| "Guardare
avanti"! Si, ma "Avanti
dove"?
23.04.08 - Finalmente le elezioni
nazionali sono finite. Ed anche
il chiacchiericcio, più o meno futile, si va attenuando.
Del resto, i risultati sono
incontrovertibili: il PdL
(Berlusconi) ha vinto sul PD
(Veltroni). La UDC si colloca tra "vittoria" e "sconfitta":
ha superato il quorum del 4%
alla Camera; ma, per il Senato,
ha superato il quorum solo in
Sicilia, grazie al controverso
Cuffaro.
Gli altri, invece, hanno perso
più o meno clamorosamente.
Ed è sugli altri, che
hanno perso, che conviene soffermare
lanalisi. Va notato, intanto,
una caratteristica particolare
di questa campagna elettorale:
i due partiti maggiori (PdL
e PD) hanno invocato il "voto
utile" mentre i partiti
minori hanno fatto appello alla "identità".
Ed è nella logica delle
cose che i dirigenti dei partiti
che hanno perso si dimettano
e si chiedano perché "hanno perso il contatto
con lopinione pubblica".
Unica
eccezione viene dalla "Destra".
Non ha raggiunto alcun risultato
tangibile non avendo superato
lo sbarramento del 4%. Cionondimeno
i suoi dirigenti sostengono
di aver vinto. Aggrappandosi
ad argomentazioni più o meno pretestuose: 1)
Noi non abbiamo vinto, ma
la "sinistra radicale" ha perso. Argomentazione ridicola.
Vorrebbe dire che la "Destra" non ha un suo programma da
portare avanti ma si limita
alla solita falsa e vuota "litania anticomunista".
2) La seconda argomentazione
ha una qualche consistenza:
siamo nati solo 4 mesi fa.
Ma nega la logica: nuovi alla
politica Buontempo, Storace
e la Santanché? Mah!
Io penso, invece, che i "fuorusciti
da AN" hanno intercettato
pochi consensi. E, pertanto
queste argomentazioni servono
solo a confermare la "inamovibilità" dei dirigenti e le loro "identità fondanti". Che gli
altri, aderendo alla "Destra",
dovrebbero accettare come "grazia che piove
dallalto".
Ma su questo tornerò
in prosieguo di tempo. Qui
è sufficiente dire
che anche la "Destra" dovrebbe porsi il problema
della "identità". **************** Una "sinistra cretinamente
antifascista" contro
una "destra cretinamente
anticomunista"? In
molti, di questi tempi, si
interrogano sulla loro "identità".
E questo va visto come un
fatto positivo. Il problema
si pone, invece, se, cercando
la propria identità,
volgono lo sguardo "avanti" oppure "indietro".
Voglio dire: "comunismo" e "fascismo" sono due "categorie
storiche". E, pertanto,
vanno affidate alla storia.
Su questo conviene essere
chiari. Le idee e i programmi
passano, ma i popoli restano.
E, pertanto, se nello sviluppo
degli accadimenti storici
è successo che "comunisti" e "fascisti"
se le suonassero di santa
lena, questo non vuol dire
che si deve continuare allinfinito.
Anzi continuare su questa
strada, e in assenza del "nemico
fascista" o del "nemico
comunista" sarebbe
un modo di sragionare. Utile
magari a chi gestisce il "potere",
ma inutile a chi conta di
ripresentarsi alla opinione
pubblica con un qualche programma
credibile. Conviene,
dunque, che sia "a
destra" che "a
sinistra" si guardi
alla situazione contingente.
E, quali che siano le motivazioni
ideali, non potranno non convenire
che oggi siamo "sudditi
degli USA". Per
via delle 113 basi militari
USA istallate in Italia e
per via dei 10.000 soldati
italiani, inviati fuori dai
confini nazionali a combattere
le guerre americane. E
questo, la sudditanza verso
gli USA, è un vulnus
alla "indipendenza" e alla "sovranità" nazionale. Questo vulnus costituisce
anche un notevole aggravio
economico che grava sulle
nostre spalle e ci impedisce
un normale sviluppo economico
e sociale. Si aggiunga che,
di questi tempi, mentre ai
cittadini comuni si impongono
vincoli giuridici ed amministrativi
a non finire, lalta
finanza spadroneggia e detta
legge a dei politici ridotti
al rango di "camerieri". Ci
sarebbero, dunque, mille motivi
reali, motivi reali e concreti,
perché nasca dal basso
un sentimento di rivolta nazionale
e sociale contro coloro che, "liberandoci" nel 1945, si sono istallati
in Italia da "padroni".
E non se ne vogliono andare.
E non se ne andranno se noi
non li cacceremo. Solo mi
chiedo: a destra e a sinistra
saranno capaci di togliersi
i paraocchi e di fare una
analisi disincantata della "realtà che
ci circonda"? Io
non so, ma ci spero.
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