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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

E lo "ebreo Süss" scrisse: "bla, bla, bla…"

09.04.08 - L’ebreo Bernard Henry Levy scrive oggi un articolo che non so definire (1). Vediamo di commentarlo assieme.

Si parte con una notizia. Estrapolo dal "Corriere": "Un sottoprefetto.. si è appena dovuto dimettere, su ordine del ministro degli Interni, Michelle Alliot Marie. Il motivo? Trasgressione al dovere di riserva che devono osservare i servitori dello Stato" (1). E fin qui c’è da sottoscrivere. Solo che l’articolista va oltre.

E ci fa sapere in cosa consisteva la colpa del sottoprefetto dimissionato: "parlava di Israele come l’unico Stato al mondo in cui i cecchini abbattono le ragazzine all’uscita da scuola e dove i centri di tortura fanno un giorno di riposo, il sabato, a causa dello Shabbat" (1). E qui osservo che questo signore dichiara cose orribili. Ma, poiché è un "pubblico ufficiale" ha violato la "consegna del silenzio". E pertanto niente da eccepire sulla sua rimozione.

Ad essere pignolo, mi chiederei se "le cose orribili, dette su Israele, sono vere oppure no". Solo che Bernard Henri Levy è pignolo, ma è un "pignolo giudeo". E, pertanto, non si chiede "se quelle cose orribili dette su Israele sono vere oppure no" ma va alla cerca di una "rete di critici di Israele". E nota che tutti coloro che sono critici verso Israele sono anche critici verso Sarkozy. E che qualcuno accenna alla "nonna ebrea di Salonicco". Che Sarkozy stia completamente stravolgendo la politica che la Francia ha praticato da De Gaulle a Chirac non importa. Importa che ci sia gente che critica Sarkozy. E spieghi il capovolgimento della politica francese con la "vecchia nonna ebrea di Salonicco". Insomma: il capovolgimento della politica francese c’è, la nonna ebrea di Salonicco c’è. Ma dirlo significa fare dello "antisarkozismo". Epperciò dello "antisemitismo". Miserie, perfide miserie.

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C’è un punto sul quale Bernard Henri Levy mette il dito sulla piaga. Quando osserva che taluni gridano contro i crimini degli USA e di Israele, ma tacciono sui crimini della Cina, della Russia e/o di altri. Su questo riconosco la giustezza dell’osservazione. Solo che io peserei la "quantità della comunicazione" favorevole agli USA e ad Israele con la "quantità di comunicazione" critica verso gli USA e verso Israele. Vogliamo dire che c’è una disparità di 99% a favore di USA ed Israele e di 1% critica verso USA ed Israele?

Aggiungo: siamo alluvionati dai pianti che ci narrano la lacrimevole storia degli Ebrei, raminghi e perseguitati dal 70 d.C al 1945 d.C. E andrebbe accertata quanta verità sta dietro quei pianti. In ogni caso, desta curiosità; desta curiosità e meraviglia; desta curiosità, meraviglia e sdegno il fatto che, quando gli Ebrei impugnano le armi ed amministrano una porzione di territorio, si comportino verso i nativi in maniera efferata.

Su questo convengo che un crimine commesso dai Cinesi, dai Russi e/o da altri suscita meno sdegno di un crimine commesso dagli Ebrei/Israeliani. Ma mi meraviglia che l’ebreo Bernard Henri Levy si meravigli. Perché Cinesi, Russi e/o altri non ci piangono addosso dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno per i torti subiti.

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(1) "Süss all’Eliseo", ovvero l’antisarkozismo infame" in "Corriere della Sera" del 9 aprile 2008.



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