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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Fini: da "Giuda Iscariota" a "Maddalena pentita"

03.02.08 - Sono stato sempre convinto che la "Storia" non procede lungo una "linea retta" ma ha un "moto circolare". No, questa teoria non l’ho inventato io; la trovate in tutte le scienze tradizionali. Ed io l’ho scoperto grazie ad Evola. Non pensavo, però, che Fini mi convincesse della bontà della "tesi tradizionale". Succede, invece, che Fini fa l’ennesima capriola (1) (2). E torniamo punto e daccapo.

Appartiene alla storia che nel mondo ci fu il ’68. Ed appartiene alla storia che Evola se ne disse interessato. Anche gli "ambienti giovanili" del MSI avevano avviato un "colloquio" coi loro dirimpettai della sinistra. Solo che Almirante, Caradonna ed altri si precipitarono a Villa Giulia picchiando i "sessantottini". E, da allora, niente più colloquio. Anzi i missini furono visti come la "guardia bianca" dei poteri costituiti. E, da allora, la storia ha marciato in una certa direzione.

Ieri, intervenendo ad un convegno, Fini ribalta le carte. Rimpiangendo il "mancato colloquio coi giovani del ‘68". Mi commuoverei se non fossi un "vecchio cinico". Solo che da vecchio cinico rammento le tappe della mirabolante carriera del Presidente di AN:

1. "Fedelissimo di Almirante" che lo fece eleggere deputato, lo impose come Segretario Nazionale del Fronte della Gioventù e lo designò come "delfino" alla guida del MSI-DN;

2. "Giuda Iscariota" che, a Fiuggi, andò ben oltre le direttive del defunto Almirante. Rinnegando il Fascismo e dandone in svariate occasioni giudizi negativi e sprezzanti;

3. "Maddalena pentita" oggi che tutte le certezze traballano e non si sa più che cosa ci riserva il futuro prossimo venturo.

Insomma, Fini parla e si esprime secondo le "contingenze del momento". E, poiché le contingenze sono mutevoli, a Fini non resta che girare attorno a se stesso, come una banderuola. Ma sbaglierebbe chi pensasse che Fini cambia opinione: sono le contingenze che cambiano, Fini resta "fedele a se stesso". Ed alla sua luminosa carriera.

La "politica"? E’, notoriamente, una "puttana". C’è forse da meravigliarsi se Fini pensa e parla da "puttano"?
Date, dunque, ampio consenso a Fini: sputatelo pure.


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"Fini e il ’68: la destra perse un’occasione" in "Corriere della Sera" del 3 febbraio 2008, pagina 6;
"Fini, mea culpa su destra e Sessantotto" in "REPUBBLICA" del 3 febbraio 2008, pagina 6.


 
 

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