"Silvio
III°" non era ancora
nato e già "Giuda"
si chiamava
29.04.08
- Chiarisco che non sto inventando
niente, ma sto parafrasando
un vecchio detto siciliano:
"Janni nun era natu
e Janni si chiamava".
Volendo significare che, prima
ancora che Santa Elisabetta
partorisse San Giovanni Battista,
già era chiaro, nella
"mente di Dio",
che il nascituro si chiamasse
"Giovanni".
Ahimé, con il passare
degli anni, al "Buon
Dio padre di tutti gli uomini",
si è sostituito Jahvé,
dio nazionale e razzista dei
"giudeocristiani".
E, pertanto, prima ancora che
Berlusconi e il suo governo
si insedi, il partito americano/sionista
preme chiedendo che noi Italiani
si sacrifichi più "pecore"
sullaltare della "Patria".
Inutile dire che anche il concetto
di "Patria"
ha subito una metamorfosi: non
più la "patria
italiana ed europea"
ma lo "Occidente",
la cui capitale si trova a Washington
e a Tel Aviv.
Concetti
in libertà? Nossignore:
segni premonitori, già
annunciati a mezzo stampa.
Tre sono i principali "scenari
di guerra" nei quali
sono impegnati i nostri soldati.
E sui tre scenari già
i nostrani "guerrieri
di USA/Israel" puntano
gli artigli, invitandoci ad
"impegni maggiori".
1.
In Afganistan va male. E Karzai,
il presidente/fantoccio subisce
attentati perfino nella "sua
Kabul". Sulla situazione
afgana ha scritto una lucida
analisi Franco Venturini (1).
Che osserva che "in
Afganistan lOccidente
non può vincere militarmente,
ma non può perdere
politicamente".
Si era parlato, Ministro degli
Esteri DAlema, di una
"conferenza di pace".
Oggi che ha vinto Berlusconi,
Franco Frattini (Ministro
degli Esteri in pectore del
Governo Berlusconi) si incontra
con
.. No, non incontra
altri diplomatici, ma il segretario
generale della NATO. Per discutere
della "conferenza
di pace"? Cedo la
parola al "Corriere":
"Il prossimo governo
di Silvio Berlusconi sarà
più disponibile verso
le richieste di George W.
Bush rispetto a quello guidato
da Romano Prodi, ma non sembra
aver fretta di aumentare di
aumentare limpegno militare
in Afganistan e di togliere
tutti i caveat che limitano
le possibilità di combattimento
del nostro contingente"
(2). Insomma in Afganistan
non si può vincere,
ma ogni giorno che passa aumentano
i guadagni dei "mercanti
di armi". Ragione
per cui si deve perseverare.
Solo che, in quella zona desolata,
muoiono moltissimi Afgani,
alcuni Yankees e pochi Italiani.
Si deve provvedere: ne va
del nostro decoro, che diamine!
2. Berlusconi ha vinto le
elezioni e già Frattini
(Ministro degli Esteri in
pectore) contatta il segretario
generale della NATO. Per vedere
come aumentare il contributo,
in vite umane, dei soldati
italiani inviati in Afganistan.
Solo che
Solo che anche
gli Ebrei/Israeliani avanzano
le loro richieste. E, poiché
sono il "popolo eletto",
le loro richieste sono zeppe
di rimbrotti. A loro dire,
i soldati italiani inviati
a fare da "pacieri"
nel Libano del Sud, non svolgerebbero
bene il loro dovere perché
"non disarmano gli
Hezbollah" (3). A
disarmare gli Hezbollah avevano
tentato i soldati israeliani,
ma le buscarono. Perché
i soldati israeliani, degni
emuli degli antichi Spartani
(?!?), sono bravi, bravissimi
ad ammazzare Palestinesi disarmati;
ma se si scontrano con Hezbollah
un poco armati, le buscano.
Ragione per cui hanno demandato
a noi il compito di "disarmare
gli Hezbollah". E
non venitemi a dire "che
pretese!". Perché
questo, a quanto pare, è
lo "undicesimo comandamento"
di Jahvé. E pare che
Frattini, Ministro degli Esteri
in pectore, sia devotissimo
di Jahvé. Se dichiara:
"E urgente
riflettere sulle regole dingaggio
delle truppe italiane in Libano,
per capire se quelle attuali
sono soddisfacenti"
(4). E, poiché gli
Ebrei/Israeliani se ne lagnano,
è giocoforza comandare
ai nostri soldati di "morire
per il benvolere di Israele".
Resta un dubbio: andranno
in Paradiso? Non si sa. E
certo, però, che Frattini
andrà a fare il Ministro
degli Esteri. Vi pare poco?
3. In ogni caso, a rammentarci
i nostri doveri di "Italyani
liberati" provvede
il segretario della NATO:
"Mi aspetto che
Roma mantenga i suoi impegni
nelle operazioni della NATO,
in particolare in Afganistan
e in Kossovo, dove lItalia
gioca un ruolo molto importante,
e anche in altre operazioni,
come nel Mare Mediterraneo:
spero che questa linea continui
e venga anche rafforzata"
(4). Da notare la incongruenza
dei nostri impegni: in Afganistan
siamo comandati a combattere
contro i "fanatici
mussulmani" a beneficio
degli USA e di Israele; ma,
in Kossovo siamo comandati
a difendere i "fanatici
mussulmani" (per
non dire i mafiosi) dai Serbi.
E, dunque, tutto secondo i
voleri di Jahvé. Novelli
sacerdoti la cricca di gangsters,
petrolieri, mercanti di armi
e giudei neocon che imperversano
a Washington.
Insomma, tutti vorrebbero
caricare lasino. Tanto
asino da credere che gli USA,
nel 1945, lo hanno liberato.
E, poiché il partito
americano sionista, nelle
recenti elezioni, ha trionfato
sia come PdL che come PD,
tutto lascia intendere che
lasino, sovraccarico,
partirà per andare
a morire in Afganistan, in
Kossovo e in Libano.
Tutto
perduto? Si, se non faremo
pulizia. Denunciando il mito
della "liberazione"
e i mille politicanti cialtroni
che, in Italia, fanno politica,
per conto di interessi stranieri.
"Credo nellItalia
e nella sua impossibile resurrezione",
scrisse Ezra Pound. Io ci
spero.
**********************
1) "LOccidente
non può perdere"
in "Corriere della
Sera" del 28 aprile
2008, pagina 1;
2) "No al disimpegno.
Ma lItalia per ora non
invia altre truppe"
in "Corriere della
Sera" del 28 aprile
2008, pagina 2;
3) "Libano, caschi
blu conniventi con Hezbollah"
in "Corriere della
Sera" del 29 aprile
2008, pagina 21;
4) "Il segretario
della NATO: Spero che lItalia
mantenga i suoi impegni attuali
e li rafforzi"
in "Corriere della
Sera" del 29 aprile
2008, pagina 21.
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