"Apologia
del fascismo"? No: "inno
alla vita"
04.05.08
- A Milano è stata depositata
una "sentenza esemplare",
con la quale si condannano 9
"facinorosi"
che hanno fatto il "saluto
romano" (1). E, avendolo
fatto nella Piazza San Babila,
luogo storico del neofascismo,
il "fatto"
(ammesso dagli imputati) integra
gli estremi della "apologia
del fascismo". Particolare
curioso: la sentenza è
stata depositata il 20 dicembre
2007. Dalla fine della 2a Guerra
Mondiale sono passati 62 anni.
E, in Italia, in tanti si attardano
ancora in questa opera buffa
della disputa "fascismo/antifascismo".
A cominciare dei sommi vertici
del MSFT che promossero quella
manifestazione. Sia chiaro:
massimo rispetto per i 9 "facinorosi"
che dovranno sorbirsi la trafila
di defatiganti processi e delle
relative spese giudiziarie.
Ma va detto che la classe dirigente
del MSFT, ricorrendo a delle
manifestazioni folcloristiche,
punta a nascondere la pochezza
della propria "proposta
politica". Tanto per
dire: in Italia ci sono 113
basi militari USA che ci costano
una montagna di soldi; 10.000
soldati italiani sono dislocati
fuori dai confini nazionali
a "combattere le guerre
americane". Anche qui
un mare di soldi. Su questi
problemi i vertici del MSFT
tacciono. Tacciono, ricorrendo
allalibi di una "manifestazione
nostalgica".
Detto
questo, mi tocca fare un appunto
sulla "dialettica
processuale" che
ha originato quella strana
sentenza. E cominciamo dai
dati anagrafici: i 9 "facinorosi",
condannati per "apologia
del fascismo" non
sono "fascisti".
Costoro, difatti, sono nati
dopo il 1945. E, pertanto,
i loro comportamenti "di
oggi" non incidono
per niente sulla legislazione
posta "ieri"
alla base del "divieto".
Non
incide sul Trattato di Pace
nel quale sta scritto che
"lItalia
si impegna a non perseguire
coloro che, durante la guerra,
si adoperarono per la vittoria
degli Alleati"
e che "lItalia
si impegna a non consentire
la ricostituzione del Partito
Nazionale Fascista".
Dalla firma del Trattato di
pace sono passati 61 anni.
E noi Italiani siamo diventati
"alleati degli Alleati".
O no? Siamo ancora nella condizione
di "liberati nel 1945"?
E tutti i politici, che hanno
governato questo sventurato
paese, ci avrebbero ingannato?
Anche
i "Padri costituenti",
nel varare la Costituzione,
misero il "divieto
di ricostituzione"
tra le "norme transitorie".
Sono passati 60 anni. E le
"norme transitorie"
tardano ancora a "transitare"?
Dobbiamo concludere che siamo
nella "Repubblica
di Pulcinella"?
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"Apologia
del fascismo"? E
che cazzo vuol dire? Il fascismo
è stato sconfitto nel
1945. Sono passati 62 anni.
Cretino chi dicesse "tutto
bene". Altrettanto
cretino chi dicesse "tutto
male".
Si
può anche capire lo
"spirito vendicativo"
di chi ha vinto la guerra.
Si può capire lo "spirito
censorio" di chi
ha dettato e sottoscritto
il Trattato di Pace. Si può
capire il "compromesso"
proposto dai "Padri
Costituenti" tra
i "principi fondanti
della Costituzione"
e quella particolare limitazione
dellarticolo XII delle
"disposizioni transitorie".
Ma, detto con assoluta franchezza,
non riesco a capire il torpore
del legislatore che ancora
non abroga quella XII norma
transitoria. Così come
non riesco a capire lo "appiattimento
mentale" di quei
magistrati che, invitati a
giudicare dei "facinorosi"
che hanno fatto il "saluto
romano", ricorrono
a delle leggine palesemente
anticostituzionali. Si buscano
lo stipendio dormendo in piedi?
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"Apologia
di fascismo"? E che
cazzo vuol dire? Che gli "antichi
romani", quando facevano
il saluto romano, volevano
fare apologia del "bieco
ventennio" degli
anni 1919/1945?
Ecco:
nessuno di noi è tenuto
ad essere "intelligente".
Ma tutti noi siamo tenuti
a fingere di esserlo. E, allora,
lasciatemelo dire: il "saluto
romano" è
segno di "identità".
Non è per niente "apologia
del fascismo". E,
difatti, io esprimo le mie
brave critiche sul fascismo,
quel particolare fenomeno
storico sviluppatosi in Italia
tra il 1919 e il 1945. Ma,
a parte le mie opinioni sul
fascismo come fenomeno storico,
io mi ritengo "figlio
di Roma". E, pertanto,
faccio il "saluto
romano".
Faccio
il "saluto romano".
E non cacatemi il cazzo.
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1) "I saluti romani?
Apologia del fascismo"
in "Corriere della
Sera" del 3 maggio
2008, pagina 11.