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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Segno dei tempi

02.02.08 - Un antico saggio diceva: "so di non sapere". E così dico anche io, modestissimo commentatore del mondo che mi circonda.
Tanto per dire: io non so se l’attentato dell’11 Settembre 2001 che ha distrutto le "Due Torri" a New York sia stata opera di "fanatici mussulmani" oppure se certi circoli guerrafondai yankees lo abbiano "fabbricato in casa". Per avere una qualche giustificazione alla loro politica avventuristica, volta a depredare il mondo intero delle sue materie prime. Non so neppure se Bush, affermando di "essere ispirato da Dio", dice il vero oppure mente spudoratamente. Ammesso che il Presidente USA dica il vero, c’è comunque da chiedersi se la "entità" con cui Bush colloquia sia il "Buon Dio" oppure il "Diavolo". E, visti i risultati, c’è da sospettare che, ammesso che Bush dica il vero, ad ispirarlo sia stata una qualche entità diabolica.

Ammettiamo, in ogni caso, che l’attentato alle Due Torri sia stato opera dei "nemici"; ammettiamo anche la buonafede di Bush che si dice "ispirato da Dio", è certo però che in prosieguo di tempo la politica degli USA ha manifestato tutta la sua doppiezza. Perché…. Perché, se era credibile l’invasione dell’Afganistan, da cui parevano partiti gli ordini per l’attentato a New York, l’invasione dell’Iraq dimostrava che gli USA portavano avanti un loro progetto geostrategico. E che detto progetto si basava su un vecchio e squallido colonialismo: drenare, a favore degli USA, le materie prime dei Popoli aggrediti ed invasi.

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Successe, dunque che, mentre l’Europa tutta seguì gli USA nella "avventura afgana", l’Europa si divise quando Bush propose la "avventura irachena". E questa frattura tra USA ed Europa e, all’interno dell’Europa, tra "americanisti" ed "europeisti" continua a suscitare dissensi e polemiche tra le due sponde dell’Atlantico. Passa Chirac e subentra Sarkozy, passa Schröder e subentra la Merkel, ma i problemi restano. Tali e quali. E, se il nuovo Presidente francese e la nuova Cancelliera tedesca avevano tentato di superare le vecchie frattura, i problemi sono sempre lì. A crearne di nuove.

Succede, dunque, che la "democratizzazione dell’Afganistan" non fa "passi avanti" ma "passi indietro". E allora Bush, che si dice "in continuo contatto con Dio", chiede, tramite la NATO, che gli Europei aumentino le truppe da stanziare in Afganistan e si impegnino a partecipare attivamente alle "campagne di guerra". Al momento tace la Francia e tace l’Italia. Ma risponde la Germania. Osservando:

La Germania ha inviato 3.200 soldati in Afganistan. Non li ritira per "spirito di bandiera", ma non intende aumentarne il numero; I soldati tedeschi, ai quali sono state assegnate determinate zone, si sono adoperati per "pacificarle". Dopo avere pacificato le zone loro assegnate, non sono disponibili a spostarsi in zone assegnati ad altri contingenti e che non sono state pacificate.
Nessuno critica apertamente la "politica bellicista" degli USA. Che si fa sorda alle tante proposte europee di spostare il "problema afgano" dal "piano militare" al "piano politico", organizzando una "conferenza di pace". Ma nessuno è disposto a sfidare l’opinione pubblica europea, contraria alla guerra, inviando altri soldati in Afganistan.

Va osservato che esiste una opinione pubblica europea contraria alla guerra. Manca, invece, un Movimento politico che se ne faccia portavoce. Ma questo andrebbe spiegato ai tanti "ducetti" e "ducini" che escogitano mirabolanti strategie per conquistare un qualche "posto a sedere" nei vari Parlamenti nazionali. Ma non sanno capire, capire ed interpretare, i motivi profondi per affermare una chiara e precisa "identità italiana ed europea".

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(1) "La Merkel gela gli USA: non invierò altre truppe" in "Corriere della Sera" del 2 febbraio 2008, pagina 5.



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