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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

La perfidia fa la storia

16.06.08 - George W. Bush è "intelligentissimo". Altrimenti non si spiegherebbe come sia riuscito a trascinare i suoi "alleati" nelle avventure bellicistiche dell’Afganistan e dell’Iraq. Ed ora, passo dopo passo, li stia spingendo nella terza avventura dell’Iran. Si potrebbe spiegare il tutto sostenendo che gli alleati europei di Bush sono dei "cretinissimi". In ogni caso, il busillis non cambia: intelligentissimo Bush o cretinissimi i suoi alleati europei che lo seguono nelle sue dissennate avventure bellicistiche? Mah! Fate vobis. Io non mi pronuncio.

Do per certo, però, che gli Ebrei/Israeliani, nel corso degli anni "hanno fatto fesso" Bush "l’intelligentissimo". Che rischia di fare la figura dello "scemo del pianeta". Ragione per cui a Condoleezza Rice, segretario di stato degli USA, si è arricciato il pelo quando, giunta in Palestina, ha dovuto toccare con mano che gli Ebrei/Israeliani hanno menato per il naso Bush, la Rice e tutta l’amministrazione USA.

L’imbroglio funziona così: Israele chiede che, preliminarmente i Palestinesi riconoscano il "diritto alla sicurezza di Israele" e se ne stiano buoni senza fare attentati. Così facendo, i Palestinesi si meritano "l’avvio di negoziati per trovare una soluzione ai problemi". Nel corso dei colloqui, dei lunghissimi colloqui, Israele continua nei suoi "omicidi più o meno mirati" e nella "politica degli insediamenti". Pertanto, quando i lunghi colloqui si concluderanno, la Palestina sarà tutta abitata da Ebrei/Israeliani. E ai Palestinesi resterebbero solo dei "territori" simili alle riserve dei Pellerossa negli USA.

Bush ci aveva creduto alla "buonafede" dei leaders israeliani ed aveva solennemente proclamato che, prima di chiudere il suo mandato presidenziale, la "pace in Palestina avrebbe fatto notevoli passi in avanti". Ma sono passati gli anni, il tempo è quasi scaduto e il contenzioso Israeliani/Palestinesi si allarga. Ed ecco la denuncia della Rice che usa toni insolitamente duri: "Gli insediamenti hanno un effetto negativo sul clima dei negoziati di pace" (1).

Risponde il Governo israeliano: "E’ chiaro a tutti che i quartieri ebraici di Gerusalemme saranno parte di Israele in qualsiasi accordo finale" (1). Risposta chiara seppure diplomatica. Rompe, invece, gli argini Danny Dayan che cura gli insediamenti: "Una retorica impertinente e senza vergogna. L’ambasciatrice di un Paese straniero viene a Gerusalemme e rimprovera Israele perché costruisce appartamenti per i suoi concittadini" (1).

Io do ragione a Danny Dayan. E per delle ragioni ovvie e scontate: Israele ha un patto con Jahvé, Israele ha avuto la Shoah, Israele ha mille ragioni e i Palestinesi mille torti. Quanto agli USA, pensino a fare il vuoto attorno ad Israele, distruggendone i nemici (Afganistan, Iraq, Iran) e non si permettano di criticare gli "affari interni di Israele". Do ragione a Danny Dayan, ribadendo che noi Europei dobbiamo prendere le distanze dalla politica dissennata che USA ed Israele conducono nel Vicino Oriente.

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(1) "La Rice sferza Israele: stop agli insediamenti" in "Corriere della Sera" del 16 giugno 2008, pagina 15.


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