Nella
"Italya liberata"
anche i "porci hanno le
ali"
05.05.08
- In Italia ogni giorno abbiamo
una certa dose di delitti più
o meno atroci. A volte opera
di connazionali, a volte opera
di stranieri. I giornali ne
sono pieni. E, solitamente,
"i delitti di oggi"
soppiantano nella cronaca "i
delitti di ieri". Oggi
ci tocca leggere del delitto
di Verona, dove alcuni teppisti
hanno massacrato un giovane
"che aveva loro rifiutato
una sigaretta". E questo
la dice lunga sul clima di degrado
nel quale sguazziamo in Italia.
Come se non bastasse, si aggiungono
gli sciacalli che tentano di
"voltare in politica"
una squallido episodio di bullismo
giovanile. A dire dei coetanei
dei giovani, autori di questo
barbaro pestaggio, costoro erano
"stanchi",
"matti" ed
"ubriacon"
(1). A dire del Procuratore
Papalia "né gli
aggrediti né il ragazzo
arrestato fanno cenno a motivazioni
politiche" (2). Anche
il Vescovo condanna il gesto
ma "nessun riferimento
alla politica" (2).
Insomma tutto indica un brutto
fattaccio di cronaca, ad opera
di delinquenti diseducati e
senza ideali. E ci sarebbe da
chiederci: "che fare"?
Ed invece certa politica va
a cercarsi una qualche rivincita
delle brucianti sconfitte elettorali.
E, allora, tutti a parlare di
"naziskin",
di "neofascisti",
di "estrema destra".
Ovviamente: restando sul generico
per evitare qualche querela.
In
questo quadro, di bassa e
volgare speculazione, meritano
una segnalazione Veltroni:
"siamo davanti ad
una aggressione di tipo neofascista"
(3) e Paolo Ferrero: "la
responsabilità è
della destra populista"
(3). Gad Lerner, invece, ci
ammannisce la solita perfida
lezioncina di "buonismo
multirazziale" (4)
chiedendosi e chiedendo: "se
la vittima del pestaggio di
Verona fosse stato uno straniero
oggi la città vivrebbe
il medesimo turbamento"?
Rispondo: non vivremmo lo
stesso turbamento, ma ne saremmo
comunque angosciati. In Israele,
invece, quando uccidono dei
bambini palestinesi, i "bravi
ragazzi" di Tsahal
non vengono imprigionati,
ma vanno in licenza premio.
Segno che in Italia, vige
ancora un barlume di civiltà.
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Potrei
chiudere qui. Pago di avere
risposto ai soliti "squali
dellantifascismo militante".
Ma una analisi un poco approfondita
impone di osservare che ci
sono in giro delle bande di
giovinastri che non rispettano
né Dio né il
Diavolo. E che spesso sono
preda dellalcol e, a
volte, della droga. Taluni
"vestono alla fascista".
Ma, se chiedete loro quali
libri hanno letto, noterete
che costoro nulla sanno e
nulla vogliono sapere. Vittime
di una massiccia propaganda
che dipinge i fascisti come
"brutti, sporchi e
cattivi". Mi chiedo
e chiedo: possono esserci
dei fascisti che nulla sanno
del fascismo, delle sue idee
e dei suoi valori? Possono
esserci dei fascisti che ignorano
le parole "autodisciplina"
ed "autocontrollo"?
Possono esserci dei fascisti
che ignorano i "mores
maiorum"? Io penso
di no: costoro non sono dei
"camerati".
E non vanno neppure catalogati
tra "i camerati che
sbagliano". Costoro
sono figli di questa "Italya
liberata". Priva
di "identità"
e di "indipendenza"
ma ridotta a "porcile
degli USA liberatori".
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1) "Quella banda
di bravi ragazzi"
in "la Repubblica"
del 5 maggio 2008, pagina
1;
2) "La confessione
del neonazista: lo abbiamo
picchiato noi"
in "Corriere della
Sera" del 5 maggio
2008, pagina 2;
3) "Veltroni: attenti
al neofascismo. Il PdL frena"
in "Corriere della
Sera" del 5 maggio
2008, pagina 5;
4) "La violenza
come stile di vita"
in "la Repubblica"
del 5 maggio 2008, pagina
1.
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