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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

E il bue (Bush) diede del "cornuto" all’asino (Putin). Gli "Europei", invece, belarono: "Mee!"

27.08.08 - I fatti sono noti. La Georgia, armata dagli USA e da Israele, pensò di risolvere certe sue vertenze territoriali facendo ricorso alle armi. Ma intervennero i Russi che, in 5 giorni, sbaragliarono l'esercito georgiano. A fare da paciere si prestò Sarkozy, presidente della Repubblica Francese e presidente pro tempore dell'Unione Europea. La mediazione ebbe successo grazie al prestigio di Sarkozy e dell'Unione Europea e grazie alla "moderazione" dei leaders russi che fermarono le loro armate vittoriose. Fu dunque sottoscritto un "accordo per il cessate il fuoco", accordo sottoscritto dalla Georgia, dalla Russia e da Sarkozy, che aveva fatto da paciere in nome dell'Unione Europea.

I soldati, dunque, si fermarono "segnando il passo". Ma, stranamente, nel momento preciso che tacquero le armi, cominciò la "guerra delle parole". Furono gli USA a dare "fuoco alle polveri" con delle dichiarazioni di fuoco. E questo ha una qualche spiegazione, visto e considerato che "l'amico georgiano", armato dagli USA e da Israele, se ne usciva con le ossa rotte. Desta invece sconcerto che gli "statisti europei" (in primis Sarkozy), che si erano offerti come "pacieri" tra Georgiani e Russi, rinunciassero al loro ruolo per schierarsi, allineati e coperti come tanti "soldatini di piombo", nella "guerra delle parole". Evidentemente qualcuno deve avere rammentato a Lor Signori che "l'Europa è stata liberata dagli USA e che, dal 1945, ospita tanti soldati yankees". E, pertanto, "tutti in fila e coperti".

Non che ci si limiti alle parole. Si firmano dei protocolli per istallare lo "scudo spaziale" in Polonia e nella Repubblica Ceca e si inviano navi da guerra sulle coste della Georgia a…."sbarcare aiuti umanitari". Anche i Russi alzano i toni e, tanto per fissare dei "punti fermi" riconoscono la "indipendenza della Akbazia e della Ossezia del Sud", che, formalmente, fanno parte della Georgia, seppure abitate da popoli di etnia e lingua russa.

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Bush dichiara i Russi "irresponsabili" per "il riconoscimento unilaterale della indipendenza della Akbazia e dell’Ossezia del Sud". Ed io riconosco, su queste cose, la competenza di Bush. Che ha avviato, nel 2001, la "campagna afgana"; che ha avviato, nel 2003, la "campagna irachena" e che, nel 2008, resta impelagato nelle sue "campagne vittoriose". Tanto vittoriose che i "Presidente fantoccio" di Afganistan ed Iraq, invitano gli Usa ad andarsne. Convinto da questi "successi", Bush vorrebbe allargare il fronte all’Iran. E, profilandosi l’occasione (ammesso che i fatti si siano svolti a sua insaputa), estenderlo anche alla Russia.

Mi si potrebbe obiettare: "allora Bush è un cretino". Certo, fin dai banchi di scuola, Bush si porta appresso il nomignolo di "George, testa di cazzo". Ma sbaglierebbe chi si limitasse al nomignolo, perché dietro alle spalle di Bush sta uno stuolo di analisti e di studiosi. Fateci caso: l’Iraq intratteva intensi rapporti commerciali con l’Europa, non ne intratteneva con gli USA. Anche l’Iran e la Russia hanno intensi e fruttuosi rapporti commeciali con l’Europa, pochi con gli USA. Pertanto l’invasione dell’Iraq ha danneggiato l’Europa. Ed uno stato di guerra, calda oppure fredda, con l’Iran e con la Russia, danneggerebbe l’Europa, non gli USA.

George W. Bush "testa di cazzo"? Oppure "teste di cazzo" quei leaders europei che, malgrado la loro inutile intelligenza, si allineano alle posizioni avventuristiche degli USA? Fate voi. Qui basti dire che "i 27 dell’Europa" (ad unanimità) dichiarano "illegale" il riconoscimento della "indipendnza dell’Akbazia e della Ossezia del Sud". Mentre qualche politico ribadisce che il fatto che la NATO ha bombardato per 58 giorni la Serbia per averne "il riconoscimento della indipendenza del Kossovo", fu un "atto legale". Ma lasciamoli alle loro misere argomentazioni di "cani ammaestrati".

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Veniamo, invece, alla riunione, a camere congiunte, della Commissione Esteri. Qui Frattini, Ministro degli Esteri, condanna le "decisioni unilaterali" di Mosca ma dichiara che "non si debbono compromettere i rapporti tra Occidente e Mosca". A favore Piero Fassino che invita ad "evitare l’isolamento della Russia". Solo che intervengono "voci critiche": Marini e Casini (ex democristiani di fedeltà vaticana) e Paolo Guzzanti e Fiamma Nirenstein (del Pdl ma di fedeltà giudaica) alzano i toni, proponendo di stare coerentemente allineati sulle posizioni degli USA.

L’alternativa è, dunque, se "stare con gli USA e mugugnare" oppure "stare con gli USA senza se e senza ma". Nessuno che proponesse di "uscire dalla NATO". E dire che Mussolini parlò di "aula sorda e grigia".


 
 

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