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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Fascismo & dintorni

11.03.08 - Il "caso Ciarrapico" irrompe nelle Nazionali 2008. E, come di consueto, a grattarci dentro ci trovate molta "furberia". Furbo Berlusconi che mette in lista Ciarrapico al preciso scopo di raccogliere i voti dei "nostalgici"; furbo Ciarrapico che rilascia dichiarazioni da "fascista scemo". Già: lo stesso, pur dichiarandosi fascista, anzi "fascistissimo", ha frequentato tutte le chiese e tutte le sacrestie. Compresa una pubblica capatina all’inaugurazione del "Partito Democratico" (1). Insomma Ciarrapico, a parole, è "fascista" ma, nei fatti, ha navigato in tutti i mari e in tutti gli oceani, da provetto marinaio.

Qualcosa da obiettare? E, allora, "scagli la prima pietra chi è senza peccato". Io, per me, mi astengo. E dunque lasciamo Gianfranco Fini a strillare e a strepitare. Fini, in fatto di Fascismo, è "verginello": può dunque fare la voce grossa. Sempre meglio di Storace, Santanché & Compagnia cantante che parlano di "Destra", di "ideali" e di "sogni". Ma non chiariscono se sono per la "identità" italiana ed europea oppure per la supina "acquiescenza" agli USA e ad Israele.

Tanto per chiedere: chi è per la chiusura delle 113 basi militari USA dislocate in Italia? Chi chiede il ritiro dei 10.000 soldati italiani inviati fuori dai confini nazionali a "combattere le guerre americane"? A queste domande, tutti i candidati delle Nazionali 2008 oppongono un "fragoroso silenzio". Silenzio che rompono solo per starnazzare per le dichiarazioni di Ciarrapico. Che, ripeto, sono fatte al preciso scopo di catturare i voti dei "nostalgici": un "fascista scemo" che si offre ai tanti "nostalgici scemi". Su questo ha ragione Riccardo Pacifici, della Comunità ebraica romana, che parla di "fascismo all’amatriciana" (2).

E siamo giunti al punto dolente. In Italia ci stanno tanti "Italyoti" che non si pongono il problema della "identità" ma sono assillati dal desiderio di apparire "giusti" agli occhi degli USA e di Israele. Lasciamoli, dunque, alla loro squallida dignità di "ascari". Mette conto rilevare che, in questo casino, si salvano solo gli Ebrei. E difatti, appena saputo delle dichiarazioni di Ciarrapico, la Nirenstein e Ruben si sono mobilitati ponendo un problema di "compatibilità".

Valga per tutti loro quanto dichiarato da Riccardo Pacifici: "Siamo fortemente preoccupati quando esponenti politici rivendicano l’orgoglio fascista" (2). Gli stessi medesimo Nirenstein, Ruben e Pacifici non sono preoccupati per gli spettacoli nefandi che si consumano in Palestina; sono invece "preoccupati" se qualcuno si dice fascista. Ed hanno ragione: il fascismo è stato proibito dagli "USA liberatori". Il sionismo, invece, trionfa su tutti i fronti. All’insegna della perfidia che recita: "fotti e piangi, piangi e fotti". E trionferà fino a quanto gli Italiani, svegliandosi da un lungo letargo, non risponderanno: "siamo stufi delle vostre lagne".

Fascismo NO e Sionismo SI? E chi ha dettato una simile sconcia legge? Roba da rompere la Tavola, su cui è scritta, sulla testa del "novello Mosé" che venisse a proporcela.

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1) "Quella visita nel 2007 all’assemblea del PD" in "Corriere della Sera" dell’11 marzo 2008, pagina 8;

2) "Nel ’44 proteggemmo una famiglia israelita" in "Corriere della Sera" dell’11 marzo 2008, pagina 8.




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