La
"grande impostura":
Israele traccia la linea.
Usa ed Europa seguono
13.06.08
- Si dice e si scrive sulla "intelligenza" di George W. Bush. Ma nessuno
ne mette il dubbio il "candore".
Nel senso che, fatte salve
le dichiarazioni di facciata,
le motivazioni strategiche
del Presidente Bush sono date
per ovvie e scontate:
1) la conquista dellAfganistan
per servirsene come di una "portaerei terrestre" e per farci transitare i tubi
della UNOCAL per succhiare
il gas e il petrolio dellAsia
centrale a beneficio dellOccidente;
2) la conquista dei pozzi
petroliferi di Iraq ed Iran
e la distruzione di due irriducibili
nemici di Israele.
Su queste cose gli opinionisti "giudeocristiani" sono concordi e tutti quanti,
in Europa, in Israele e negli
USA sono concordi nel decantare
il modello "occidentale" e nel sottoporre a critica
severa Cina, Russia e Paesi
Arabo/Mussulmani.
***
Potrei
perfino assentire, limitandomi
a "prendere atto",
se non fosse per un particolare
di non poco conto: negli anni
1946/1989 si diede vita ad
una "politica di contenimento"
nei confronti della Unione
Sovietica. Oggi, invece, nei
confronti di Iraq e di Iran
si è adottato e si
adotta il criterio della "guerra
preventiva". E questo
mi allarma. Ma dovrebbe allarmare
anche gli statisti europei.
E, soprattutto, il Vaticano.
Sembra,
invece, che tutti si siano
messi "allineati e
coperti" al seguito
di Sua Intelligenza George
W. Bush. Malgrado costui abbia
dato lavvio a 2 guerre
inconsulte (Afganistan e Iraq)
che lascerà in eredità
al suo successore. E minacci
di avviare una terza guerra
nei confronti dellIran.
Non
starò qui a narrare
delle accoglienze trionfali
che, a Roma, sono state riservate
a George W. Bush, da parte
di Benedetto XVI, di Giorgio
Napolitano e di Silvio Berlusconi.
Ne sono piene le cronache.
Osserverò solo che
queste cordiali e smaccate
accoglienze seguono di alcuni
giorni il rifiuto di qualsiasi
incontro al Presidente iraniano.
E che tutto questo sta a significare
una chiarissima "scelta
di campo".
***
Come
Napolitano e Berlusconi, e
soprattutto Benedetto XVI,
giustifichino questa loro "scelta di campo";
come giustifichino il loro
tacito assenso ad una "guerra
preventiva" contro
lIran è un affare
che mi riguarda solo come
commentatore. Quello che mi
preme denunciare è un "appiattimento
fideistico" sulle
cattive ragioni di Israele.
Ribadisco,
ancora una volta, che a me è indifferente se quella
porzione di territorio debba
chiamarsi "Israele" oppure "Palestina".
Ma che gli Ebrei ne occupino
una porzione più o
meno vasta e che, per crearsi
un loro "stato ebraico",
debbano cacciare i Palestinesi,
mettendo in pericolo la pace
mondiale, è un fatto
che mi interessa: come cittadino,
come Italiano e come Europeo.
E su questo conviene attestarsi.
Cominciando con il dire che "non vedo alcun interesse
italiano ed europeo"
nelle guerre che si combattono
nel Vicino Oriente. Ed è dovere degli Ebrei/Israeliani
trovare il modo di convivere
con i Palestinesi. Senza attendersi
che noi Europei si prenda
posizione alcuna a loro favore
e a danno dei Popoli Arabo/Mussulmani.
E,
su questo, converrebbe fare
una "battaglia culturale"
volta a denunciare la mistificazione
operata dal partito americano
sionista. A cui, purtroppo,
si è accodata Santa
Romana Chiesa. Che, così facendo, finisce di essere "Santa", "Romana" e "Chiesa" per trasformarsi in una holding
finanziaria che vende santini.
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