Mi
perviene un articolo di scottante
attualità, che giro
a tutti voi. Per scrupolo
ometto lindirizzo e
i titoli professionali dellAutore
dellarticolo/denuncia
che vi sottopongo. Ciaoeuropa
E
in corso un attentato alla
Costituzione?
17.02.08 - Dopo oltre sessantanni
dallentrata in vigore
della costituzione (1 gennaio
1948), promulgata il 27 dicembre
1947, e per effetto del divieto
di cui alla XII disposizione
transitoria della medesima,
da cui presero le mosse le
conseguenti leggi liberticide
volute dal regime antifascista
ed escogitate dal poliziotto
ministro Scelba, la citata
d.t. è ancora vigente.
Oggi, mentre un bailamme di
partiti e partitini, molti
dei quali senza passato e
senza futuro, abbaiano per
contendersi accanitamente
losso, e la polpa, del
potere, cè un
partito che esiste, ma che
non si deve mostrare, e che
non si può neanche
nominare. E un partito
che sfida il regime liberticida,
e sventola audacemente, quasi
temerariamente, i suoi vessilli
onusti di ideali, di memorie
storiche gloriose ed onorate,
e anche del sangue dei suoi
caduti e dei suoi martiri.
E il Partito Fascista Repubblicano,
che tenacemente, ma invano,
bussa alle porte del Parlamento
per esercitare un sacrosanto
diritto, quello sancito dallart.
49 della costituzione, che
testualmente recita: "Tutti
i cittadini hanno diritto
di associarsi liberamente
in partiti per concorrere
con metodo democratico a determinare
la politica nazionale".
E dunque chiaro ed esplicito
che tutti i cittadini
hanno il citato diritto. Tutti,
e cioè nessuno escluso,
nemmeno quelli di fede fascista.
Nonostante
ciò, se un cittadino
voglia costituire il Partito
fascista, può farlo
solo teoricamente, registrando
lo statuto presso qualunque
Ufficio del registro dello
Stato, o presso un notaio
non pusillanime, con lesborso
simultaneo di una tassa di
168 Euro. Infatti, una simile
iniziativa, in occasione di
elezioni, è senza effetto,
perché gli viene negato
il diritto di parteciparvi,
a causa del divieto di cui
alla XII d.t., che qui di
seguito riproduco: "E vietata la riorganizzazione,
sotto qualsiasi forma, del
disciolto partito fascista".
Ho più volte affrontato
il problema, anche promuovendo
personalmente, nel 2002, un
giudizio contro lo Stato italiano
avanti alla Corte europea
di Strasburgo per la tutela
dei diritti delluomo,
conculcati nelle nazioni di
appartenenza. Dopo oltre due
anni, finalmente ottenni la "sentenza",
che tale non era, in realtà,
ma una insignificante letterina
con cui mi si informava che
la domanda era stata respinta
perché inammissibile
(??) e che contro la decisione
non si poteva appellare. Il
tutto senza motivazione alcuna,
nemmeno apparente. Appellai
ugualmente, ottenendo unaltra
brevissima e immotivata reiezione,
imparando così che
lantifascismo vigeva
arrogantemente dovunque, secondo
gli ordini degli occupanti
americani.
Ho
sollevato allora il problema,
con articoli e pubblicazioni,
sempre sotto il profilo strettamente
legale, eccependo linefficacia
della citata disposizione
transitoria, appartenendo,
tale tipo di norme, a quelle
che, per loro natura, sono
destinate ad avere vigenza
breve, due, tre anni, poco
più poco meno. E cioè
il tempo necessario al coordinamento
della nuova normativa con
la vecchia. Avviene invece
che la XII d.t., pur risalendo
al 1948, e pur essendo stato
coordinato quanto doveva esserlo,
venga ancora abusivamente
applicata, e sia quasi equiparata,
in modo anomalo e surrettizio,
al testo vero e proprio della
costituzione! Penso che soltanto
nellItalia di oggi la
faziosità possa raggiungere
gli attuali livelli patologici.
