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Le Firme * Antonino Amato

"Apologia del fascismo"? No: "inno alla vita"

04.05.08 - A Milano è stata depositata una "sentenza esemplare", con la quale si condannano 9 "facinorosi" che hanno fatto il "saluto romano" (1). E, avendolo fatto nella Piazza San Babila, luogo storico del neofascismo, il "fatto" (ammesso dagli imputati) integra gli estremi della "apologia del fascismo". Particolare curioso: la sentenza è stata depositata il 20 dicembre 2007. Dalla fine della 2a Guerra Mondiale sono passati 62 anni. E, in Italia, in tanti si attardano ancora in questa opera buffa della disputa "fascismo/antifascismo".
A cominciare dei sommi vertici del MSFT che promossero quella manifestazione. Sia chiaro: massimo rispetto per i 9 "facinorosi" che dovranno sorbirsi la trafila di defatiganti processi e delle relative spese giudiziarie. Ma va detto che la classe dirigente del MSFT, ricorrendo a delle manifestazioni folcloristiche, punta a nascondere la pochezza della propria "proposta politica". Tanto per dire: in Italia ci sono 113 basi militari USA che ci costano una montagna di soldi; 10.000 soldati italiani sono dislocati fuori dai confini nazionali a "combattere le guerre americane". Anche qui un mare di soldi. Su questi problemi i vertici del MSFT tacciono. Tacciono, ricorrendo all’alibi di una "manifestazione nostalgica".

Detto questo, mi tocca fare un appunto sulla "dialettica processuale" che ha originato quella strana sentenza. E cominciamo dai dati anagrafici: i 9 "facinorosi", condannati per "apologia del fascismo" non sono "fascisti". Costoro, difatti, sono nati dopo il 1945. E, pertanto, i loro comportamenti "di oggi" non incidono per niente sulla legislazione posta "ieri" alla base del "divieto".

Non incide sul Trattato di Pace nel quale sta scritto che "l’Italia si impegna a non perseguire coloro che, durante la guerra, si adoperarono per la vittoria degli Alleati" e che "l’Italia si impegna a non consentire la ricostituzione del Partito Nazionale Fascista". Dalla firma del Trattato di pace sono passati 61 anni. E noi Italiani siamo diventati "alleati degli Alleati". O no? Siamo ancora nella condizione di "liberati nel 1945"? E tutti i politici, che hanno governato questo sventurato paese, ci avrebbero ingannato?

Anche i "Padri costituenti", nel varare la Costituzione, misero il "divieto di ricostituzione" tra le "norme transitorie". Sono passati 60 anni. E le "norme transitorie" tardano ancora a "transitare"? Dobbiamo concludere che siamo nella "Repubblica di Pulcinella"?

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"Apologia del fascismo"? E che cazzo vuol dire? Il fascismo è stato sconfitto nel 1945. Sono passati 62 anni. Cretino chi dicesse "tutto bene". Altrettanto cretino chi dicesse "tutto male".

Si può anche capire lo "spirito vendicativo" di chi ha vinto la guerra. Si può capire lo "spirito censorio" di chi ha dettato e sottoscritto il Trattato di Pace. Si può capire il "compromesso" proposto dai "Padri Costituenti" tra i "principi fondanti della Costituzione" e quella particolare limitazione dell’articolo XII delle "disposizioni transitorie". Ma, detto con assoluta franchezza, non riesco a capire il torpore del legislatore che ancora non abroga quella XII norma transitoria. Così come non riesco a capire lo "appiattimento mentale" di quei magistrati che, invitati a giudicare dei "facinorosi" che hanno fatto il "saluto romano", ricorrono a delle leggine palesemente anticostituzionali. Si buscano lo stipendio dormendo in piedi?

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"Apologia di fascismo"? E che cazzo vuol dire? Che gli "antichi romani", quando facevano il saluto romano, volevano fare apologia del "bieco ventennio" degli anni 1919/1945?

Ecco: nessuno di noi è tenuto ad essere "intelligente". Ma tutti noi siamo tenuti a fingere di esserlo. E, allora, lasciatemelo dire: il "saluto romano" è segno di "identità". Non è per niente "apologia del fascismo". E, difatti, io esprimo le mie brave critiche sul fascismo, quel particolare fenomeno storico sviluppatosi in Italia tra il 1919 e il 1945. Ma, a parte le mie opinioni sul fascismo come fenomeno storico, io mi ritengo "figlio di Roma". E, pertanto, faccio il "saluto romano".

Faccio il "saluto romano". E non cacatemi il cazzo.

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1) "I saluti romani? Apologia del fascismo" in "Corriere della Sera" del 3 maggio 2008, pagina 11.



Scrivono per Voi

Antonino Amato
Antonino Amato è nato a Montaperto (Ag) il 16/03/1959. Appartiene al gruppo consiliare dell'U.D.C.

Llaureato in Medicina e Chirurgia nel 1984 presso l’Università di Palermo. Dal 1985 a tuttora lavora come medico del Servizio Integrativo di Assistenza Sanitaria del Carcere di Agrigento. Dal 1996 è Medico di Medicina Generale convenzionato presso l’ASL 1 di Agrigento.

Incarichi istituzionali: Presidente della VI Commissione e la Commissione speciale per il monitoraggio dell’efficienza e della qualità dei servizi socio-sanitari della Città di Agrigento

Recapito:
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