Se
"Italy piange",
"Europa non ride"
08.05.08- Oggi, 8 maggio 2008,
si apre a Torino la Fiera
del Libro. Ospite donore
Israele. E la "libera
stampa" gronda di
dichiarazioni di politici,
opinionisti e commedianti
vari che invitano a "non
avere pregiudizi verso Israele".
La Mostra sarà inaugurata
da Napolitano, Presidente
della Repubblica Italiana. Omaggio alla Mostra? Omaggio
ad Israele? Omaggio agli USA?
Niente omaggi alla Unione
Sovietica. Anche perché Napolitano, politico avveduto,
omaggia i vivi. Non omaggia
i morti che omaggiava quando
erano vivi.
Merita
un particolare cenno il fatto
che oggi il "Corriere"
pubblica una lettera di Veltroni
che sprizza più "ipocrita
buonismo" dellinchiostro
con cui è scritta (1).
E Veltroni esordisce regalandoci
una massima di David Grossman: "cultura e boicottaggio
sono due parole incompatibili
fra di loro. Lessenza
della cultura è il
dialogo". Cosa
opporre a tanta "buona
saggezza", enunciata
dal "giudeo Grossmann" e ripropostaci dal "sionista
Veltroni"? Niente.
Basti dire con quanto affetto
gli Ebrei/Israeliani trattano
i Palestinesi. E dal
1948 che Israele nega "nei
fatti" quello che
enuncia e predica "con
le parole". Ma è probabilmente per questa "doppiezza" che in Italia riscuote tanto
successo tra i politici, i
commentatori e i commedianti.
Non
ci resta che piangere sulla "Italy liberata".
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Conforta,
però, una notizia che
viene dallEuropa. Moshe
Kantor, "uno dei
massimi esponenti del Congresso
ebraico" (scrive
il "Corriere" che di queste cose se ne intende)
ci comunica di un accordo
tra Unione Europea e Congresso
Ebraico (2). Esso consiste
in una "Carta UE" che "impegna tutti
i Paesi europei a lottare
contro xenofobia e razzismo" (2).
Capisco
la vostra obiezione: "solo
i Paesi Europei? Ed Israele?".
Capisco la vostra obiezione
ma vi invito a recedere. Perché
rischiate laccusa di
essere "antisemiti".
I "membri" (nel senso letterale di "teste
di cazzo") della
UE si sono incontrati con
esponenti della Congresso
ebraico. E, come da consuetudine,
gli Ebrei hanno "dettato
la linea" e i "membri
europei" hanno sottoscritto
dicendo una sola parola "SignorSI".
Avremo,
dunque, una "carta
UE", dettata dagli
Ebrei e sottoscritta dai "membri
europei" che "impegna
tutti i Paesi europei a lottare
contro xenofobia e razzismo".
Israele non assume nessun
vincolo. Anche perché,
a pensarci bene, Israele espelle,
uccide ed affama i Palestinesi
che, della Palestina, sono
gli autoctoni. E, in tale
caso, essendo i Palestinesi "nativi della Palestina",
non si può parlare
né di razzismo né di xenofobia.
Ciliegina
sulla torta. Lebreo
Kantor ci informa che "la
Carta proibisce ai paesi membri
di negare la Shoah ed ogni
tipo di genocidio" (2). Su queste cose, gli Ebrei
ci rivelano la "verità assoluta". Guai a
chi oserà negarla.
Il tutto, ovviamente, senza "pregiudizi" e in nome del "colloquio" e della "tolleranza".
Ce lo dicono in tanti. Tra
i quali Napolitano e Veltroni.
Che, notoriamente, sono "uomini
donore".
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Quesito:
ci sono più membri
(= teste di cazzo) in Italia
o in Europa? A me la domanda
sembra malamente posta. Io
penso che bisognerebbe chiedersi
se costoro, se tutti costoro, "ci sono" oppure "ci fanno".
Tanto per dire, così
recitando e così declamando,
vivono da nababbi sulle nostre
spalle. Con tanti saluti alla "colonia Italia" e alla "colonia Europa".
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1) "Israele e la
libertà dal pregiudizio" in "Corriere della
Sera" dell8
maggio 2008, pagina 48;
2) "Una carta UE
per la tolleranza" in "Corriere della
Sera" dell8
maggio 2008, pagina 11.