Difendiamo
la liberta´ d´espressione
Ricky
Filosa nell´articolo
Dussich VS Italia chiama Italia?
pubblicato
e riproposto al link
http://www.italiachiamaitalia.com/
news/122/ARTICLE/2537/2006-11-07.html,
difende la sua liberta´
d´ espressione e la liberta´di
criticare una persona nell´ambito
degli incarichi assunti, sempre
nel rispetto umano della persona
stessa, io sono solidale con lui
nel difendere questa sempre piu´compromessa
liberta´.
Caro
Ricky molte persone non sanno
che:
La
libertà d'espressione
è libertà di dire
o non dire. Ma non di dire, lasciar
dire e poi eliminare. Insomma
non abbiamo mai censurato i commenti!
E se qualcuno non è d'accordo
vorrei capire perché. Ditelo!
Ancor più bello che aver
ragione, per le persone curiose
e sensibili, è scoprire
di avere torto. Un torto è
sempre una ragione in più
per il futuro. In fondo non è
questa l'esperienza o l'anima
del mondo?
La
libertà dinformazione
consiste nella diffusione di una
cosa conosciuta e sicura.
Ciò
che noi chiamiamo «informazione»
è in realtà un termine
tecnico: si tratta di un determinato
dato su di una cosa. Questo dato
ha per noi un carattere scientifico
e deve essere esatto. Un
informazione è vera o è
falsa. Nel momento in cui si hanno
due informazioni contraddittorie,
una deve far posto allaltra:
«non è possibile
dire tutto e il contrario di tutto».
Le informazioni in nostro possesso
possono tuttavia essere incomplete,
ma l informazione in sé
non può essere incompleta
poiché si tratta di un
dato conosciuto e certo che può
essere completato grazie ad altri
dati.
Quindi
difendiamo la liberta´d´informazione
e non lasciamoci censurare. Ma
perché? Ma dico stiamo
scherzando! Con queste attuazioni
siamo impercettibilmente e scandalosamente
tornati al fascismo puro.
Giovanni Garibaldi
L'informazione
su Internet e le leggi sulla stampa
La
legge in questione è la
n. 47 dell' 8 febbraio 1948,
che dice testualmente: 1. Definizioni
di stampa o stampato. - Sono
considerate stampe o stampati,
ai fini di questa legge, tutte
le riproduzioni tipografiche o
comunque ottenute con mezzi meccanici
o fisico-chimici, in qualsiasi
modo destinate alla pubblicazione.
A prima vista sembra che l'informazione
telematica non rientri in questa
definizione. Secondo l' interpretazione
più diffusa, è chiara
l' intenzione del legislatore
di disciplinare solo la carta
stampata, perché a
quel tempo esistevano già
i giornali radio.
L'
informazione on-line
Vediamo dunque lo stato della
normativa, partendo dall' art.
21 della Costituzione: Tutti
hanno diritto di manifestare liberamente
il proprio pensiero con la parola,
lo scritto e ogni altro mezzo
di diffusione. Questo significa
che abbiamo diritto di pubblicare,
su Internet o altrove, tutto quello
che ci pare (purché non
sia contrario alla legge). Ma
il secondo comma dell' art. 21
aggiunge: La stampa non può
essere soggetta ad autorizzazioni
o censure. Si può procedere
a sequestro soltanto per atto
motivato dell' autorità
giudiziaria nel caso di delitti,
per i quali la legge sulla stampa
espressamente lo autorizzi, o
nel caso di violazione delle norme
che la legge stessa prescriva
per l'indicazione dei responsabili.
Questo comma estende le garanzie
per la libertà di espressione
Il
problema è la confusione
delle regole sull' informazione
diversa da quella stampata su
carta. Che è stata scritta
nel 1948, ma mantiene disposizioni
che risalgono all' ordinamento
fascista.
Leggi e decreti successivi fino
ai giorni nostri non hanno completamente
chiarito la situazione, anche
se hanno ridotto notevolmente
la breccia tra carta stampata
e digitale.
Ancora c´e´da correre
per correggere. Probabilmente
questo Governo potrebbe farci
fare un passo indietro sulla liberta´di
stampa. Attualmente mi sembra
piu´adatto far intervenire
l´autorita´ di internet:
la polizia postale.
L´
Avvocato di Dussich dichiara che
il suo cliente puo´giustamente
fregiarsi del titolo di Cavaliere
dell´Ordine della Stella
della Solidarieta´ Italiana
(O.S.S.I.) per Decreto
del Presidente della Repubblica
del 21 di settembre 2005.
Pero´ dobbiamo farle notare
che nonostante ci siano gia´
168.505 Onorificati, alla data
di oggi, dopo piu´di un
anno nel Sito della Presidenza
della Repubblica alla sezione
Onorificenze non troviamo Dati
Confortanti, e neppure tra tutti
i Decreti non e´ancora riportato
e oltretutto difficilmente ritrovabile
senza il Numero del decreto.
Questo caso ci fa constatare,
quindi, quanto sia arretrata la
nostra Amministrazione o quanto
poca importanza danno alle Onoreficenze.