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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Dieci "criminali nazisti"? Così pochi?

01.05.08 - Guido Olimpio, redattore del "Corriere della Sera", è un bravissimo giornalista. Esperto in materia di "spionaggio", di "terrorismo" e di "anti terrorismo". Leggo i suoi articoli e, con ammirazione mi chiedo: "diavolo d’un giornalista, ma da dove attinge le sue notizie? Evidentemente è bene ammanigliato in certi ambienti". Anche il "Corriere della Sera" ha un nutrito stuolo di bravi giornalisti specializzati in "materia judaica". Un poco perché fanno parte della "casa madre", un poco perché ne sono ammiratori più o meno entusiasti. Solo che questa volta mi pare che abbiano fatto flop (1).

E come può definirsi la notizia che il Centro Simon Wiesenthal rischia di chiudere per mancanza di "materia prima" (i criminali nazisti)? A dire di Olimpio, ne restano dieci e tutti o morti oppure vecchissimi. Ci rifletto un poco su e mi convinco che questi del Centro Simon Wiesenthal siano degli "allucinati" oppure degli "impostori". Cerco di illustrarvi il mio punto di vista. Gli elenchi si sono assottigliati perché ci si è limitati ai "crimini" commessi negli anno 1939/45. Come se, dalla fine della 2a Guerra Mondiale, non fossero stati commessi tanti altri crimini. E, allora, è nella logica che la "materia prima" (i criminali) vada ad assottigliarsi. Vuoi perché catturati, vuoi perché morti. Ecco: non sarebbe il caso di estendere la ricerca dei criminali a "dopo il 1945"? Allora, altro che "gli ultimi 10 criminali"! I criminali sarebbero migliaia. E il Centro Simon Wiesenthal si assicurerebbe lunga vita.

A smorzare il mio entusiasmo per la "giustizia giudaica", provvede altro articolo, pubblicato nella stessa pagina (2). In esso Mara Gergolet tesse un panegirico dello Stato d’Israele. Un articolo tutto zucchero e miele. Nel quale, però, affiora una sola nota stonata. Riporto dal "Corriere": "Ma ci sono anche le difficoltà, gli smarrimenti e i deliri degli ultimi anni. Fa pensare l’intervista di Fiamma Nirenstein al rabbino razzista Meir Kahane, un tragico lapsus storico, il duro che vuole cacciare gli arabi da Israele" (2). Un "lapsus storico"? "Vuole cacciare"? Come sono buoni! Sembrano umani. "Umani" nel senso di "ipocriti impostori" se tutto si riduce ad una "intervista" e a qualche "affermazione di tono razzistico". C’è invece un fatto concreto e reale: 800.000 Palestinesi spogliati dei loro pochi beni e cacciati dai paesi natali per fare spazio agli Ebrei. E ai quali, dopo 60 anni dai fatti, si nega il rientro nei paesi natali. E anche questo spiega perché il Centro Simon Wiesenthal rischia di chiudere per mancanza di "materia prima": i criminali sono, e devono essere, "solo nazisti". Gli Israeliani, invece, "sopravvivono" (2). Sulle spalle e sulla pelle dei Palestinesi. Che, notoriamente, sono "brutti, sporchi e cattivi". Solo che una simile affermazione, ai sensi della Legge Modigliani/Mancino, sarebbe reato in Italia; ma in Israele il rabbino Kakane è riverito ed intervistato. Ed insiste nel dire che "bisogna cacciarli tutti".

Avete dubbi sul fatto che solo i nazisti sono criminali? Dubitate che gli Israeliani sono devoti, giusti e pii? Ed allora il "Corriere", per fugare ogni dubbio, pubblica una fotografia di Simon Wiesenthal e la intitola "Giustizia non vendetta". E dovete convenire con me che quel tale Brenno che disse "Guai ai vinti" era un "barbaro rozzo": non aveva frequentato le scuole giudaiche. E non sapeva ammantare le sue ruberie di parole melliflue.

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1) "La lista di Simon Wiesenthal. Caccia agli ultimi dieci nazisti" in "Corriere della Sera" del 1 maggio 2008, pagina 19;
2) "I sessant’anni di Israele: storia di una guerra infinita" in "Corriere della Sera" del 1 maggio 2008, pagina 19;
3) "Giustizia non vendetta" in "Corriere della Sera" del 1 maggio 2008, pagina 19.




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