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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Il pianeta "Terra" non si è fermato nel 1945 né nel 1989. E gira ancora su se stesso

20.08.08 - Piange il "francese" Bernard-Henri Levy. E, piangendo a dirotto, inonda 2 pagine del "Corriere della Sera" (1). E, piangendo, ci racconta le crudeltà della guerra in Georgia. Solo che, essendo giudeo, non recepisce che le guerre, tutte le guerre, sono crudeli. E, se ha dubbi, potrebbe chiederlo ai Palestinesi, in guerra dal 1948 ai nostri giorni. Bernard-Henri Levy, invece, non ha dubbi. E, pertanto, ci ammannisce la versione di Saakashvili come "la verità": non sono stati i Georgiani a cominciare la guerra, ma i Russi. Domando: si può dubitare della parola di un giudeo che, piangendo a dirotto, racconta tanti lutti? No, non si può. Dovremmo, dunque, concludere che sono stati i Russi a bombardare e a ridurre a macerie la capitale della Ossezia del Sud. Similmente sono stati i Russi a fare scappare 30.000 Osseti che, stranamente, sono scappati verso la Russia. Solo che il nostro giudeo interroga i profughi georgiani, non interroga i profughi osseti. E, pertanto…… Il perché di tanta piagnucolosa impostura, il nostro lo confessa candidamente: "In questa vicenda aleggia un cattivo odore di pacificazione forzata e di accordi di Monaco. O siamo capaci di alzare veramente la voce e di dire, in Georgia, basta a Putin…. E così che si devono costruire l’Europa, la pace e il mondo di domani"? (1).
Confesso che, arrivato a questo punto, ho pianto anche io. Commosso di leggere quanto questo "giudeo di nazionalità francese" è preoccupato dei "destini dell’Europa".

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Oggi Sergio Romano torna a scrivere sulle ultime vicende del Caucaso (2). E spiega le ragioni che hanno spinto i Russi a reagire duramente in Georgia. Ed invita gli Europei a tenere in giusta considerazione il punto di vista dei Russi. Come se non bastasse, propone un "accordo globale tra Europei e Russi" sulla base dello scambio di "gas e petrolio contro tecnologie".

Mi si potrebbe obiettare: i "pianti" di Bernard-Henri Levi e le "argomentazioni" di Sergio Romano valgono come opinioni di due studiosi. Opinioni che vengono sottoposte al "Principe". Ne convengo. Solo che il "Gran Consiglio della Nato", riunitosi ieri a Bruxelles, ha condannato l’azione spropositata della Russia in Georgia, ha invitato i Russi a ritirarsi ma… ha lanciato intatto il canale di comunicazione tra Europei e Russi. Con grande scorno degli USA e di Gran Bretagna che proponevano una "politica muscolare". Come se non bastasse, è Frattini, ministro italiano degli Esteri, a far sapere che "Francia, Germania, Italia e Spagna hanno premuto per questa risoluzione, diversa ed alternativa a quella anglosassone" (3). E con Berlusconi, Presidente del Consiglio, che fa sapere che, prima della riunione della NATO, ha "chiamato l’amico Putin". E che costui, quanto prima, sarà suo ospite in Sardegna: un "incontro tra amici" (4).

Pare, dunque, che il "Principe" non si curi dei "pianti" di Bernard-Henri Levy e accetti le "indicazioni" di Sergio Romano. Anche perché la Russia è vicina e in piena espansione economica, mentre gli USA sono lontani e in declino.

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Parrebbe, dunque, che il "venticinque luglio" quest’anno sia caduto il 19 agosto 2008, e che nella riunione del "Gran Consiglio della NATO" la mozione anglosassone sia finita in minoranza, soverchiata dal desiderio degli Europei di ribadire fedeltà agli "alleati ed amici USA" ma, contemporaneamente, di non rompere con gli "amici russi". Ora inizia il periodo confuso della "guerra continua".

Tranquilli. Noi, che abbiamo vegliato nel corso della lunga notte, siamo fuori. A gestire il "capovolgimento delle alleanze" provvederanno quelli del partito "americano sionista". Perché gli "ideali democratici" sono una cosa, i "pianti giudaici" sono una cosa. Ma, quello che fa girare il mondo è il "profumo degli affari". E il profumo di affari soffia prepotente da Est verso Ovest. Ma questa è, ancora, una pagina tutta da scrivere.

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1) "Nei campi di morte della nuova Cecenia" in "Corriere della Sera" del 20 agosto 2008, pagina 1;
2) "Le Paure di uno Zar" in "Corriere della Sera" del 20 agosto 2008, pagina 1;
3) "La Nato: con la Russia nulla più come prima" in "Corriere della Sera" del 20 agosto 2008, pagina 5;
4) "Berlusconi rassicura l’amico Putin prima del vertice" in "Corriere della Sera" del 20 agosto 2008, pagina 5.

 
 

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