La
perfidia fa la storia
16.06.08 - George W. Bush
è "intelligentissimo".
Altrimenti non si spiegherebbe
come sia riuscito a trascinare
i suoi "alleati"
nelle avventure bellicistiche
dellAfganistan e dellIraq.
Ed ora, passo dopo passo,
li stia spingendo nella terza
avventura dellIran.
Si potrebbe spiegare il tutto
sostenendo che gli alleati
europei di Bush sono dei "cretinissimi".
In ogni caso, il busillis
non cambia: intelligentissimo
Bush o cretinissimi i suoi
alleati europei che lo seguono
nelle sue dissennate avventure
bellicistiche? Mah! Fate
vobis. Io non mi pronuncio.
Do per certo, però,
che gli Ebrei/Israeliani,
nel corso degli anni "hanno
fatto fesso" Bush
"lintelligentissimo".
Che rischia di fare la figura
dello "scemo del pianeta".
Ragione per cui a Condoleezza
Rice, segretario di stato
degli USA, si è arricciato
il pelo quando, giunta in
Palestina, ha dovuto toccare
con mano che gli Ebrei/Israeliani
hanno menato per il naso Bush,
la Rice e tutta lamministrazione
USA.
Limbroglio
funziona così: Israele
chiede che, preliminarmente
i Palestinesi riconoscano
il "diritto alla
sicurezza di Israele"
e se ne stiano buoni senza
fare attentati. Così
facendo, i Palestinesi si
meritano "lavvio
di negoziati per trovare una
soluzione ai problemi".
Nel corso dei colloqui, dei
lunghissimi colloqui, Israele
continua nei suoi "omicidi
più o meno mirati"
e nella "politica
degli insediamenti".
Pertanto, quando i lunghi
colloqui si concluderanno,
la Palestina sarà tutta
abitata da Ebrei/Israeliani.
E ai Palestinesi resterebbero
solo dei "territori"
simili alle riserve dei Pellerossa
negli USA.
Bush
ci aveva creduto alla "buonafede"
dei leaders israeliani ed
aveva solennemente proclamato
che, prima di chiudere il
suo mandato presidenziale,
la "pace in Palestina
avrebbe fatto notevoli passi
in avanti". Ma
sono passati gli anni, il
tempo è quasi scaduto
e il contenzioso Israeliani/Palestinesi
si allarga. Ed ecco la denuncia
della Rice che usa toni insolitamente
duri: "Gli insediamenti
hanno un effetto negativo
sul clima dei negoziati di
pace" (1).
Risponde
il Governo israeliano: "E
chiaro a tutti che i quartieri
ebraici di Gerusalemme saranno
parte di Israele in qualsiasi
accordo finale"
(1). Risposta chiara seppure
diplomatica. Rompe, invece,
gli argini Danny Dayan che
cura gli insediamenti: "Una
retorica impertinente e senza
vergogna. Lambasciatrice
di un Paese straniero viene
a Gerusalemme e rimprovera
Israele perché costruisce
appartamenti per i suoi concittadini"
(1).
Io
do ragione a Danny Dayan. E
per delle ragioni ovvie e scontate:
Israele ha un patto con Jahvé,
Israele ha avuto la Shoah, Israele
ha mille ragioni e i Palestinesi
mille torti. Quanto agli USA,
pensino a fare il vuoto attorno
ad Israele, distruggendone i
nemici (Afganistan, Iraq, Iran)
e non si permettano di criticare
gli "affari interni
di Israele". Do ragione
a Danny Dayan, ribadendo che
noi Europei dobbiamo prendere
le distanze dalla politica dissennata
che USA ed Israele conducono
nel Vicino Oriente.
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(1)
"La
Rice sferza Israele: stop agli
insediamenti" in
"Corriere della Sera"
del 16 giugno 2008, pagina 15.