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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Santa Romana Chiesa non è più "santa" né "romana"; ma da "cattolica", si è fatta "giudeocristiana"

18.08.08 - Ancora non si era spenta l’eco delle polemiche sollevate dal settimanale ("cristiano"? "giudaico"?) "Famiglia Cristiana" che Benedetto XVI irrompe sulla scena con un "discorso magistrale" (1) il cui succo è: "fate vobis. Date nobis". Giudizi in libertà? No: il contesto lo nota il "Corriere" che scrive testualmente: "Nel pieno delle polemiche innescate dalle critiche alla politica sull’immigrazione del governo Berlusconi lanciate da Famiglia Cristiana (da cui hanno preso le distanze le gerarchie vaticane), Benedetto XVI si è detto preoccupato…." (1).

"Famiglia Cristiana" aveva più volte attaccato il Governo Berlusconi. E con argomentazioni che prestavano il fianco a feroci polemiche. E, difatti, Famiglia Cristiana non ha protestato e non protesta "perché i soldati italiani vengono impiegati all’estero a supporto delle guerre di USA/Israel" ma "perché vengono impiegati nelle città italiane in supporto dell’ordine pubblico". A chiara dimostrazione di un servilismo di fondo verso gli "usurai della terra". E, su queste cose, erano intervenuti dei "portavoce vaticani" a chiarire che "Famiglia Cristiana" non rappresenta la "Santa Sede" e la Conferenza Episcopale Italiana. Insomma: Santa Romana Chiesa non scende e non si schiera tra "liberaldemocratici di destra" e "liberaldemocratici di sinistra". Libera, ovviamente, "Famiglia giudeocristiana" di fare le sue critiche partigiane.

Chiarito l’aspetto temporale delle cose, andavano ribaditi i principi. Ed ecco l’intervento di Benedetto XVI. Un intervento che non esito a definire "magistrale". Nel senso che è un capolavoro di ipocrisia. E, difatti il Papa invita a non cedere alle "tentazioni del razzismo" e a rispettare "il dovere dell’accoglienza". Anche se poi aggiunge: "Purtroppo però di esso si registrano in diversi paesi nuove manifestazioni preoccupanti, legate spesso a problemi sociali ed economici, che tuttavia mai possono giustificare il disprezzo e la discriminazione razziale" (1).

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Non so se io sono o non sono "razzista". Ma io distinguo nettamente chi, abitando in Italia, vive di lavoro e chi, abitando in Italia, vive di ladrocinio, di prostituzione, di rapine e di spaccio di droga. Pertanto nessuna distinzione legata al colore della pelle, ma una distinzione legata alle azioni dei singoli. Siano essi Italiani oppure stranieri.

Chiarito questo, Benedetto XVI dovrebbe chiarire meglio il suo pensiero circa "l’accoglienza da riservare agli ospiti". E, difatti, comunemente si definisce "ospite" chi soggiorna tra di noi qualche mese e poi torna al suo paesello di origine. Succede, invece, che milioni di stranieri si stanno stabilendo definitivamente tra di noi. E, come se questo non bastasse, taluni di loro (pochi o molti non sto qui a dire) rivendicano il diritto di viverci da fuorilegge. Abbiamo anche verso costoro il "dovere dell’accoglienza"?

Parole e fatti. Bella l’accoglienza, ma mi chiedo in base a quale "miracolo pontificio" tanti spostati si accampano ai margini delle città italiane e non se ne vanno ad abitare nella "Città del Vaticano". Che, almeno a parole, invita gli altri al "dovere dell’accoglienza". E mi chiedo: si tratta di un "evento miracoloso" oppure del profano dispiegamento di forze di polizia (spesso italiane) che, con fermezza, invitano a desistere dal frequentare la "Città del Vaticano"? E, allora, Benedetto XVI farebbe bene a levare lodi a "Santa Ipocrisia". Io, per me, lo manderei a convivere, in mezzo a quegli ospiti che, almeno a parole, dice di amare tanto. E voi?

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La Chiesa, del resto, da alcuni decenni, sembra dimentica di se stessa. Non più "cattolica" che incitava, ad Ovest, a liberare la penisola iberica e, ad Est, a resistere al "Turco invasore"; non più "cattolica" che benedice i Normanni che liberavano la Sicilia dagli Arabi/Mussulmani; non più "Cattolica Apostolica Romana" che bandiva le crociate per "conquistare il Santo Sepolcro". Ma…. in cerca di sintonia con il Giudaismo dal quale, duemila anni orsono, si era staccata decisamente. E che afferma che i Giudei ("fratelli maggiori") possono salvarsi in nome della "vecchia alleanza". E, così dicendo, smentisce le parole dei Vangeli e degli Apostoli.

Si badi: questa Chiesa non dice che un "uomo buono e retto può salvarsi" seppure appartenente ad altro credo o ad altra religione. E che la Chiesa funge solo da "aiuto e da supporto". Nel quale caso assumerebbe una posizione "razionalistica". Ma afferma che i Giudei (e solo i Giudei) hanno possibilità d salvezza in nome della "vecchia alleanza". E, riduce il "cristianesimo" ad una delle tante "eresie" del plurimillennario giudaismo. Inutile dire che, così proclamando, la Chiesa bestemmia se stessa.

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(1) "Il Papa: no ai nuovi razzismi" in "Corriere della Sera" del 18 agosto 2008, pagina 1.


 
 

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