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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Se "Italy piange", "Europa non ride"

08.05.08- Oggi, 8 maggio 2008, si apre a Torino la Fiera del Libro. Ospite d’onore Israele. E la "libera stampa" gronda di dichiarazioni di politici, opinionisti e commedianti vari che invitano a "non avere pregiudizi verso Israele".
La Mostra sarà inaugurata da Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana. Omaggio alla Mostra? Omaggio ad Israele? Omaggio agli USA? Niente omaggi alla Unione Sovietica. Anche perché Napolitano, politico avveduto, omaggia i vivi. Non omaggia i morti che omaggiava quando erano vivi.

Merita un particolare cenno il fatto che oggi il "Corriere" pubblica una lettera di Veltroni che sprizza più "ipocrita buonismo" dell’inchiostro con cui è scritta (1). E Veltroni esordisce regalandoci una massima di David Grossman: "cultura e boicottaggio sono due parole incompatibili fra di loro. L’essenza della cultura è il dialogo". Cosa opporre a tanta "buona saggezza", enunciata dal "giudeo Grossmann" e ripropostaci dal "sionista Veltroni"? Niente. Basti dire con quanto affetto gli Ebrei/Israeliani trattano i Palestinesi. E’ dal 1948 che Israele nega "nei fatti" quello che enuncia e predica "con le parole". Ma è probabilmente per questa "doppiezza" che in Italia riscuote tanto successo tra i politici, i commentatori e i commedianti.

Non ci resta che piangere sulla "Italy liberata".

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Conforta, però, una notizia che viene dall’Europa. Moshe Kantor, "uno dei massimi esponenti del Congresso ebraico" (scrive il "Corriere" che di queste cose se ne intende) ci comunica di un accordo tra Unione Europea e Congresso Ebraico (2). Esso consiste in una "Carta UE" che "impegna tutti i Paesi europei a lottare contro xenofobia e razzismo" (2).

Capisco la vostra obiezione: "solo i Paesi Europei? Ed Israele?". Capisco la vostra obiezione ma vi invito a recedere. Perché rischiate l’accusa di essere "antisemiti". I "membri" (nel senso letterale di "teste di cazzo") della UE si sono incontrati con esponenti della Congresso ebraico. E, come da consuetudine, gli Ebrei hanno "dettato la linea" e i "membri europei" hanno sottoscritto dicendo una sola parola "SignorSI".

Avremo, dunque, una "carta UE", dettata dagli Ebrei e sottoscritta dai "membri europei" che "impegna tutti i Paesi europei a lottare contro xenofobia e razzismo". Israele non assume nessun vincolo. Anche perché, a pensarci bene, Israele espelle, uccide ed affama i Palestinesi che, della Palestina, sono gli autoctoni. E, in tale caso, essendo i Palestinesi "nativi della Palestina", non si può parlare né di razzismo né di xenofobia.

Ciliegina sulla torta. L’ebreo Kantor ci informa che "la Carta proibisce ai paesi membri di negare la Shoah ed ogni tipo di genocidio" (2). Su queste cose, gli Ebrei ci rivelano la "verità assoluta". Guai a chi oserà negarla. Il tutto, ovviamente, senza "pregiudizi" e in nome del "colloquio" e della "tolleranza". Ce lo dicono in tanti. Tra i quali Napolitano e Veltroni. Che, notoriamente, sono "uomini d’onore".

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Quesito: ci sono più membri (= teste di cazzo) in Italia o in Europa? A me la domanda sembra malamente posta. Io penso che bisognerebbe chiedersi se costoro, se tutti costoro, "ci sono" oppure "ci fanno". Tanto per dire, così recitando e così declamando, vivono da nababbi sulle nostre spalle. Con tanti saluti alla "colonia Italia" e alla "colonia Europa".


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1) "Israele e la libertà dal pregiudizio" in "Corriere della Sera" dell’8 maggio 2008, pagina 48;
2) "Una carta UE per la tolleranza" in "Corriere della Sera" dell’8 maggio 2008, pagina 11.



 
 

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