Canovaccio
per una farsa: un russo
infantile, un ebreo perfido
e uno yankee candido
08.06.08
- Il mondo gira. E,
malgrado tutto, Roma resta
al centro del mondo. Anche
se le decisioni si prendono
altrove. Ma qui "siedono
3 Grandi" (Benedetto
XVI, Giorgio Napolitano e
Silvio Berlusconi). Hanno
appena svillaneggiato Ahmanijead,
non ricevendolo né
in pubblico né in privato.
Ed ora sono intenti a stirare
i vestiti, a lustrare le scarpe
e ad affilare le lingue per
rendere omaggio a George W.
Bush, che si appresta a venire
a Roma. Verrebbe da dire:
"cosa sha
da fare per campare".
E non venitemi a dire: "si
può anche campare con
la schiena diritta".
Perché anche voi sapete
che, per farlo, si può
campare. Ma mangiando pane
e cipolla. A vivere da grandi,
invece, è necessario
riverire i potenti, piegare
la schiena e sputare sulla
giustizia e sulla verità.
Ma si può posare a
"Grandi"
e nutrirsi ad aragosta e caviale.
E bere champagne.
***
A
guastare la festa ci prova
Medvedev, Presidente della
Russia, che afferma che "il
pianeta sta entrando in una
crisi simile a quella del
1929. E tutto questo è
colpa della politica aggressiva
praticata dagli USA e dalle
speculazioni sulle materie
prime portate avanti dalle
finanziarie yankees"
(1). Argomenti dirompenti.
Che il corrispondente del
"Corriere",
Fabrizio Dragosei, ci narra
tra il serio e il faceto,
volendo dirci: "vedete
che fregnacce va dicendo costui"
(1).
***
Tentativo
maldestro. Perché
i problemi sono lì:
nudi e crudi. E meno male
che, nel dibattito, interviene
Richard Pipes a rimettere
le cose a posto. Costui è
un giudeo neocon, consigliere
di Bush. E, pertanto, allenato
a quella "scuola di
verità" che
ci ha ammannito "lalleanza
tra Dio ed Abramo",
la "schiavitù
dEgitto" e
la "Shoah".
Inutile dire che, ai suoi
occhi, linvasione dellAfganistan,
linvasione dellIraq
e la ventilata aggressione
contro lIran sono delle
baggianate. E difatti, perfidamente,
il nostro impostore sorvola
su argomenti tanto volgari
ed inconsistenti. Per puntare
il ditone adunco sul fatto
che "la Russia
vorrebbe staccare lEuropa
dagli USA" (2).
Infine
la perla finale: "I
russi sono europei come razza,
ma non come cultura. Non sono
gli eredi dellantica
Grecia e dellantica
Roma, tanto meno sono una
società democratica.
Culturalmente, i russi sono
euroasiatici, un popolo sui
generis. Culturalmente, siamo
europei noi americani"
(2). Che dire? Cè
solo da restare ammirati alle
argomentazioni di Pipes che
riesce ad essere contemporaneamente
"ebreo",
"americano"
ed "europeo".
Ovviamente: nelladorazione
di Jahvé, "dio
nazionale dei giudeocristiani".
***
A
sbugiardare Dragosei e Pipes
provvede George w. Bush in
prima persona. Che, apprestandosi
a venire a Roma, dichiara:
"lopzione
militare contro lIran,
per impedire che si doti dellarma
nucleare, rimane aperta"
(3). Ma, si sa, Bush è
limperatore di questo
impero da operetta. E si può
permettere di essere chiaro
fino alla sfrontatezza.
Riassumendo:
linvasione dellAfganistan
e dellIraq, le minacce
di guerra contro lIran.
Cè da meravigliarsi
se un barile di petrolio è
schizzato da 30 a 140 US$?
No, così come entrano
in questa logica il crollo
dei subprime e la svalutazione
selvaggia del Dollaro USA.
Ed
è più che giusto
che i "3 Grandi che
siedono a Roma" si
apprestino a rendere omaggio
a Bush, lintelligentone
avvinazzato che rischia di portare
alla rovina il mondo intero.
Ma quello che conta è
che i 3 Grandi stiano seduti
sui loro troni in quel di Roma.
Anche perché lItalia
è stata "liberata
nel 1945" e, da
allora, è diventata "nave
senza nocchiero in gran tempesta.
Non donna di provincie ma bordello".
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1) "Medvedev
attacca lAmerica egoista"
in "Corriere della Sera"
dell8 giugno 2008, pagina
6;
2) "Mosca vuole dividere
gli USA dalla UE"
in "Corriere della Sera"
dell8 giugno 2008;
3) "Bush potremmo
colpire lIran"
in "Corriere della Sera"
dell8 giugno 2008, pagina
15.