Il
pianeta "Terra"
non si è fermato nel
1945 né nel 1989. E
gira ancora su se stesso
20.08.08
- Piange il "francese" Bernard-Henri Levy. E, piangendo
a dirotto, inonda 2 pagine
del "Corriere della
Sera" (1). E, piangendo,
ci racconta le crudeltà della guerra in Georgia. Solo
che, essendo giudeo, non recepisce
che le guerre, tutte le guerre,
sono crudeli. E, se ha dubbi,
potrebbe chiederlo ai Palestinesi,
in guerra dal 1948 ai nostri
giorni. Bernard-Henri Levy,
invece, non ha dubbi. E, pertanto,
ci ammannisce la versione
di Saakashvili come "la
verità": non
sono stati i Georgiani a cominciare
la guerra, ma i Russi.
Domando: si può dubitare della parola di un
giudeo che, piangendo a dirotto,
racconta tanti lutti?
No, non si può. Dovremmo,
dunque, concludere che sono
stati i Russi a bombardare
e a ridurre a macerie la capitale
della Ossezia del Sud. Similmente
sono stati i Russi a fare
scappare 30.000 Osseti che,
stranamente, sono scappati
verso la Russia. Solo che
il nostro giudeo interroga
i profughi georgiani, non
interroga i profughi osseti.
E, pertanto
Il
perché di tanta piagnucolosa
impostura, il nostro lo confessa
candidamente: "In
questa vicenda aleggia un
cattivo odore di pacificazione
forzata e di accordi di Monaco.
O siamo capaci di alzare veramente
la voce e di dire, in Georgia,
basta a Putin
. E così
che si devono costruire lEuropa,
la pace e il mondo di domani"?
(1).
Confesso che, arrivato a questo
punto, ho pianto anche io.
Commosso di leggere quanto
questo "giudeo di
nazionalità francese"
è preoccupato dei "destini
dellEuropa".
***
Oggi
Sergio Romano torna a scrivere
sulle ultime vicende del Caucaso
(2). E spiega le ragioni che
hanno spinto i Russi a reagire
duramente in Georgia. Ed invita
gli Europei a tenere in giusta
considerazione il punto di
vista dei Russi. Come se non
bastasse, propone un "accordo
globale tra Europei e Russi" sulla base dello scambio di "gas e petrolio
contro tecnologie".
Mi
si potrebbe obiettare: i "pianti" di Bernard-Henri Levi e le "argomentazioni" di Sergio Romano valgono come
opinioni di due studiosi.
Opinioni che vengono sottoposte
al "Principe".
Ne convengo. Solo che il "Gran
Consiglio della Nato",
riunitosi ieri a Bruxelles,
ha condannato lazione
spropositata della Russia
in Georgia, ha invitato i
Russi a ritirarsi ma
ha lanciato intatto il canale
di comunicazione tra Europei
e Russi. Con grande scorno
degli USA e di Gran Bretagna
che proponevano una "politica
muscolare". Come
se non bastasse, è Frattini, ministro italiano
degli Esteri, a far sapere
che "Francia, Germania,
Italia e Spagna hanno premuto
per questa risoluzione, diversa
ed alternativa a quella anglosassone" (3). E con Berlusconi, Presidente
del Consiglio, che fa sapere
che, prima della riunione
della NATO, ha "chiamato
lamico Putin".
E che costui, quanto prima,
sarà suo ospite in
Sardegna: un "incontro
tra amici" (4).
Pare,
dunque, che il "Principe" non si curi dei "pianti" di Bernard-Henri Levy e accetti
le "indicazioni"
di Sergio Romano. Anche perché
la Russia è vicina
e in piena espansione economica,
mentre gli USA sono lontani
e in declino.
***
Parrebbe,
dunque, che il "venticinque
luglio" questanno
sia caduto il 19 agosto 2008,
e che nella riunione del "Gran
Consiglio della NATO"
la mozione anglosassone sia
finita in minoranza, soverchiata
dal desiderio degli Europei
di ribadire fedeltà agli "alleati ed
amici USA" ma,
contemporaneamente, di non
rompere con gli "amici
russi". Ora inizia
il periodo confuso della "guerra
continua".
Tranquilli.
Noi, che abbiamo vegliato nel
corso della lunga notte, siamo
fuori. A gestire il "capovolgimento
delle alleanze" provvederanno
quelli del partito "americano
sionista". Perché gli "ideali democratici" sono una cosa, i "pianti
giudaici" sono una
cosa. Ma, quello che fa girare
il mondo è il "profumo
degli affari". E il
profumo di affari soffia prepotente
da Est verso Ovest. Ma questa
è, ancora, una pagina
tutta da scrivere.
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1) "Nei
campi di morte della nuova Cecenia" in "Corriere della Sera" del 20 agosto 2008, pagina 1;
2) "Le Paure di uno
Zar" in "Corriere
della Sera" del 20
agosto 2008, pagina 1;
3) "La Nato: con
la Russia nulla più come
prima" in "Corriere
della Sera" del 20
agosto 2008, pagina 5;
4) "Berlusconi rassicura
lamico Putin prima del
vertice" in "Corriere
della Sera" del 20
agosto 2008, pagina 5.