E
il bue (Bush) diede
del "cornuto"
allasino (Putin).
Gli "Europei",
invece, belarono: "Mee!"
27.08.08
- I fatti sono noti. La Georgia, armata dagli USA
e da Israele, pensò
di risolvere certe sue vertenze
territoriali facendo ricorso
alle armi. Ma intervennero
i Russi che, in 5 giorni,
sbaragliarono l'esercito georgiano.
A fare da paciere si prestò Sarkozy, presidente della
Repubblica Francese e presidente
pro tempore dell'Unione Europea.
La mediazione ebbe successo
grazie al prestigio di Sarkozy
e dell'Unione Europea e grazie
alla "moderazione" dei leaders russi che fermarono
le loro armate vittoriose.
Fu dunque sottoscritto un "accordo per il cessate
il fuoco", accordo
sottoscritto dalla Georgia,
dalla Russia e da Sarkozy,
che aveva fatto da paciere
in nome dell'Unione Europea.
I soldati, dunque, si fermarono "segnando il passo".
Ma, stranamente, nel momento
preciso che tacquero le armi,
cominciò la "guerra
delle parole". Furono
gli USA a dare "fuoco
alle polveri" con
delle dichiarazioni di fuoco.
E questo ha una qualche spiegazione,
visto e considerato che "l'amico
georgiano", armato
dagli USA e da Israele, se
ne usciva con le ossa rotte.
Desta invece sconcerto che
gli "statisti europei" (in primis Sarkozy), che si
erano offerti come "pacieri" tra Georgiani e Russi, rinunciassero
al loro ruolo per schierarsi,
allineati e coperti come tanti "soldatini di piombo",
nella "guerra delle
parole". Evidentemente
qualcuno deve avere rammentato
a Lor Signori che "l'Europa è stata liberata dagli
USA e che, dal 1945, ospita
tanti soldati yankees".
E, pertanto, "tutti
in fila e coperti".
Non
che ci si limiti alle parole.
Si firmano dei protocolli
per istallare lo "scudo
spaziale" in Polonia
e nella Repubblica Ceca e
si inviano navi da guerra
sulle coste della Georgia
a
."sbarcare
aiuti umanitari".
Anche i Russi alzano i toni
e, tanto per fissare dei "punti
fermi" riconoscono
la "indipendenza della
Akbazia e della Ossezia del
Sud", che, formalmente,
fanno parte della Georgia,
seppure abitate da popoli
di etnia e lingua russa.
***
Bush
dichiara i Russi "irresponsabili" per "il riconoscimento
unilaterale della indipendenza
della Akbazia e dellOssezia
del Sud". Ed
io riconosco, su queste cose,
la competenza di Bush. Che
ha avviato, nel 2001, la "campagna
afgana"; che ha avviato,
nel 2003, la "campagna
irachena" e che,
nel 2008, resta impelagato
nelle sue "campagne
vittoriose". Tanto
vittoriose che i "Presidente
fantoccio" di Afganistan
ed Iraq, invitano gli Usa
ad andarsne. Convinto da questi "successi",
Bush vorrebbe allargare il
fronte allIran. E, profilandosi
loccasione (ammesso
che i fatti si siano svolti
a sua insaputa), estenderlo
anche alla Russia.
Mi
si potrebbe obiettare: "allora
Bush è un cretino".
Certo, fin dai banchi di scuola,
Bush si porta appresso il
nomignolo di "George,
testa di cazzo".
Ma sbaglierebbe chi si limitasse
al nomignolo, perché dietro alle spalle di Bush
sta uno stuolo di analisti
e di studiosi. Fateci caso: lIraq intratteva
intensi rapporti commerciali
con lEuropa, non ne
intratteneva con gli USA.
Anche lIran e la Russia
hanno intensi e fruttuosi
rapporti commeciali con lEuropa,
pochi con gli USA. Pertanto
linvasione dellIraq
ha danneggiato lEuropa.
Ed uno stato di guerra, calda
oppure fredda, con lIran
e con la Russia, danneggerebbe
lEuropa, non gli USA.
George
W. Bush "testa
di cazzo"? Oppure "teste di cazzo" quei leaders europei che,
malgrado la loro inutile intelligenza,
si allineano alle posizioni
avventuristiche degli USA?
Fate voi. Qui basti dire che "i 27 dellEuropa"
(ad unanimità) dichiarano "illegale" il riconoscimento della "indipendnza
dellAkbazia e della
Ossezia del Sud".
Mentre qualche politico ribadisce
che il fatto che la NATO ha
bombardato per 58 giorni la
Serbia per averne "il
riconoscimento della indipendenza
del Kossovo",
fu un "atto legale".
Ma lasciamoli alle loro misere
argomentazioni di "cani
ammaestrati".
***
Veniamo,
invece, alla riunione, a camere
congiunte, della Commissione
Esteri. Qui Frattini, Ministro
degli Esteri, condanna le "decisioni unilaterali" di Mosca ma dichiara che "non
si debbono compromettere i
rapporti tra Occidente e Mosca".
A favore Piero Fassino che
invita ad "evitare
lisolamento della Russia".
Solo che intervengono "voci
critiche": Marini
e Casini (ex democristiani
di fedeltà vaticana)
e Paolo Guzzanti e Fiamma
Nirenstein (del Pdl ma di
fedeltà giudaica) alzano
i toni, proponendo di stare
coerentemente allineati sulle
posizioni degli USA.
Lalternativa
è, dunque, se "stare
con gli USA e mugugnare" oppure "stare con
gli USA senza se e senza ma".
Nessuno che proponesse di "uscire dalla NATO".
E dire che Mussolini parlò di "aula sorda
e grigia".