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Lettere al direttore

 
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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Giovanni Garibaldi

Difendiamo la liberta´ d´espressione

Ricky Filosa nell´articolo Dussich VS Italia chiama Italia? pubblicato e riproposto al link http://www.italiachiamaitalia.com/ news/122/ARTICLE/2537/2006-11-07.html, difende la sua liberta´ d´ espressione e la liberta´di criticare una persona nell´ambito degli incarichi assunti, sempre nel rispetto umano della persona stessa, io sono solidale con lui nel difendere questa sempre piu´compromessa liberta´.

Caro Ricky molte persone non sanno che:

La libertà d'espressione è libertà di dire o non dire. Ma non di dire, lasciar dire e poi eliminare. Insomma non abbiamo mai censurato i commenti! E se qualcuno non è d'accordo vorrei capire perché. Ditelo! Ancor più bello che aver ragione, per le persone curiose e sensibili, è scoprire di avere torto. Un torto è sempre una ragione in più per il futuro. In fondo non è questa l'esperienza o l'anima del mondo?

La libertà d’informazione consiste nella diffusione di una cosa conosciuta e sicura.

Ciò che noi chiamiamo «informazione» è in realtà un termine tecnico: si tratta di un determinato dato su di una cosa. Questo dato ha per noi un carattere scientifico e deve essere esatto. Un’ informazione è vera o è falsa. Nel momento in cui si hanno due informazioni contraddittorie, una deve far posto all’altra: «non è possibile dire tutto e il contrario di tutto». Le informazioni in nostro possesso possono tuttavia essere incomplete, ma l’ informazione in sé non può essere incompleta poiché si tratta di un dato conosciuto e certo che può essere completato grazie ad altri dati.

Quindi difendiamo la liberta´d´informazione e non lasciamoci censurare. Ma perché? Ma dico stiamo scherzando! Con queste attuazioni siamo impercettibilmente e scandalosamente tornati al fascismo puro.

Giovanni Garibaldi




L'informazione su Internet e le leggi sulla stampa

La legge in questione è la n. 47 dell' 8 febbraio 1948, che dice testualmente: 1. Definizioni di stampa o stampato. - Sono considerate stampe o stampati, ai fini di questa legge, tutte le riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisico-chimici, in qualsiasi modo destinate alla pubblicazione. A prima vista sembra che l'informazione telematica non rientri in questa definizione. Secondo l' interpretazione più diffusa, è chiara l' intenzione del legislatore di disciplinare solo la carta stampata, perché a quel tempo esistevano già i giornali radio.

L' informazione on-line

Vediamo dunque lo stato della normativa, partendo dall' art. 21 della Costituzione: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Questo significa che abbiamo diritto di pubblicare, su Internet o altrove, tutto quello che ci pare (purché non sia contrario alla legge). Ma il secondo comma dell' art. 21 aggiunge: La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell' autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili. Questo comma estende le garanzie per la libertà di espressione

Il problema è la confusione delle regole sull' informazione diversa da quella stampata su carta. Che è stata scritta nel 1948, ma mantiene disposizioni che risalgono all' ordinamento fascista.
Leggi e decreti successivi fino ai giorni nostri non hanno completamente chiarito la situazione, anche se hanno ridotto notevolmente la breccia tra carta stampata e digitale.
Ancora c´e´da correre per correggere. Probabilmente questo Governo potrebbe farci fare un passo indietro sulla liberta´di stampa. Attualmente mi sembra piu´adatto far intervenire l´autorita´ di internet: la polizia postale.


L´ Avvocato di Dussich dichiara che il suo cliente puo´giustamente fregiarsi del titolo di Cavaliere dell´Ordine della Stella della Solidarieta´ Italiana (O.S.S.I.) per Decreto del Presidente della Repubblica del 21 di settembre 2005. Pero´ dobbiamo farle notare che nonostante ci siano gia´ 168.505 Onorificati, alla data di oggi, dopo piu´di un anno nel Sito della Presidenza della Repubblica alla sezione Onorificenze non troviamo Dati Confortanti, e neppure tra tutti i Decreti non e´ancora riportato e oltretutto difficilmente ritrovabile senza il Numero del decreto.
Questo caso ci fa constatare, quindi, quanto sia arretrata la nostra Amministrazione o quanto poca importanza danno alle Onoreficenze.



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Giovanni GARIBALDI
garibaldi@corrierecaraibi.com







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