Dieci
"criminali nazisti"?
Così pochi?
01.05.08
- Guido Olimpio, redattore del
"Corriere della Sera",
è un bravissimo giornalista.
Esperto in materia di "spionaggio",
di "terrorismo"
e di "anti terrorismo".
Leggo i suoi articoli e, con
ammirazione mi chiedo: "diavolo
dun giornalista, ma da
dove attinge le sue notizie?
Evidentemente è bene
ammanigliato in certi ambienti".
Anche il "Corriere della
Sera" ha un nutrito
stuolo di bravi giornalisti
specializzati in "materia
judaica". Un poco perché
fanno parte della "casa
madre", un poco perché
ne sono ammiratori più
o meno entusiasti. Solo che
questa volta mi pare che abbiano
fatto flop (1).
E come può definirsi
la notizia che il Centro Simon
Wiesenthal rischia di chiudere
per mancanza di "materia
prima" (i criminali
nazisti)? A dire di Olimpio,
ne restano dieci e tutti o morti
oppure vecchissimi. Ci rifletto
un poco su e mi convinco che
questi del Centro Simon Wiesenthal
siano degli "allucinati"
oppure degli "impostori".
Cerco di illustrarvi il mio
punto di vista. Gli elenchi
si sono assottigliati perché
ci si è limitati ai "crimini"
commessi negli anno 1939/45.
Come se, dalla fine della 2a
Guerra Mondiale, non fossero
stati commessi tanti altri crimini.
E, allora, è nella logica
che la "materia prima"
(i criminali) vada ad assottigliarsi.
Vuoi perché catturati,
vuoi perché morti. Ecco:
non sarebbe il caso di estendere
la ricerca dei criminali a "dopo
il 1945"? Allora, altro
che "gli ultimi 10 criminali"!
I criminali sarebbero migliaia.
E il Centro Simon Wiesenthal
si assicurerebbe lunga vita.
A
smorzare il mio entusiasmo
per la "giustizia
giudaica", provvede
altro articolo, pubblicato
nella stessa pagina (2). In
esso Mara Gergolet tesse un
panegirico dello Stato dIsraele.
Un articolo tutto zucchero
e miele. Nel quale, però,
affiora una sola nota stonata.
Riporto dal "Corriere":
"Ma ci sono anche
le difficoltà, gli
smarrimenti e i deliri degli
ultimi anni. Fa pensare lintervista
di Fiamma Nirenstein al rabbino
razzista Meir Kahane, un tragico
lapsus storico, il duro che
vuole cacciare gli arabi da
Israele" (2).
Un "lapsus storico"?
"Vuole cacciare"?
Come sono buoni! Sembrano
umani. "Umani"
nel senso di "ipocriti
impostori" se tutto
si riduce ad una "intervista"
e a qualche "affermazione
di tono razzistico".
Cè invece un
fatto concreto e reale:
800.000 Palestinesi spogliati
dei loro pochi beni e cacciati
dai paesi natali per fare
spazio agli Ebrei. E ai quali,
dopo 60 anni dai fatti, si
nega il rientro nei paesi
natali. E anche questo
spiega perché il Centro
Simon Wiesenthal rischia di
chiudere per mancanza di "materia
prima": i criminali
sono, e devono essere, "solo
nazisti". Gli Israeliani,
invece, "sopravvivono"
(2). Sulle spalle e sulla
pelle dei Palestinesi. Che,
notoriamente, sono "brutti,
sporchi e cattivi".
Solo che una simile affermazione,
ai sensi della Legge Modigliani/Mancino,
sarebbe reato in Italia; ma
in Israele il rabbino Kakane
è riverito ed intervistato.
Ed insiste nel dire che "bisogna
cacciarli tutti".
Avete
dubbi sul fatto che solo i
nazisti sono criminali? Dubitate
che gli Israeliani sono devoti,
giusti e pii? Ed allora il
"Corriere",
per fugare ogni dubbio, pubblica
una fotografia di Simon Wiesenthal
e la intitola "Giustizia
non vendetta". E
dovete convenire con me che
quel tale Brenno che disse
"Guai ai vinti"
era un "barbaro rozzo":
non aveva frequentato le scuole
giudaiche. E non sapeva ammantare
le sue ruberie di parole melliflue.
**********
1) "La lista di
Simon Wiesenthal. Caccia agli
ultimi dieci nazisti"
in "Corriere della
Sera" del 1 maggio
2008, pagina 19;
2) "I sessantanni
di Israele: storia di una
guerra infinita"
in "Corriere della
Sera" del 1 maggio
2008, pagina 19;
3) "Giustizia non
vendetta" in
"Corriere della Sera"
del 1 maggio 2008, pagina
19.
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