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Le Firme * Antonino Amato

"Israele" tra "impostura" e "realtà"

07.05.08 - Il "Corriere della Sera" è il migliore quotidiano italiano, specchio della nostra società. E, poiché l’Italia è malata, anche il "Corriere" ne soffre.
Concetti in libertà? E che dite del fatto che taluni si affannano a sventolare le "bandiere di Israele" mentre tali altri si danno da fare per bruciare le "bandiere di Israele"? Verrebbe da chiedersi: siamo in Italia oppure in quel lembo di terra che taluni chiamano "Israele" ed altri "Palestina"? E’ certo che, per molti, non siamo più in Italia. E questo la dice lunga sul fatto che siamo un "paese liberato".

Oggi Pierluigi Battista ci informa in un lungo ed argomentato articolo che "Israele subisce un trattamento speciale" (1). Osserva il nostro bravo commentatore che, quando si parla di Israele, non si criticano i governi, ma si critica lo Stato. Malgrado, nel corso di 60 anni, ci siano stati molti governi anche di segno opposto. Il nostro non cita, però, alcun governo che abbia adottato verso i Palestinesi una politica diversa dalla discriminazione e dall’apartheid. Evidentemente, pensa che noi gli si debba credere come "atto di fede".

"Famiglia cristiana", invece dice "grazie ad Israele". Ed afferma che, "Israele è uno Stato multietnico, multiculturale e multireligioso" (2). E "Famiglia cristiana" dice il vero. Sono i "fatti" che sono impostori: in Palestina i Cristiani stanno per scomparire. Chissà, forse perché i cristiani, che sono scappati dalla Palestina, sono antisemiti. Impossibile pensare che i redattori di "Famiglia cristiana" siano degli impostori.

Gli "intellettuali" italiani firmano il solito appello. E, come al solito, danno ragione a chi può dare la "pagnotta". Lo intitolano: "Si alla marcia per Israele o capitola la democrazia" (3). Più che giusto: "marciare per Israele" per "non fare capitolare la democrazia". L’Italia ha capitolato nel 1945. E, da allora, non assicura più la pagnotta. E, allora, niente "marcia per l’Italia". Ma perché chiamano "democrazia" la "pagnotta"?

Seguono altre notizie per decantarci "quanto è bello Napolitano" che va ad inaugurare (4). E per farci sapere che gli Ebrei premono "perché non si possono mettere sullo stesso piano coloro che espongono le bandiere di Israele e coloro che bruciano le bandiere di Israele" (5). Ed io torno a ribadire che non capisco perché, in Italia, si debbano "esporre le bandiere di Israele" e/o "bruciare le bandiere di Israele". Ma io sono solo un "fascista becero".

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Assentirei, alle argomentazioni di oggi, se ieri non avessi letto le dichiarazioni di Benny Morris: "Morris delinea i problemi quasi insolubili alla base del conflitto: i profughi palestinesi, Gerusalemme, le colonie israeliane". Problemi insoluti perché:

1. Gli Ebrei/Israeliani hanno cacciato, nel 1948, 800.000 Palestinesi spogliandoli di tutto. Siamo nel 2008 e ancora non consentono il loro rientro nei paesi natali;

2. Gerusalemme deve essere solo "ebrea", esclusivamente "ebrea";

3. I coloni si sono istallati in terre che Jahvé ha donato agli Ebrei. E, pertanto, i Palestinesi si trasferiscano altrove.

Chissà, forse gli "impostori" che hanno scritto oggi sul "Corriere" non hanno letto quello che l’ebreo Morris ha dichiarato ieri sul "Corriere". Si, è vero: editore del "Corriere" di ieri e di oggi è sempre la "buona borghesia italiana" e direttore ne è sempre l’ebreo Paolo Mieli. Ma, se non credete al "Corriere", nelle sue variopinte e contrastanti affermazioni, siete proprio antisemiti.

Che siate fascisti anche voi? E, allora, saluti romani. Alla faccia di quelli che "espongono le bandiere di Israele" e di quelli che "bruciano le bandiere di Israele".


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1 ) "Il trattamento speciale" in "Corriere della Sera" del 7 maggio 2008, pagina 1;
2 ) "Famiglia cristiana: dire grazie ad Israele" in "Corriere della Sera" del 7 maggio 2008, pagina 8;
3 ) "Si alla marcia per Israele o capitola la democrazia" in "Corriere della Sera" del 7 maggio 2008, pagina 9;
4 ) "Fiera del Libro, no del Colle alla visita blindata" in "Corriere della Sera" del 7 maggio 2008, pagina 8;
5 ) "Pressing del centrodestra: dall’antisemitismo i rischi" in "Corriere della Sera" del 7 maggio 2008, pagina 9;
(6) "Benny Morris: Medio Oriente, è uno scontro di civiltà" in "Corriere della Sera" del 6 maggio 2008, pagina 8.


Scrivono per Voi

Antonino Amato
Antonino Amato è nato a Montaperto (Ag) il 16/03/1959. Appartiene al gruppo consiliare dell'U.D.C.

Llaureato in Medicina e Chirurgia nel 1984 presso l’Università di Palermo. Dal 1985 a tuttora lavora come medico del Servizio Integrativo di Assistenza Sanitaria del Carcere di Agrigento. Dal 1996 è Medico di Medicina Generale convenzionato presso l’ASL 1 di Agrigento.

Incarichi istituzionali: Presidente della VI Commissione e la Commissione speciale per il monitoraggio dell’efficienza e della qualità dei servizi socio-sanitari della Città di Agrigento

Recapito:
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