Fini:
da "Giuda Iscariota"
a "Maddalena pentita"
03.02.08 - Sono stato sempre
convinto che la "Storia" non procede lungo una "linea
retta" ma ha un "moto
circolare". No, questa
teoria non lho inventato
io; la trovate in tutte le
scienze tradizionali. Ed io
lho scoperto grazie
ad Evola. Non pensavo, però,
che Fini mi convincesse della
bontà della "tesi
tradizionale". Succede,
invece, che Fini fa lennesima
capriola (1) (2). E torniamo
punto e daccapo.
Appartiene alla storia che
nel mondo ci fu il 68.
Ed appartiene alla storia
che Evola se ne disse interessato.
Anche gli "ambienti
giovanili" del MSI
avevano avviato un "colloquio" coi loro dirimpettai della
sinistra. Solo che Almirante,
Caradonna ed altri si precipitarono
a Villa Giulia picchiando
i "sessantottini".
E, da allora, niente più colloquio. Anzi i missini
furono visti come la "guardia
bianca" dei poteri
costituiti. E, da allora,
la storia ha marciato in una
certa direzione.
Ieri,
intervenendo ad un convegno,
Fini ribalta le carte. Rimpiangendo
il "mancato colloquio
coi giovani del 68".
Mi commuoverei se non fossi
un "vecchio cinico".
Solo che da vecchio cinico
rammento le tappe della mirabolante
carriera del Presidente di
AN:
1. "Fedelissimo
di Almirante" che
lo fece eleggere deputato,
lo impose come Segretario
Nazionale del Fronte della
Gioventù e lo designò come "delfino" alla guida del MSI-DN;
2. "Giuda Iscariota"
che, a Fiuggi, andò ben oltre le direttive del
defunto Almirante. Rinnegando
il Fascismo e dandone in svariate
occasioni giudizi negativi
e sprezzanti;
3. "Maddalena pentita"
oggi che tutte le certezze
traballano e non si sa più che cosa ci riserva il futuro
prossimo venturo.
Insomma, Fini parla e si esprime
secondo le "contingenze
del momento". E,
poiché le contingenze
sono mutevoli, a Fini non
resta che girare attorno a
se stesso, come una banderuola.
Ma sbaglierebbe chi pensasse
che Fini cambia opinione:
sono le contingenze che cambiano,
Fini resta "fedele
a se stesso". Ed
alla sua luminosa carriera.
La "politica"?
E, notoriamente, una "puttana".
Cè forse da meravigliarsi
se Fini pensa e parla da "puttano"?
Date, dunque, ampio consenso
a Fini: sputatelo pure.
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"Fini e il 68:
la destra perse unoccasione"
in "Corriere della
Sera" del 3 febbraio
2008, pagina 6;
"Fini, mea culpa su
destra e Sessantotto" in "REPUBBLICA" del 3 febbraio 2008, pagina
6.