Santa
Romana Chiesa non è
più "santa"
né "romana";
ma da "cattolica",
si è fatta "giudeocristiana"
18.08.08
- Ancora non si era spenta
leco delle polemiche
sollevate dal settimanale
("cristiano"? "giudaico"?) "Famiglia Cristiana" che Benedetto XVI irrompe
sulla scena con un "discorso
magistrale" (1) il
cui succo è: "fate
vobis. Date nobis".
Giudizi in libertà?
No: il contesto lo nota il "Corriere" che scrive testualmente: "Nel
pieno delle polemiche innescate
dalle critiche alla politica
sullimmigrazione del
governo Berlusconi lanciate
da Famiglia Cristiana (da
cui hanno preso le distanze
le gerarchie vaticane), Benedetto
XVI si è detto preoccupato
." (1).
"Famiglia Cristiana"
aveva più volte attaccato
il Governo Berlusconi. E con
argomentazioni che prestavano
il fianco a feroci polemiche.
E, difatti, Famiglia Cristiana
non ha protestato e non protesta "perché i soldati
italiani vengono impiegati
allestero a supporto
delle guerre di USA/Israel" ma "perché
vengono impiegati nelle città
italiane in supporto dellordine
pubblico". A chiara
dimostrazione di un servilismo
di fondo verso gli "usurai
della terra". E,
su queste cose, erano intervenuti
dei "portavoce vaticani" a chiarire che "Famiglia
Cristiana" non rappresenta
la "Santa Sede" e la Conferenza Episcopale
Italiana. Insomma: Santa Romana
Chiesa non scende e non si
schiera tra "liberaldemocratici
di destra" e "liberaldemocratici
di sinistra". Libera,
ovviamente, "Famiglia
giudeocristiana" di fare le sue critiche partigiane.
Chiarito
laspetto temporale delle
cose, andavano ribaditi i
principi. Ed ecco lintervento
di Benedetto XVI. Un intervento
che non esito a definire "magistrale".
Nel senso che è un
capolavoro di ipocrisia. E,
difatti il Papa invita a non
cedere alle "tentazioni
del razzismo" e a rispettare "il
dovere dellaccoglienza".
Anche se poi aggiunge: "Purtroppo
però di esso si registrano
in diversi paesi nuove manifestazioni
preoccupanti, legate spesso
a problemi sociali ed economici,
che tuttavia mai possono giustificare
il disprezzo e la discriminazione
razziale" (1).
***
Non
so se io sono o non sono "razzista".
Ma io distinguo nettamente
chi, abitando in Italia, vive
di lavoro e chi, abitando
in Italia, vive di ladrocinio,
di prostituzione, di rapine
e di spaccio di droga. Pertanto
nessuna distinzione legata
al colore della pelle, ma
una distinzione legata alle
azioni dei singoli. Siano
essi Italiani oppure stranieri.
Chiarito
questo, Benedetto XVI dovrebbe
chiarire meglio il suo pensiero
circa "laccoglienza
da riservare agli ospiti".
E, difatti, comunemente si
definisce "ospite" chi soggiorna tra di noi qualche
mese e poi torna al suo paesello
di origine. Succede, invece,
che milioni di stranieri si
stanno stabilendo definitivamente
tra di noi. E, come se questo
non bastasse, taluni di loro
(pochi o molti non sto qui
a dire) rivendicano il diritto
di viverci da fuorilegge.
Abbiamo anche verso costoro
il "dovere dellaccoglienza"?
Parole
e fatti. Bella laccoglienza,
ma mi chiedo in base a quale "miracolo pontificio"
tanti spostati si accampano
ai margini delle città italiane e non se ne vanno
ad abitare nella "Città del Vaticano". Che,
almeno a parole, invita gli
altri al "dovere dellaccoglienza".
E mi chiedo: si tratta di
un "evento miracoloso" oppure del profano dispiegamento
di forze di polizia (spesso
italiane) che, con fermezza,
invitano a desistere dal frequentare
la "Città del
Vaticano"? E, allora,
Benedetto XVI farebbe bene
a levare lodi a "Santa
Ipocrisia". Io, per
me, lo manderei a convivere,
in mezzo a quegli ospiti che,
almeno a parole, dice di amare
tanto. E voi?
***
La
Chiesa, del resto, da alcuni
decenni, sembra dimentica
di se stessa. Non più "cattolica" che incitava, ad Ovest, a
liberare la penisola iberica
e, ad Est, a resistere al "Turco invasore";
non più "cattolica"
che benedice i Normanni che
liberavano la Sicilia dagli
Arabi/Mussulmani; non più "Cattolica Apostolica
Romana" che bandiva
le crociate per "conquistare
il Santo Sepolcro".
Ma
. in cerca di sintonia
con il Giudaismo dal quale,
duemila anni orsono, si era
staccata decisamente. E che
afferma che i Giudei ("fratelli
maggiori") possono
salvarsi in nome della "vecchia
alleanza". E, così dicendo, smentisce le parole
dei Vangeli e degli Apostoli.
Si
badi: questa Chiesa non dice
che un "uomo buono
e retto può salvarsi" seppure appartenente ad altro
credo o ad altra religione.
E che la Chiesa funge solo
da "aiuto e da supporto".
Nel quale caso assumerebbe
una posizione "razionalistica".
Ma afferma che i Giudei (e
solo i Giudei) hanno possibilità d salvezza in nome della "vecchia
alleanza". E, riduce
il "cristianesimo" ad una delle tante "eresie"
del plurimillennario giudaismo.
Inutile dire che, così proclamando, la Chiesa bestemmia
se stessa.
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(1) "Il
Papa: no ai nuovi razzismi"
in "Corriere della
Sera" del 18 agosto
2008, pagina 1.