Si può addirittura
affermare che essa contrasti
perfino con la volontà
del costituente del 1947,
che non peccava certo di simpatie
e di benevolenza verso il
fascismo, e che, dimostrando
di voler limitare nel breve
termine la durata del divieto,
la collocò nelle disposizioni
transitorie. Esso agì,
in sostanza, con maggiore
moderazione ed equilibrio
dellattuale antifascismo:
fanatico, fazioso, protervo,
sempre più radicalizzato
senza motivo. Ma la verità
è certamente unaltra
ed è che il medesimo
teme che una nazione come
lItalia, disgustata
dalla corruzione, dallinefficienza,
dalla carenza di dignità
nazionale da esso praticate
in oltre sessanta anni di
strapotere, scorga nel Fascismo
làncora di salvezza,
e rappresenti pertanto un
forte e temibile concorrente.
E
dunque lattuale potere
politico, con evidente malizia,
fa il morto, e non affronta,
perché non lo vuole
affrontare, il tema dellabrogazione
della norma transitoria liberticida,
preferendo mantenerla in vita,
comunque, il più a
lungo possibile.
Affronto
ora il tema più importante,
cioè quello di appurare
se il Capo dello Stato, restando
inerte, nonostante le sollecitazioni
a lui giunte più volte
anche da parte di chi scrive
questa nota, stia osservando
o meno il giuramento di osservanza
della costituzione. Dispone
infatti lart. 91 della
medesima che "il Presidente
della Repubblica, prima di
assumere le sue funzioni,
presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza
della Costituzione dinanzi
al Parlamento in seduta comune".
Come è evidente, il
costituente del 1947 volle
conferire a tale cerimonia
una particolare solennità,
per dimostrare limportanza
che ad essa intendeva attribuire,
esigendo da ogni neo Capo
dello Stato il giuramento
su due punti essenziali: fedeltà alla repubblica;
osservanza della costituzione.
Cè
allora da chiedere al Capo
dello Stato se ritenga che
stia osservando la costituzione,
secondo limpegno contratto
col solenne giuramento prestato,
o se non stia invece ponendo
in essere, con atti omissivi
continuati, un vero e proprio
attentato alla medesima, come
previsto dallart.90,
comma primo, ipotesi seconda,
impedendo deliberatamente
a parte dei cittadini italiani
di esercitare limportantissimo
diritto di costituirsi in
partito sancito dallart.49.
E vero che labrogazione
delle leggi non rientra fra
i compiti del Capo dello Stato,
ma non è ammissibile
che il medesimo, trascurando
la dovuta attenzione a certi
problemi, non si sia ancora
accorto, o non si accorga,
o finga di non accorgersi,
o non voglia accorgersi, della
vigenza, a dir poco anomala,
di una disposizione transitoria
quasi divenuta, paradossalmente
e illegalmente, legge di merito,
cessando di essere, di fatto,
norma transitoria, quasi da
trasferire nel testo, che
intanto viene lasciata vivere
e viene applicata a tempo
indeterminato in piena mala
fede. La circostanza potrebbe
essere priva di valore se
non fosse che, guarda caso,
la XII d.t. è proprio
quella che regge e sostiene
in vita un divieto, assai
comodo e gradito a tutto lantifascismo,
ma odioso e ripugnante per
tanti cittadini che in forza
di essa vengono privati ingiustamente
di un diritto sancito dalla
costituzione. E chiaro
che si vuole deliberatamente
impedire, con la tecnica del
pesce in barile e con lo stile
di un regime che, non potendo
più mostrare ed esercitare
il suo vero volto e le sue
vere caratteristiche truci
di un passato scellerato non
troppo lontano, agisce con
somma ipocrisia, tenendo in
vita la norma in questione
col sottinteso e agognato
fine di impedire il più
a lungo possibile lingresso
in parlamento di un partito
dichiaratamente fascista.
Questo
messaggio lo trasmetto, per
e mail, a una trentina di
giornali, e direttamente al
Capo dello Stato. E chiedo,
con estrema e consapevole
severità, che mi si
dica se sia in corso o meno
un vero e proprio attentato
alla costituzione. Ove la
risposta fosse negativa, il
che è inverosimile,
chiedo che se ne enunci la
motivazione.
Chi
risponderà? Quanti
direttori? E il Capo dello
Stato, che cosa potrà
dire di fronte allevidenza?
Non si dimentichi che il Capo
dello Stato, a Camere sciolte,
sta ritenendo possibile, in
questi giorni, che si possa,
anzi che si debba, procedere
alla ratifica del Trattato
di Lisbona!
Salvatore
Macca
(si
omette di pubblicare lindirizzo
per questioni di privacy)