Frau
Merkel "parla tedesco"
ma "argomenta in giudaico"
19.03.08
- Mi è capitato di leggere
che Frau Merkel, Cancelliera
della Repubblica Federale Tedesca,
è "figlia
di un pastore luterano" e "figlia di mamma
ebrea". Leggendo
una simile notizia, ho fatto
spallucce: "E che
vuol dire? Si vuole forse enunciare
una sorte di determinismo tra
la propria nascita e il proprio
essere? Roba da razzismo più o meno biologico".
Contrariamente a quello che
dicevano i Nazisti, io non penso
e non credo che le "virtù" si trasmettano da padre in figlio.
E, contrariamente a quello che
sostengono gli Ebrei, io non
penso e non credo che le "colpe" dei padri si trasmettano ai
figli e ai nipoti.
Oggi temo che dovrò fare
chiarezza nel mio modo di pensare
e concepire il mondo e le vicende
umane. Leggo, difatti, che Frau
Merkel è andata a Gerusalemme
ed ha tenuto alla Knesset uno
strano discorso (1). Lo ha tenuto
inframmezzando la lingua tedesca
e la lingua ebraica. E, poiché lo "argomentare"
di Frau Merkel distrugge molte
delle mie certezze (1), cercherò di analizzarlo.
Nella
prima parte del suo discorso
Frau Merkel accetta la "vulgata
holocaustica" nella
sua interezza: 6 milioni
di morti e tutti morti perché gassati. E la versione
ufficiale, autentica "propaganda
di guerra". La verità
è molto diversa. Perché,
se è vero che gli Ebrei
subirono molti lutti e crudeli
sofferenze, quel numero è certamente esagerato. E, in
ogni caso, molte delle morti
non sono da attribuire a "volontà omicida", ma alle
crudeli condizioni tipiche
di un campo di concentramento.
Sia come sia, su questa prima
parte del discorso di Frau
Merkel io non metterei bocca.
Limitandomi ad osservare che
ciascuno è "libero" di credere a qualsiasi "leggenda".
Tanto per dire: io credo fermamente
che Romolo e Remo sono figlio
di Marte e sono stati allevati
dalla "Lupa romana";
gli Ebrei, invece, credono
che Dio sia sceso sulla terra
a "stringere alleanza
con Abramo" ai danni
dei popoli della Terra. Dio,
dunque, che noi chiamiamo
il "Buon Dio",
avrebbe creato i tutti i popoli;
ma avrebbe dato tutti i popoli
in mano al popolo ebraico. Sono leggende. Ed è
giusto che ciascuno coltivi
le sue, sorridendo più o meno beffardo alle leggende
altrui. Quello
che, invece, non mi convince è la conclusione che
Frau Merkel trae da certi
suoi convincimenti fideistici.
Totale solidarietà allo "Stato di Israele"
ed impegno a sostenerlo nelle
sue richieste di impedire
che lIran si doti dellenergia
atomica. Perché ci
si può chiedere se
Frau Merkel, parlando in lingua
tedesca, enunci un "fatto
vero e reale" (il
genocidio) e la responsabilità dei Tedeschi in quel fatto
orribile oppure si faccia
sciocca ripetitrice di una
impostura propagandistica.
Ma le conclusioni dovrebbero
essere univoche: se i Tedeschi
hanno realmente commesso quei
delitti, siano i Tedeschi
a pagarne le conseguenze. Perché
quale che sia la verità
storica, è fuori discussione
che i "fatti"
si sono sviluppati in Europa
e sono stati commessi dai
Tedeschi. Pertanto non si
vede e non si capisce perché
dovrebbero essere i Palestinesi
a pagare per le colpe dei
Tedeschi. E perché,
sempre per colpa dei Tedeschi,
lIran dovrebbero subire
delle limitazioni che non
vengono applicate agli USA,
alla Russia, alla Cina, allIndia
e al Pakistan.
A
me pare che Frau Merkel, dichiarando
vero e reale il "genocidio" commesso in Germania dai Tedeschi,
voglia spalleggiare eventuali
altri genocidi da consumare
in Palestina e nel Vicino
Oriente. E, allora, concludo: "Frau Merkel, ha
parlato in lingua tedesca
alla Knesset ma ha sposato
le motivazioni e le argomentazioni
della Stato di Israele".
Motivazioni ed argomentazioni
che non hanno alcuna consistenza
logica. Che poi lo abbia fatto
perché "tedesca",
perché "figlia
di pastore luterano"
o perché "figlia
di madre ebrea" lo
lascio alla sua coscienza.
Ammesso che ne abbia una.
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(1) "Applausi alla
Knesset per la cancelliera.
La Merkel convince Israele.
In tedesco" in "Corriere della Sera" del 19 marzo 2008, pagina
19. |