Se
la "Shoah" figlia
"Gaza"
23.01.08
- Si avvicina il 27 gennaio
"Giorno della Memoria".
E tutti i giornali, per
non dire le TV, grondano
notizie lacrimevoli. Tutti
con il fermo proposito di
ribadirci quanto sono stati
cattivi i Tedeschi e gli
Europei nel corso della
2a Guerra Mondiale. Soprattutto
rispetto agli Ebrei. Degli
USA, invece, che hanno internato
i Giapponesi e i Tedeschi
che vivevano nei loro territori,
non si parla. E, su questo,
cè una motivazione
solare: gli USA hanno
vinto la guerra. E pertanto
..
E pertanto avanti tutti
a rammentarci la "Shoah".
Sui fatti, avvenuti tra
il 1939 e il 1945, andrebbe
fatta chiarezza, separando
la "realtà"
dalla "mistificazione".
Solo che non si può:
la democratica Europa, sorta
dalle macerie della guerra
perduta, si è data
delle leggine liberticide
a norma delle quali è
lecito lanciare qualsiasi
accusa ed abbellirla di
tutti i particolari più
o meno raccapriccianti;
ma si va in galera a contestare,
in tutto o in parte, quanto
ci propinano i vincitori
della 2a Guerra Mondiale.
E pazienza se, nel corso
della "guerra fredda",
si disse peste e corna dei
lager russi. Ed oggi si
denunciano i lager cinesi.
Quello che importa è
il rito della "Shoah",
una sorta di religione moderna
che sostituisce le antiche
fedi.
Fateci
caso. Potete dire
"credo" oppure
"non credo"
in Caio Giulio Cesare e/o
in Napoleone Bonaparte;
potete dire "credo"
oppure "non credo"
nellesistenza
delle Filippine; potete
dire "credo"
oppure "non
credo" nella
Trinità oppure nella
Verginità della Madonna.
Guai a voi, però,
se mettete in dubbio i numeri
(6 milioni) della "Shoah"
e/o le sue modalità
(tutti gasati). E, allora,
avanti così. Almeno
finché gli Europei
non rammenteranno che, per
primi, hanno inventato la
"filosofia greca"
e la "concretezza
romana".
No,
non vi sciorinerò
dubbio alcuno sulla "Shoah"
e sui suoi rituali.
Ma affermo la sua inutilità.
Voglio dire: se il continuo,
costante e ripetitivo rito
della "Shoah"
è celebrato per il
piacere di rinfacciare ai
Tedeschi e agli Europei
i loro misfatti, in parte
veri ed in parte inventati,
la "Shoah"
è tanto utile. Ma
se qualcuno si illude che,
celebrando la "Shoah",
si educhi lumanità
tutta al "bene comune",
la "Shoah"
ha fallito clamorosamente.
Ad un punto tale che, se
oggi andate in Palestina,
vedrete tanti Nazisti armatissimi
che vessano in mille modi
i nativi. Nazisti che, essendo
affetti da fanatico razzismo,
non trovano sufficiente
aver rubato la terra ai
nativi. Ma devono anche
cacciarli dai paesi natali.
E quelli che rifiutano di
scappare lontano da quella
terra tormentata vengono
rinchiusi in campi di concentramento
a cielo aperto. Ed impediti
di avere rapporti con lesterno.
Nazisti, infine, che rivendicano
il diritto di darsi uno
"Stato ariano".
E i nativi vadano dove vogliono.
Ecco:
malgrado la "Shoah"
predicata da tutti i pulpiti,
i Nazisti si sono impadroniti
della Palestina, hanno cacciano
i nativi dalle loro case
e dalle loro terre e li
costringono a vivere in
condizioni da campo di concentramento.
Motivo per cui concludo
che la "Shoah",
a prescindere dal suo carico
di verità e di impostura,
non è servita a niente.
E il Nazismo, inteso come
espressione del male, risorge
in modi inaspettati ed insospettabili.
E perfino le "vittime
di ieri" indossano
le vesti dei "carnefici
di oggi".