Noi
& Lor Signori
06.04.08 - Mi era stato inviato
un articolo con delle proposte
per risolvere il "caso
ALITALIA". E lo avevo
memorizzato per il prossimo
numero di "Ciaoeuropa".
Oggi leggo le sconcertanti dichiarazioni
di Tommaso Padoa Schioppa che
limprovvido Prodi ha messo
a capo del Ministero del Tesoro
di questa "repubblichetta
democratica ed antifascista"
(1). Ed allora ve lo sottopongo
in anteprima.
Con lavvertenza che Nando
Ventra è un vecchio signore
che vive a Palermo e che, in
questi 60 anni di "democrazia
antifascista", non
ha fatto carriera politica,
avendo sposato gli ideali identitari
e sociali del Fascismo. Prodi
e Tommaso Padoa Schioppa, invece,
sono ai vertici di questa democrazia
di merda, asservita al grande
capitale finanziario. A voi
il giudizio.
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(1) "ALITALIA, ultimatum
di Padoa Schioppa"
in "Corriere della Sera"
del 6 aprile 2008, pagina 8.
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ALITALIA?
Socializziamola!
"Mentre taluni punti
del programma di Verona sono
stati scavalcati dalla successone
degli eventi militari, realizzazioni
più concrete sono state
attuate nel campo economico
e sociale. I punti XI, XII e
XIII sono fondamentali.....
e hanno trovato nella legge
sulla SOCIALIZZAZIONE la loro
pratica applicazione.... Gli
operai, dapprima alquanto scettici,
ne hanno poi compreso l'importanza.
La sua effettiva realizzazione
è in corso...... Il seme
è gettato. Qualunque
cosa accada, questo seme è
destinato a germogliare......"
(Benito Mussolini). Quanto sopra
è tratto dal discorso
tenuto al Teatro Lirico di Milano
nel 1944....
Qualche
giorno fa, Gianfranco Fini,
forse folgorato per un attimo
dalla lucidità che
da tempo ha perduto, parlando
di Berlusconi e forse riferendosi
più ampiamente alla
classe politica dominante,
lui compreso, ha parlato di
"comiche finali"
... poi come comico, è
stato superato da quel Franceschini
che ha affermato che gli italiani
devono votare guardando Berlusconi
e Veltroni nel profondo degli
occhi... per vedere chi è
più sincero....
Sperando
di batterli tutti e due, e
stabilire un primato, ieri,
il signor Prato ha detto che
per "salvare l'ALITALIA
ci vuole solo un esorcista"
che la liberi dalla maledizione...
E qui saremmo veramente arrivati
al massimo delle comiche possibili
se purtroppo invece non ci
fosse proprio niente da ridere
di fronte a tali idiozie.
Forse sarebbe meglio piangere.
Piangere
per la disperazione di tutte
quelle migliaia di famiglie
che vedono lo spettro della
miseria e della disoccupazione
a seguito dei licenziamenti
che ogni giorno sembrano più
inevitabili per migliaia di
lavoratori dell'ALITALIA.
Ma
è scoprendo che questo
signor Prato non è
un parroco di campagna bensì
il massimo "manager"
responsabile dell'ALITALIA
che appare evidente come la
fine della nostra compagnia
di bandiera non poteva che
arrivare al punto in cui si
è ridotta grazie anche
all' incompetenza e alla disonestà
dei governanti italiani e
al cinismo dei sindacati che
hanno sempre anteposto, e
non solo per l'ALITALIA, il
loro interesse di sindacato
all'interesse dei lavoratori
che dovrebbero tutelare.
Oggi,
il fallimento dell'ALITALIA,
dopo l'immondizia di Napoli,
non sarebbe solo un problema
per i dipendenti di questa
società. Sarebbe la
definitiva rappresentazione
dell'immagine di un'Italia
travolta in un gorgo di immondizie
reali e morali come una "nave
senza nocchiero in gran tempesta..."
mentre la sua classe dirigente
si occupa di "comiche"
e nella più assoluta
incoscienza balla, gozzoviglia,
scherza e si diverte come
i naviganti del Titanic poche
ore prima della tragedia.
Il
signor Prato, oltre ad essere
sicuramente un incapace, è
veramente il rappresentante
più disarmante di questa
vergognosa immagine di una
classe dirigente cinica e
disonesta. A Berlusconi, una
precaria chiede come può
sperare di risolvere i suoi
drammatici problemi e lui
risponde: "faccia
la corte a mio figlio e cerchi
di farsi sposare".
Al signor Prato domandano
come salvare l'ALITALIA che
lui ha disamministrato e portato
sull'orlo della rovina e lui
risponde: "chiamate
un esorcista!!!".
E' vero, potrebbero essere
anche solo battute innocenti
ma la situazione economico/sociale
degli italiani oggi non può
non considerarle almeno inopportune.
Signor
Prato, l'ALITALIA non può
e non deve morire!! Ma per
salvarla non ci vogliono esorcismi
ed è importante che
lei non se ne occupi più.
La cosa più giusta
che ha fatto è stata
dare le sue dimissioni e gli
italiani si augurano che siano
irrevocabili. A queste condizioni
pregiudiziali ALITALIA si
può e si deve salvare
e noi ne abbiamo la ricetta
necessaria e sufficiente:
SOCIALIZZARLA! A questo
proposito abbiamo studiato
un piano dettagliato e lanciamo
una SFIDA a discuterne a tutti
coloro che sono interessati
al suo salvataggio, dipendenti,
azionisti, e a tutti gli uomini
politici che, senza pregiudizi,
vogliano raccoglierla nell'interesse
della Patria comune.
Sappiamo
benissimo che probabilmente
non avremo risposte, per mille
ragioni e timori, arroganze
e cattive coscienze e anche
perché la nostra voce
è troppo flebile e
non arriverà alle orecchie
dei potenti che in fondo,
specie in questi giorni, sono
più interessati a raccogliere
voti che a salvare il pane
di qualche migliaio di lavoratori
per cui, anche se arrivasse,
farebbero finta di non sentire.
Non è colpa nostra
se chi ha altoparlanti più
potenti che non si può
far finta di ignorare, non
li ha usati e, pur essendo
leader di un partito che la
socializzazione dovrebbe averla
nel proprio DNA, ha preferito
distrarsi a Bruxelles invece
di abbracciare questa importante
causa di GIUSTIZIA SOCIALE.
Noi,
come sempre, con la nostra
coscienza siamo in pace sicuri
di aver fatto tutto quanto
ci è stato possibile
e anche di più.
Nando
Ventra
(www.lamartinella.splinder.com)