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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Se la "Shoah" figlia "Gaza"……

23.01.08 - Si avvicina il 27 gennaio "Giorno della Memoria". E tutti i giornali, per non dire le TV, grondano notizie lacrimevoli. Tutti con il fermo proposito di ribadirci quanto sono stati cattivi i Tedeschi e gli Europei nel corso della 2a Guerra Mondiale. Soprattutto rispetto agli Ebrei. Degli USA, invece, che hanno internato i Giapponesi e i Tedeschi che vivevano nei loro territori, non si parla. E, su questo, c’è una motivazione solare: gli USA hanno vinto la guerra. E pertanto….. E pertanto avanti tutti a rammentarci la "Shoah".
Sui fatti, avvenuti tra il 1939 e il 1945, andrebbe fatta chiarezza, separando la "realtà" dalla "mistificazione". Solo che non si può: la democratica Europa, sorta dalle macerie della guerra perduta, si è data delle leggine liberticide a norma delle quali è lecito lanciare qualsiasi accusa ed abbellirla di tutti i particolari più o meno raccapriccianti; ma si va in galera a contestare, in tutto o in parte, quanto ci propinano i vincitori della 2a Guerra Mondiale. E pazienza se, nel corso della "guerra fredda", si disse peste e corna dei lager russi. Ed oggi si denunciano i lager cinesi. Quello che importa è il rito della "Shoah", una sorta di religione moderna che sostituisce le antiche fedi.

Fateci caso. Potete dire "credo" oppure "non credo" in Caio Giulio Cesare e/o in Napoleone Bonaparte; potete dire "credo" oppure "non credo" nell’esistenza delle Filippine; potete dire "credo" oppure "non credo" nella Trinità oppure nella Verginità della Madonna. Guai a voi, però, se mettete in dubbio i numeri (6 milioni) della "Shoah" e/o le sue modalità (tutti gasati). E, allora, avanti così. Almeno finché gli Europei non rammenteranno che, per primi, hanno inventato la "filosofia greca" e la "concretezza romana".

No, non vi sciorinerò dubbio alcuno sulla "Shoah" e sui suoi rituali. Ma affermo la sua inutilità. Voglio dire: se il continuo, costante e ripetitivo rito della "Shoah" è celebrato per il piacere di rinfacciare ai Tedeschi e agli Europei i loro misfatti, in parte veri ed in parte inventati, la "Shoah" è tanto utile. Ma se qualcuno si illude che, celebrando la "Shoah", si educhi l’umanità tutta al "bene comune", la "Shoah" ha fallito clamorosamente. Ad un punto tale che, se oggi andate in Palestina, vedrete tanti Nazisti armatissimi che vessano in mille modi i nativi. Nazisti che, essendo affetti da fanatico razzismo, non trovano sufficiente aver rubato la terra ai nativi. Ma devono anche cacciarli dai paesi natali. E quelli che rifiutano di scappare lontano da quella terra tormentata vengono rinchiusi in campi di concentramento a cielo aperto. Ed impediti di avere rapporti con l’esterno. Nazisti, infine, che rivendicano il diritto di darsi uno "Stato ariano". E i nativi vadano dove vogliono.

Ecco: malgrado la "Shoah" predicata da tutti i pulpiti, i Nazisti si sono impadroniti della Palestina, hanno cacciano i nativi dalle loro case e dalle loro terre e li costringono a vivere in condizioni da campo di concentramento. Motivo per cui concludo che la "Shoah", a prescindere dal suo carico di verità e di impostura, non è servita a niente. E il Nazismo, inteso come espressione del male, risorge in modi inaspettati ed insospettabili. E perfino le "vittime di ieri" indossano le vesti dei "carnefici di oggi".



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