Editoriali
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Lettere al direttore

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Giovanni Garibaldi

Stanieri!! Si regala la cittadinanza italiana

28.09.09 - Alcuni Politici, dopo una ricca e abbondante colazione, e dopo aver dato una sbirciata al saldo del loro conto bancario, per verificare l' arrivo dello stipendio, pensano "chi saranno quei coglioni che me lo manterrano fin che campo ......ed oltre?"
Certamente degli italiani non c'e' da fidarsi, hanno gia' cambiato troppe volte ...il fronte.
Quindi non ci resta che sperare negli immigrati, facendoli tutti ...italiani.

Vorrei sapere se c'e' un solo politico che sa dirmi "il costo sociale che avremmo nel prossimo futuro, per un tale repentino provvedimento di nazzionalizzazione massiva?"

Ho vissuto 16 anni all' estero, in una repubblica che voi definireste delle banane, La Repubblica Dominicana. Innanzi tutto io non avrei mai rinunciato alla mia nazionalita' e quindi penso che altrettanto gli stranieri che vengono in Italia, nel loro cuore amano il loro paese, e della nazionalita' Italiana la richiedono solo per ottenere i benefici che questo comporta e non per amor dell' Italia.

Nel paese delle banane, non si parla di Nazionalita', ci si ferma alla Residenza, che viene concessa, dietro la presentazione di un gran numero di documenti e visite mediche con costi che si aggirano sui 1.000 dollari. Fatto questo si ottiene una residenza "Provvisoria" di UN anno. Scaduto l' anno, altra trafila e costi e documenti di Polizia di buona condotta, si ottiene un rinnovo di 2 anni. E cosi' facendo ogni 2 anni con un costo di 50 Euro. Nessun straniero ha diritto al voto.

Io sarei molto rigido e penso che la cittadinanza italiana, deve essere riservata solo a chi nasce da cittadino italiano.
Sulla residenza, che direi revocabile, si potrebbe discutere tempi, metodi, doveri e vantaggi. Sarei intransigente sul rispettare le nostre regole e usanze. Se desiderano farci cambiare o meglio imporci le loro, e' meglio che tornino al loro paese a lottare per cambiare quello che da loro non va.

Gli indocumentati, per me non avrebbero diritto a nulla.....non esistono. Ritornino con i documenti e poi ne parliamo. Come normalmente si richiede a qualsiasi italiano.

Sul caso sbarchi "immigranti e critiche UE" io non perderei tempo, al loro arrivo, le farei una fotografia, una bella doccia, le vestirei, le darei un ricco pranzo, un' altra foto a testimoniare il PRIMA e DOPO, e poi li farei salire su un aereo e li porterei tutti all' ufficio immigrazione della Comunita' Europea, che decidano quando e come ripartirli tra gli Stati Membri.

Chi vende la cittadinanza italiana, per un voto non e' italiano e non mi si parli di integrazione, quando tantissimi di noi non salutano nemmeno il vicino di casa che e' italiano, di quale integrazione parlano con uno straniero.

Nel mondo con i nostri veri italiani siamo gia' "sputanati" abbastanza, cosa succederebbe se concedessimo a tutti la nazionalita'.

L' articolo di seguito che allego cambierebbe titolo in "Sanremo: italiano aggredisce per strada un frate al grido di "Allah è grande" e cosi' tanti altri articoli, sbirciate la cronaca e sostituite a tunisino, pakistano, marocchino, romeno, ecc. ecc "italiano". Ci faremmo una bella pubblicita' all' estero dell' italiano, a meno che scrivessimo senza offesa "italiano ex tusino".

L' articolo che riporto tratto dal "Corriere della Sera", naturalmente e' sfuggito alla "La Repubblica", .................. il perche' lo capite da soli.

Segue la nuda notizia.......che a onor del vero, il sotto titolo si premurava di dire che "non si trattava di una agressione per motivi religiosi", quindi mi domando perche' urlare "Allah e' grande".


Sanremo: tunisino aggredisce per strada un frate al grido di "Allah è grande "

27.09.09 - SANREMO - Al grido di "Allah è grande", un extracomunitario nordafricano, ha massacrato un frate cappuccino a colpi di bottiglia, infierendo sull'uomo con calci e pugni anche quando era ormai a terra. Ora il frate di Sanremo, padre Riccardo, 76 anni, rischia di perdere l'uso di un occhio.

ARRESTO - Per l'aggressione gli uomini della questura di Imperia e del Commissariato di Sanremo hanno arrestato un tunisino di 20 anni, clandestino con precedenti penali. Il ragazzo, che è clandestino già espulso dal territorio nazionale e poi arrestato e scarcerato per possesso di droga, avrebbe avuto col frate una discussione su alcuni simboli religiosi prima dell'aggressione. Ma la polizia, che ha rintracciato il tunisino grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza collocate nella zona, nega che l'aggressione possa aver movente religioso. Starebbe, invece, nella negazione dell'elemosina la causa della violenza perpetrata sul frate. Il tunisino, che adesso si trova in stato di arresto nella cella di sicurezza del commissariato per il reato di immigrazione clandestina, si è rifiutato di rispondere alle domande. La polizia sta aspettando che l'ospedale di Sanremo fornisca notizie sullo stato di salute del frate. Non è escluso che nelle prossime ore possa scattare una denuncia a carico del tunisino per lesioni gravissime. Secondo quanto appreso, la polizia ha accertato che già in passato un altro padre cappuccino era rimasto vittima di analogo episodio che non è mai stato denunciato alle forze di polizia.