazioni e simpatie ideologiche assolutamente inammissibili.

GLI EBREI NON APPARTENGONO ALLA RAZZA ITALIANA.
Dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria nulla in generale è rimasto. Anche l'occupazione araba della Sicilia nulla ha lasciato all'infuori del ricordo di qualche nome; e del resto il processo di assimilazione fu sempre rapidissimo in Italia. Gli ebrei rappresentano l'unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli Italiani.

I CARATTERI FISICI E PSICOLOGICI PURAMENTE EUROPEI DEGLI ITALIANI NON DEVONO ESSERE ALTERATI IN NESSUN MODO.
L'unione è ammissibile solo nell'ambito delle razze europee, nel quale caso non si deve parlare di vero e proprio ibridismo, dato che queste razze appartengono ad un ceppo comune e differiscono solo per alcuni caratteri, mentre sono uguali per moltissimi altri. Il carattere puramente europeo degli Italiani viene alterato dall'incrocio con qualsiasi razza extra-europea e portatrice di una civiltà diversa dalla millenaria civiltà degli ariani. »

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Elenco dei 10 scienziati italiani firmatari del manifesto della razza
Lino Businco, Assistente alla cattedra di Patologia Generale all'Università di Roma
Lidio Cipriani, Professore incaricato di Antropologia all'Università di Firenze
Arturo Donaggio, Direttore della Clinica Neuropsichiatrica dell'Università di Bologna, Presidente della Società Italiana di Psichiatria
Leone Franzi, Assistente nella Clinica Pediatrica dell'Università di Milano
Guido Landra, Assistente alla cattedra di Antropologia all'Università di Roma
Nicola Pende, Direttore dell'Istituto di Patologia Speciale Medica dell'Università di Roma
Marcello Ricci, Assistente alla cattedra di Zoologia all'Università di Roma
Franco Savorgnan, Professore Ordinario di Demografia all'Università di Roma, Presidente dell'Istituto Centrale di Statistica
Sabato Visco, Direttore dell'Istituto di Fisiologia Generale dell'Università di Roma, Direttore dell'Istituto Nazionale di Biologia presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche
Edoardo Zavattari, Direttore dell'Istituto di Zoologia dell'Università di Roma.

Fonte
http://it.wikipedia.org/wiki/Leggi_razziali_fasciste
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Giovanni GARIBALDI
garibaldi@corrierecaraibi.com







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