Fascismo
& dintorni
11.03.08
- Il "caso Ciarrapico"
irrompe nelle Nazionali 2008.
E, come di consueto, a grattarci
dentro ci trovate molta "furberia".
Furbo Berlusconi che mette in
lista Ciarrapico al preciso
scopo di raccogliere i voti
dei "nostalgici";
furbo Ciarrapico che rilascia
dichiarazioni da "fascista
scemo". Già:
lo stesso, pur dichiarandosi
fascista, anzi "fascistissimo",
ha frequentato tutte le chiese
e tutte le sacrestie. Compresa
una pubblica capatina allinaugurazione
del "Partito Democratico"
(1). Insomma Ciarrapico, a parole,
è "fascista"
ma, nei fatti, ha navigato in
tutti i mari e in tutti gli
oceani, da provetto marinaio.
Qualcosa da obiettare? E, allora,
"scagli la prima
pietra chi è senza peccato".
Io, per me, mi astengo. E dunque
lasciamo Gianfranco Fini a strillare
e a strepitare. Fini, in fatto
di Fascismo, è "verginello":
può dunque fare la voce
grossa. Sempre meglio di Storace,
Santanché & Compagnia
cantante che parlano di "Destra",
di "ideali"
e di "sogni".
Ma non chiariscono se sono per
la "identità"
italiana ed europea oppure per
la supina "acquiescenza"
agli USA e ad Israele.
Tanto
per chiedere: chi è
per la chiusura delle 113
basi militari USA dislocate
in Italia? Chi chiede il ritiro
dei 10.000 soldati italiani
inviati fuori dai confini
nazionali a "combattere
le guerre americane"?
A queste domande, tutti
i candidati delle Nazionali
2008 oppongono un "fragoroso
silenzio". Silenzio
che rompono solo per starnazzare
per le dichiarazioni di Ciarrapico.
Che, ripeto, sono fatte al
preciso scopo di catturare
i voti dei "nostalgici":
un "fascista scemo"
che si offre ai tanti "nostalgici
scemi". Su questo
ha ragione Riccardo Pacifici,
della Comunità ebraica
romana, che parla di "fascismo
allamatriciana"
(2).
E
siamo giunti al punto dolente.
In Italia ci stanno tanti
"Italyoti"
che non si pongono il problema
della "identità"
ma sono assillati dal desiderio
di apparire "giusti"
agli occhi degli USA e di
Israele. Lasciamoli, dunque,
alla loro squallida dignità
di "ascari".
Mette conto rilevare che,
in questo casino, si salvano
solo gli Ebrei. E difatti,
appena saputo delle dichiarazioni
di Ciarrapico, la Nirenstein
e Ruben si sono mobilitati
ponendo un problema di "compatibilità".
Valga
per tutti loro quanto dichiarato
da Riccardo Pacifici: "Siamo
fortemente preoccupati quando
esponenti politici rivendicano
lorgoglio fascista"
(2). Gli stessi medesimo Nirenstein,
Ruben e Pacifici non sono
preoccupati per gli spettacoli
nefandi che si consumano in
Palestina; sono invece "preoccupati"
se qualcuno si dice fascista.
Ed hanno ragione: il fascismo
è stato proibito dagli
"USA liberatori".
Il sionismo, invece, trionfa
su tutti i fronti. Allinsegna
della perfidia che recita:
"fotti e piangi,
piangi e fotti".
E trionferà fino a
quanto gli Italiani, svegliandosi
da un lungo letargo, non risponderanno:
"siamo stufi delle
vostre lagne".
Fascismo
NO e Sionismo SI? E chi
ha dettato una simile sconcia
legge? Roba da rompere la
Tavola, su cui è scritta,
sulla testa del "novello
Mosé" che
venisse a proporcela.
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1) "Quella visita
nel 2007 allassemblea
del PD" in "Corriere
della Sera" dell11
marzo 2008, pagina 8;
2) "Nel 44
proteggemmo una famiglia israelita"
in "Corriere della
Sera" dell11
marzo 2008, pagina 8.
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